• Il consumo di caffè riduce del 50% il rischio di contrarre il cancro alla prostata

    Evidenze da uno studio epidemiologico congiunto ISS-Neuromed condotto su 7.000 uomini
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    Più di tre tazzine di caffè al giorno riducono il rischio di cancro alla prostata. E’ il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista International Journal of Cancer, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’IRCCS Istituto Neurologico Mediterraneo – NEUROMED di Pozzilli (IS).
    A livello epidemiologico lo studio è stato condotto su circa 7000 soggetti sani maschi di età superiore a 50 anni, selezionati nella coorte Moli-sani, seguiti per circa 4 anni. Per gli studi in vitro, sono state utilizzate 2 linee di cancro prostatico umano su cui sono stati provati estratti di caffè e concentrazioni crescenti di caffeina per valutare potenziali effetti antineoplastici e antimetastatici.
    I soggetti che durante la fase di osservazione hanno ricevuto diagnosi di cancro alla prostata sono risultati essere quelli che avevano un consumo inferiore di caffè, rispetto ai soggetti che non avevano ricevuto tale diagnosi. In particolare, è risultato che i soggetti che abitualmente consumano più di 3 tazze di caffè (del tipo italiano) al giorno hanno una riduzione del 53% del rischio di contrarre il cancro alla prostata.
    “Il nostro studio – dice Francesco Facchiano del Dipartimento di Oncologia e medicina molecolare dell’ISS, uno degli autori dello studio – indica che i consumatori abituali di caffè e che bevono più di 3 tazzine di caffè al giorno hanno minori probabilità di contrarre il tumore alla prostata; naturalmente, come in tutte le cose, vanno evitati gli eccessi che potrebbero avere effetti negativi di altro tipo”.
    La conferma in vitro è venuta dall’osservazione che su 2 differenti linee di cancro della prostata umano, la caffeina, uno dei principali (ma non l’unico) principio bioattivo contenuto nel caffè, ha una significativa azione antiproliferativa e antimetastatica.

    ISS 26 aprile 2017

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  • LA FORZA DI VOLONTA’ E LA COSTANZA QUANTO SONO IMPORTANTI NELL’ALLENAMENTO?

    LA FORZA DI VOLONTA' E LA COSTANZA QUANTO SONO IMPORTANTI NELL'ALLENAMENTO?Per chi non è un addetto ai lavori (personal trainer, istruttore, preparatore atletico) o un atleta professionista è facile farsi distrarre, farsi prendere dalla pigrizia, trovare mille scuse pur di rimandare al giorno seguente l’allenamento. La pigrizia è il peggior alleato per il raggiungimento del proprio obiettivo finale, che, ad esempio, potrebbe essere: ritornare al proprio peso forma; tonificare il fisico dopo gli anta; rafforzare una dieta restrittiva per portare a norma i valori delle analisi del sangue.

    Molti pensano che basti fare sport regolarmente in giovane età per beneficiarne tutta la vita, ma è scientificamente dimostrato che chi smette di muoversi, di avere una “vita attiva” perde i benefici fisici, estetici e psicologici conquistati giorno dopo giorno.

    Secondo uno studio condotto da “Womens’ Health”:

    • Durante i primi giorni di stop dall’attività fisica, il corpo si rigenera, recupera le forze. Non si verificano particolari cambiamenti.
    • Durante le prime 3 settimane, le fibre muscolari si riducono di volume; il corpo inizia a trattenere più liquidi; ma soprattutto il numero dei mitocondri attivi diminuisce. Ricordiamo che i mitocondri sono le centrali energetiche del corpo, producono energia per diverse funzioni cellulari (movimento, trasporto sostanze energetiche nei distretti muscolari, trasporto ossigeno …).
    • Dopo un mese di stop, si iniziano a perdere i benefici conquistati a livello dell’apparato cardiovascolare; diminuisce la resistenza e la forza muscolare; aumenta progressivamente la percentuale di massa grassa e diminuisce quella magra; aumenta il livello di stress psicofisico.
    • Dopo alcuni mesi di stop, il metabolismo cambia; si perde la capacità di gestire con più efficienza situazioni di stress e ansia; ci si stanca più facilmente.
    • Dopo un anno dallo stop, la percentuale di massa grassa è decisamente maggiore di quella magra; il metabolismo è rallentato, e pian piano aumenta il rischio di veder incrementati i livelli di colesterolo e zucchero nel sangue, e i livelli della pressione arteriosa; aumenta il rischio di episodi depressivi.

     

    Ricordiamo che la sedentarietà è il quarto fattore di rischio di mortalità globale. Secondo l’OMS, l’inattività fisica è responsabile di circa il 30% delle malattie cardiache, il 27% del diabete, il 21% dei tumori al seno e al colon.

    Il sedentario è colui che si muove poco o fa poca vita attiva, è colui che non riesce a guidare il proprio cervello, non sono i muscoli ad arenarsi per primi davanti ad uno sforzo fisico ma il cervello, la propria forza di volontà, la propria tenacia, la propria determinazione.

    Chi fa sport per tutta la propria vita, lo fa al di fuori degli obiettivi fisici raggiunti o raggiungibili, lo fa dopo aver ascoltato e toccato con mano ogni piccolo cambiamento psico-fisico ottenuto, dopo aver capito che l’attività fisica è un tassello di puzzle della propria giornata, un atto che può diventare spontaneo come quello di respirare, mangiare e sorridere.

     

    Dott.ssa Chiara Rancan
    Personal Trainer
  • Mangiare frutta secca fa bene alla salute

    Lo studio, pubblicato sulla rivista BMC Medicine e realizzato da un gruppo di ricerca internazionale, ha dimostrato che il consumo di noci, mandorle e simili riduce il rischio di sviluppare diverse malattie tra cui quelle cardiache, cardiovascolari e il cancro.

    I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da 20 studi (29 pubblicazioni) per un totale di quasi 820.000 pazienti provenienti da Stati Uniti, Europa, Asia e Australia.

    Mettendo in relazione condizioni di salute e abitudini alimentari è emerso che un consumo maggiore di frutta secca si associa a una riduzione del rischio relativo pari al:

    • 24% per le cardiopatie;
    • 11% per l’ictus;
    • 19% per le patologie cardiovascolari;
    • 18% per il cancro;
    • 19% per quanto riguarda la mortalità in generale.

    Ma non solo, per quanto i dati siano meno certi sembra che un consumo elevato di frutta secca protegga anche dallo sviluppo di diabete e di malattie respiratorie, infettive, neurodegenerative e renali .
    Per quanto riguarda il rapporto quantità/benefici è invece emerso che consumando una porzione (28 grammi) in più al giorno il rischio relativo è risultato ridotto del 29% per le cardiopatie, del 7% per l’ictus, del 21% per le malattie cardiovascolari, del 15% per il cancro e del 22% per la mortalità dovuta a qualsiasi causa.

    Tuttavia come spesso accade nell’ambito dell’alimentazione, i risultati dello studio indicano anche che è comunque meglio non esagerare. Per quasi tutte le patologie considerate la riduzione del rischio maggiore si è osservata in pazienti che consumavano 5/6 porzioni di frutta secca a settimana (circa 20 grammi al giorno), a prescindere che queste fossero di noci, mandorle, nocciole o altro. Tutte le varianti infatti, spiegano gli autori, sono ricche di sostanze come fibre e antiossidanti che proteggono dallo sviluppo di malattie cardiache e di composti che aiutano le cellule a combattere contro le principali cause del cancro.

    In conclusione, prendendo in considerazione le aree di provenienza dei pazienti i ricercatori hanno calcolato che solo nel 2013 si sono verificate 4,4 milioni di morti premature legate a un ridotto consumo di frutta secca. Un dato che suggerisce l’importanza di includere questi alimenti nella propria dieta e che dovrebbe spingere medici e nutrizionisti a consigliarne un consumo moderato ma quotidiano.

    Fonte: Aune G, Keum N, Giovannucci E, et al. Nut consumption and risk of cardiovascular disease, total cancer, all-cause and cause-specific mortality: a systematic review and dose-response meta-analysis of prospective studies. BMC Medicine 2016; 14(207): DOI: 10.1186/s12916-016-0730-3
  • CORRERE PER DIMAGRIRE : CONSIGLI UTILI

    2411134_1465380396Quando si decide di rimettersi in forma, oltre alle privazioni alimentari, si pensa a quale attività fisica poter svolgere per bruciare più calorie nel più breve tempo possibile, e spesso la scelta ricade sulla corsa.

    La corsa è un gesto primordiale e naturale per l’animale come per l’uomo, ma per poter correre in modo efficace ed efficiente occorre apprenderne le basi e capire come può effettivamente essere di aiuto per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

    Di seguito verranno elencati alcuni accorgimenti da seguire se si decide di iniziare a correre per dimagrire, ma è da sottolineare che sport + sana e corretta alimentazione sono le basi per un miglioramento della salute e non solo dell’aspetto fisico, sono le fondamenta su cui si poggia lo stile di vita sano, che prevede la cura consapevole di se stessi.

    1. Costanza e regolarità degli allenamenti: sono consigliati 3 allenamenti a settimana a giorni alterni, da segnare anche su un diario di allenamento, per avere un quadro dei progressi in tempi e distanze percorse.
    2. Variare ritmo e intensità della corsa per attivare il metabolismo: interval workout ad alta intensità per bruciare principalmente carboidrati; corsa moderata su lunghe distanze per attivare in particolar modo il catabolismo dei grassi.
    3. Ascoltare il proprio corpo! Oltre a variare il ritmo e l’intensità della corsa, il consiglio è quello di incrementare il passo progressivamente, in base proprio alle reazioni del corpo. Quando non si avverte più l’iniziale sensazione di fatica, è giunto il momento di incrementare.
    4. Non allarmarsi! Chi inizia ad allenarsi perde massa grassa ma aumenta anche la massa magra, quindi a seguito di un’iniziale perdita di peso, la bilancia potrebbe segnare un stazionamento o un’irrisoria variazione del peso, evento del tutto naturale. 1 kg di muscolo occupa meno spazio di un 1 kg di grasso, quindi per occupare più o meno lo spazio di 1 kg di grasso occorre diversa massa muscolare. Quindi, alla corsa sarà necessario abbinare un programma di tonificazione volto ad asciugare e definire la  figura.
    5. Modificare le abitudini alimentari. La sola attività fisica non può da sola far raggiungere l’obiettivo finale, occorre imparare a mangiare anche in base al proprio ritmo di vita.

    Finché la stagione lo consente, si consiglia di allenarsi all’aria aperta poiché:

    • Si respira più aria rispetto ad un ambiente chiuso, sovraffollato con scarso ricircolo d’aria.
    • Ci si distrae guardandosi attorno, questo implica l’abbandono totale dei pensieri quotidiani e si avverte meno anche il senso di fatica.
    • Si rimane a contatto con la natura, che rigenera corpo e mente.
    • I percorsi possono cambiare ogni giorno rendendo cosi l’allenamento vario. I percorsi all’aperto incrementano forza, resistenza, velocità, coordinazione ed equilibrio più di un allenamento su tapis roulant.
    Dott.ssa Chiara Rancan
    Personal Trainer
  • Lo Zenzero: istruzioni per l’uso.

    La “mini guida” sullo zenzero:
    da spezia d’Oriente ad aiuto anti nausea

    Da sempre impiegato come spezia, specialmente nella cucina asiatica e indiana, lo zenzero è presente anche nella tradizione alimentare d’Occidente: lo si può infatti trovare in dolciumi, liquori, prodotti cosmetici e bevande (la famosa ginger ale).

    Come spesso accade, un prodotto comunemente utilizzato per scopi alimentari può anche offrire numerosi vantaggi per il benessere del nostro organismo.

    In questa facile mini-guida, proveremo a scoprire le proprietà dello zenzero, a spiegare come sfruttarlo al meglio e a sfatare alcuni “falsi miti” che lo riguardano. In particolare affronteremo i seguenti argomenti:

    • Le proprietà dello zenzero e il suo meccanismo d’azione
    • I benefici dello zenzero secondo la medicina ayurveda
    • In che modo lo zenzero può favorire il benessere delle articolazionizenzero_benefici_studi
    • I vantaggi forniti da un integratore naturale rispetto allo zenzero fresco
    • Come e quando assumere lo zenzero ed eventuali controindicazioni
    • 5 falsi miti sullo zenzero e proprietà ancora da verificare
    • Curiosità: lo zenzero in Giappone e…in musica!

    Le proprietà dello zenzero nella fitoterapia occidentale

    Il rizoma dello zenzero possiede numerose proprietà riconosciute e sfruttate dalla moderna fitoterapia occidentale. Tra le più importanti ricordiamo:

    • combatte la nausea;
    • favorisce la digestione;
    • aiuta a eliminare i gas intestinali in eccesso e, di conseguenza, a sgonfiare la pancia;
    • regola la motilità intestinale dalla quale dipende la regolarità dell’intestino.

    Come agisce lo zenzero?

    Ma quali sono i principi attivi responsabili dei benefici e delle proprietà dello zenzero?

    I principali componenti chimici sono contenuti «nell’oleoresina, responsabile del sapore pungente della droga; infatti essa contiene gingeroli, shogaoli e lo zingerone, che sono anche responsabili del sapore piccante della droga. Gli altri componenti dello zenzero sono i carboidrati, i lipidi ed un olio essenziale» (F. Capasso, G. Grandolini, A. A. Izzo, Fitoterapia. Impiego razionale delle droghe vegetali, Milano 2006).

    proprietà dello zenzero anti nauseaCome visto, tra le varie applicazioni fitoterapiche riguardanti lo zenzero spicca il suo effetto anti nausea, non casualmente i marinai cinesi lo utilizzavano contro il mal di mare.

    I responsabili di tale attività antiemetica (ovvero in grado di inibire il vomito) sarebbero i gingeroli, che inibirebbero i recettori serotoninergici e dopaminergici e ridurrebbero le disfunzioni ritmiche dello stomaco che, appunto, possono causare la nausea e il vomito.

    In sintesi, lo zenzero a livello dell’apparato digerente «stimola i movimenti peristaltici dello stomaco e dell’intestino (procinetico), esplicando anche un effetto antinausea e antivomito (probabilmente per azione sul Sistema Nervoso Centrale sui recettori per dopamina e serotonina).

    Per questa proprietà alcuni estratti di zenzero sono stati con successo utilizzati come antistaminici nella prevenzione del vomito da cinetosi»(F. Firenzuoli, Le 100 erbe della salute, Milano 2003).

    Dunque lo zenzero può venire in aiuto anche in caso di mal d’auto o mal di mare.

    L’assunzione di zenzero in gravidanza suscita pareri discordi (alcuni lo sconsigliano), tuttavia in diversi Paesi viene spesso caldeggiata. Per esempio, in Inghilterra l’utilizzo di questa spezie è suggerito anche nelle Linee guida redatte dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists per combattere le nausee gravidiche.

    Come e per quanto tempo assumere integratori a base di zenzero?

    Per sfruttare al meglio le proprietà dello zenzero è consigliabile assumere le pastiglie dell’integratore poco prima dei pasti principali (o nel corso di essi), oppure nei momenti in cui si presentano i primi segnali di nausea. L’effetto positivo di questa spezie nei confronti della nausea è infatti quasi immediato e si può notare nel giro di qualche minuto.

    L’integratore a base di zenzero può essere assunto anche senza interruzioni per diverso tempo: questa sostanza, se presa nelle dosi consigliate, non ha infatti alcun effetto collaterale degno di nota (salvo nei casi in cui siano presenti allergie specifiche alla spezie).

    Come per tutti i prodotti naturali, in presenza di patologie specifiche o se si assumono farmaci, è sempre bene sentire prima il parare del medico di fiducia prima di prendere l’integratore.

    5 falsi miti e proprietà dello zenzero ancora da verificare

    Se si cercano online notizie sullo zenzero è facile trovare molte pagine dedicate a questo tema, nelle quali alla spezie vengono attribuite innumerevoli proprietà, non tutte veritiere.

    Alcune si trattano di proprietà “leggendarie” e con ben poco fondamento, altre sono invece virtù da approfondire ulteriormente per avere solide certezze scientifiche. Passiamone velocemente in rassegna alcune.

    1) Fa dimagrire

    2) Aiuta a controllare il diabete

    3) Schiarisce i capelli

    4) Efficace contro il raffreddore

    5) Ha un effetto afrodisiaco

    Fonte: Dr Giorgini.

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  • STRESS DA RIENTRO: ANCHE GLI INTEGRATORI AIUTANO

    È risaputo, il rientro dalle ferie estive non è per nulla facile: da ritmi giornalieri blandi, da una quasi totale assenza di pensieri, nonché da una minima presenza di impegni si passa repentinamente alla routine lavorativae ai numerosi doveri quotidiani. Così, oltre all’inevitabile “delusione” per la conclusione della vacanza, che risulta sempre “troppo breve”, il ritorno in città può riservare anche il classico stress da rientro. Questo momento transitorio può tuttavia essere affrontato nel migliore dei modi con i giusti accorgimenti ed alcuni rimedi naturali. Vediamo bene come.

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    5 REGOLE UTILI PER COMBATTERE LO STRESS DA RIENTRO

    E però, va detto che, per contrastare questo stress da rientro, non esiste una regola universale. Ciò nonostante, vi sono alcuni validi accorgimenti che possono permettere di affrontare al meglio tale “problema” se non addirittura di evitarlo.

    1) GRADUALITÀ

    Per attenuare l’impatto del rientro, è bene riprendere tutte le proprie attività nella maniera più graduale possibile, ritagliandosi, di tanto in tanto, piccoli momenti di relax.

    2) STARE ALL’ARIA APERTA

    Per sollevare l’umore, è possibile approfittare degli ultimi week-end di fine estate per trascorrere più tempo all’aria aperta. Va bene anche una semplice camminata al parco in pausa pranzo o una sosta in piscina. La luce del sole è infatti un ottimo alleato per riadattare l’orologio biologico ai nuovi ritmi e al cambio di stagione.

    3) UN PO’ DI SPORT

    Un aiuto contro lo stress da rientro può arrivare anche da un po’ di regolare movimento. Non è necessario essere degli “atleti provetti”, infatti può bastare una camminata al parco o un giro in bicicletta: è stato infatti dimostrato che le endorfine rilasciate dall’organismo a seguito di attività fisica possono influire positivamente anche sul tono dell’umore.

    4) ALIMENTAZIONE CORRETTA

    Un aspetto forse troppo spesso trascurato per contrastare lo stress è l’alimentazione: è importante seguire una dieta sana e bilanciata, ricca di verdure e frutta di stagione, per assicurarsi il giusto apporto di vitamine e sali minerali, fondamentali per contrastare la stanchezza tipica di questo periodo. Sarebbe inoltre benelimitare cibi troppo grassi che appesantiscono il nostro organismo, quali fritti, insaccati e dolci eleborati.

    5) UN BUON RIPOSO
    Per favorire un ritorno sereno alla routine quotidiana è fondamentale concedersi le giuste ore di riposo: sarebbe quindi bene coricarsi la sera ad orari regolari ed evitare di fare troppo tardi, come invece accade frequentemente in vacanza.
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    GLI AIUTI NATURALI PIÙ EFFICACI CONTRO LO STRESS DA RIENTRO

    Oltre a questi opportuni e importanti accorgimenti, è possibile prevenire il cosiddetto stress da rientro anche attraverso l’utilizzo di integratori naturali contenenti piante e nutruitivi come:

    • magnesio e fosforo: in particolare, il primo dei due può regalarci diversi benefici; coinvolto in numerosi processi biologici essenziali per la vita e la salute, il magnesio svolge infatti un ruolo di primaria importanza nella produzione di energia e nell’equilibrio del sistema nervoso;
    • melatonina: se al rientro da un viaggio intercontinentale accusate gli effetti del jat-leg, o anche se semplicemente faticate ad addormentarvi una volta tornati ai mille impegni del quotidiano, la melatonina può essere un utile supporto; la sua assunzione può intatti ridurre il tempo necessario a prendere sonno e a rimettere in sesto il nostro “orologio biologico”;
    • passiflora o valeriana: la sera, per favorire il sonno notturno e la qualità del risposo, è possibile assumere estratti naturali a base di passiflora o valeriana; entrambe queste piante favoriscono infatti il benessere mentale e promuovono il rilassamento in caso di stress;
    • triptofano: se lo stress da rientro incide anche sulla qualità del vostro sonno, può essere utile assumere un integratore a base di triptofano; questo aminoacido è infatti il precursore della melatonina (utile per regolare i ritmi sonno veglia) e della serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore.

    Arginare lo stress da rientro e ritrovare quella vitalità che sembra essersi persa con il ritorno alle attività lavorative non è quindi un obiettivo irragiungibile: sarà sufficiente rafforzarsi con qualche accorgimento, reso più efficace dall’assunzione di alcuni semplice rimedi naturali!

    Fonte: Dr. Giorgini.

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  • TEMPO DI FUNGHI

    Esistono vari momenti nell’arco dell’anno in cui si possono raccogliere i funghi, uno tra questi è l’estate.

    In questo opuscolo del Ministero della salute ci sono tutte le informazioni per una raccolta sicura e senza rischi!

    Clicca sopra l’immagine per leggerlo!

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  • SFRUTTARE LE VACANZE COME RIPOSO ATTIVO : MULTISPORT

    SFRUTTARE LE VACANZE COME RIPOSO ATTIVO : MULTISPORT

    Vacanza significa abbandonare ogni routine quotidiana, lasciarsi liberamene al relax e al riposo totale, ma per chi è sportivo vacanza significa anche riposo attivo.

    Il riposo attivo avviene quando l’atleta si allena con sport differenti, degli sport alternativi che gli consentono di mantenere:

    • La tonicità della muscolatura,
    • L’elasticità dei tendini,
    • La condizione aerobica,
    • Il rilassamento del cervello,
    • L’equilibrio e la coordinazione,
    • Il potenziamento di gruppi muscolari usati poco nel suo sport.

    Il riposo attivo è visto come un lavoro rigenerativo, differente dal riposo passivo dove ci si ferma totalmente. Il riposo attivo è un periodo di allenamento più facile, leggero, meno intenso e di bassa intensità; durante il riposo attivol’obiettivo è allenarsi divertendosi.

    In base alla località prescelta per le ferie estive, l’atleta può cimentarsi in differenti discipline sportive, mixandole anche tra di loro, ad esempio:

    • Il camminare aiuta a bruciare calorie e a conquistare uno stato di benessere totale e completo;
    • Il trekking è un ottimo allenamento cardio vascolare di bassa – media – alta intensità e di lunga durata, che agisce sulla muscolatura degli arti inferiori, sull’addome, sulle braccia (se si utilizzano le bacchette), sull’equilibrio, sulla coordinazione e sui riflessi;
    • Il nuoto è un’attività a basso impatto che coinvolge tutti i muscoli del corpo e il sistema cardiovascolare, senza sovraccaricare le articolazioni.

    Le attività di carattere aerobico aiutano a mantenere un buon stato cardiovascolare e il tono muscolare.

    • Le sedute di cardio – tonificazione in palestra aiutano a mantenere attivo il metabolismo e contribuiscono ad un buon mantenimento della tonicità muscolare.

    Le attività di potenziamento con carichi moderati, ovvero il peso utilizzato è inferiore o uguale al 30% circa del peso impiegato abitualmente, sono utili come fase di adattamento anatomico antecedente ad un lavoro specifico di forza massima.

    • Lo yoga è una disciplina che rigenera nel profondo il corpo e la mente, attraverso anche le asana.

    A seconda dell’obiettivo dell’atleta, il cimentarsi in differenti discipline sportive (mutisport), che incontra nella località turistica prescelta, mettendosi in gioco e cercando di capire come il proprio fisico reagisce a nuovi stimoli, si traduce in un sano riposo attivo con tutti i benefici sopraesposti.

    Dott.ssa Chiara Rancan
  • COME AFFRONTARE INDENNI LE VACANZE: RIPOSO O RECUPERO ATTIVO?

    COME AFFRONTARE INDENNI LE VACANZE: RIPOSO O RECUPERO ATTIVO?

    Dopo mesi di lavoro e sacrifici per dedicarsi alla propria passione il nostro fisico ha bisogno di una pausa. Molti si chiedono se riposarsi totalmente dalla bici o meno, che fare quindi.

    Partiamo dal presupposto che il fisico di un ciclista è una macchina allenata: cuore, muscoli, articolazione e apparato cardiocircolatorio sono abituati a ricevere costantemente stimoli dall’esterno mediante l’allenamento e la cosa più sbagliata da fare è quella di interrompere bruscamente gli allenamenti. Supponiamo di prenderci 15-20 di recupero: i primi 5-6 giorni inizieremo il cosiddetto “cool down”, ovvero effettueremo uscite blande di 1h max 1h30 per rallentare gradualmente; dopodichè si possono osservare 4-5 giorni di riposo assoluto dalla bici e, in seguito, riprendere gradualmente con uscite di 1h- 1h30. Questo è una sorta di ciclo piramidale che permette al corpo di recuperare senza però subire uno shock dovuto alla mancanza immediata di allenamento.

    Questo periodo può essere sfruttato anche per concederci qualche sfizio alimentare senza però esagerare.

    Durante i giorni di riposo prendiamo del tempo per noi stessi, non pensiamo a gare o impegni e concentriamoci su ciò che non abbiamo avuto tempo di fare durante i mesi precedenti.

    Dott. Marco Ponta
    Preparatore atletico