• OPERATORE SHIATSU

    Lo Shiatsu

    Una pratica orientale millenaria che ci aiuta a stare meglio

    Lo Shiatsu è una disciplina che è in grado di stimolare favorevolmente il riequilibrio dell’organismo sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico ed emotivo.

    È una tecnica di trattamento manuale gradevole da ricevere, ma allo stesso tempo efficace, che aiuta a rilassarsi, non procura dolore, non è invasiva ed è priva di effetti nocivi.

    Per questi motivi, tutti possono ricevere un trattamento shiatsu, a partire dai neonati per finire con le persone anziane.

    Cosa rende diverso un trattamento Shiatsu da un qualsiasi altro massaggio? La pressione! L’Operatore, infatti, tramite delle precise sequenze di leggere pressioni sulle diverse parti del corpo, stimola i processi di autoregolazione dell’organismo, generando un miglior stato di salute e di benessere. È per questo che lo Shiatsu costituisce una risposta semplice, efficace e alla portata di tutti.

    L’azione profonda del trattamento shiatsu si esprime in tutta la sua efficacia nel rilassamento, predisponendo colui che lo riceve al recupero dallo stress, migliorando sia i disturbi psico-fisici che quelli locomotori ed articolari.

    Lo Shiatsu è efficace nel raggiungimento del proprio ben-essere, migliorando lo stato psico-fisico delle persone soggette a ritmi di vita particolarmente stressanti:

    • interviene su contratture ansiogene da attività sportiva o lavorativa,
    • riduce l’ansia e i sintomi tipici della depressione,
    • aiuta a superare i momenti di affaticamento eccessivo,
    • calma l’irritabilità e aiuta a ritrovare maggiore serenità,
    • corregge l’insonnia conciliando il sonno,
    • stimola la circolazione sanguigna e l’eliminazione delle tossine,
    • allenta le tensioni muscolari e agevola i movimenti articolari,
    • allevia i dolori stimolando la produzione di endorfine,
    • facilita la digestione e l’assorbimento del cibo,
    • favorisce l’equilibrio ormonale,
    • aiuta la respirazione,
    • fortifica il sistema immunitario.

    Come si svolge un trattamento

    Si svolge in un ambiente tranquillo, distesi su un morbido materasso di cotone o su un lettino da massaggio. Si resta vestiti, con abiti comodi e leggeri. L’Operatore tratta tutte le parti del corpo (dorso, gambe, braccia, addome, collo e testa), portando delle pressioni dolci ma profonde con i palmi delle mani, i pollici, e a volte anche gli avambracci e i gomiti. Le pressioni, sempre rispettose della condizione della persona, entrano in profondità, senza scivolare sulla pelle, producendo uno stimolo a cui l’organismo della persona trattata “risponde”, recuperando la pien

    a espressione delle proprie risorse vitali. Un trattamento dura, mediamente, dai 40 ai 60 minuti.

    Da 0 a 100 anni

    Lo Shiatsu è indicato per tutte le persone, chiunque può ricevere un trattamento (adulti, ragazzi e anziani), l’obiettivo è sempre il raggiungimento di un miglior equilibrio psico-fisico.

    Produce ottimi risultati su bambini e ragazzini, addirittura sui neonati prematuri. La tecnica della pressione ha dimostrato, infatti, una particolare efficacia anche sui più piccoli e per una vasta gamma di disturbi, dai problemi respiratori alle difficoltà di evacuazione, dalla stanchezza e dalle tensioni, che possono acuire i disturbi di apprendimento, fino alle difficoltà della sfera psicologica che hanno a che fare con l’autostima, la consapevolezza di sé e l’interazione con gli altri.

    Inoltre, è benefico per le donne in gravidanza e nel post parto, e anche per il neonato, fin dai primi giorni di vita: i dolci movimenti dello Shiatsu sviluppano nel piccolo un senso di pace e serenità.

    Un toccasana per bambini e ragazzi in età scolare

    Con lo Shiatsu si possono ridurre alcuni tratti negativi della personalità degli studenti ed in particolare l’ansia da prestazione, l’eccessiva tensione, l’irritabilità e l’impulsività, oltre a poter controllare l’insicurezza e la timidezza. Effetti molto positivi si hanno sulla concentrazione, l’attenzione, l’autostima, l’entusiasmo e il benessere fisico e mentale.

    Mirella Napoli

    Mi sono formata presso la Scuola Internazionale Shiatsu-Italia di Vicenza dove collaboro come assistente al triennio di formazione. Sono iscritta al ROS, il Registro Italiano di Operatori Shiatsu della FISIeO (Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori) e svolgo l’attività di operatrice olistica come professionista autonoma
    presso studi privati e centri olistici. Ho frequentato e tuttora frequento seminari per l’aggiornamento continuo con insegnanti.

  • FISIOTERAPISTA

    FISIOTERAPISTA IN FARMACIA

    L’idea fondamentale consiste nel fornire al cliente, attraverso un luogo cosi familiare e professionale come la farmacia, un posto dove poter incontrare un fisioterapista e eseguire trattamenti senza doversi spostare lontano dalla prorpia abitazione.

    CHI È IL FISIOTERAPISTA IN FARMACIA

    Il fisioterapista è il professionista sanitario laureato in fisioterapia che attua gli interventi diretti alla prevenzione, alla valutazione funzionale, alla cura e alla riabilitazione delle patologie o disfunzioni nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali.

    COSA FA IL FISIOTERAPISTA IN FARMACIA

    Il fisioterapista in farmacia offre attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle attività motorie, psico motorie e cognitive viscerali utilizzando terapie manuali, massoterapiche ed occupazionali. Inoltre può definire programmi prestazionali per gli aspetti di sua competenza volti alla prevenzione, individuazione e superamento del bisogno riabilitativo, verificando la rispondenza della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale.

    QUANDO CI SI PUÒ RIVOLGERE AL SERVIZIO DI CONSULTAZIONE

    Ci si rivolge al fisioterapista a scopo riabilitativo non solo dopo un trauma come ad esempio un frattura, ma anche per problemi articolari e posturali che alla lunga possono portare a dolori in altre zone del corpo.

    Stefano Dalla vecchia

    TITOLO DI STUDIO

    Laurea in Fisioterapia, presso l’Università degli studi di Verona

    Master di I° Livello in Fisioterapia Applicata allo Sport, presso l’Università degli studi di Siena

    LAVORA COME

    Dal 2010 collabora con numerose società sportive dell’alto vicentino per la valutazione, trattamento e riatletizzazione degli sportivi.

    Dal 2015 è socio del G.I.S. Sport (Gruppo Interesse Specialistico Sportivo) associato all’ A.I.FI (Associazione Italiana Fisioterapisti), del quale dal 2018 entra a farne parte come collaboratore.

    Quest’ultima esperienza professionale lo ha portato a prestare i suoi servizi anche in ambito internazionale come fisioterapista per la squadra dei Southern Kings Rugby Team (Sud Africa) e la stessa nazionale SudAfricana, Australiana e della Nuova Zelanda.

  • CONSULENZA PSICOLOGICA

    EMOZIONI: NEMICHE AMICHE

    Perché esistono le emozioni? A che cosa servono? Perché ci fanno star male?

    Solitamente distinguiamo le emozioni tra belle e brutte, ma questa è un’abitudine che rischia di trarci in inganno, infatti è più corretto definire le emozioni come PIACEVOLI O SPIACEVOLI. La cosa però veramente importante da sapere è che TUTTE LE EMOZIONI SONO UTILI perché funzionali a comunicarci qualcosa di noi e della situazione che stiamo vivendo. Le emozioni ci rendono completi integrando tutte le nostre diverse parti della nostra personalità.

    Ciascuno di noi è un fiore che ha bisogno di tutti i suoi petali, quindi di ciascuna emozione, per dirsi completo. Felicità, gioia, entusiasmo sono facili da accettare e da accogliere, ma come reagiamo quando invece proviamo rabbia, delusione, tristezza, paura? Cosa ci accade quando una situazione o un pensiero ci fa star male? Siamo in grado di impiegare al meglio l’emozione che proviamo per crescere con lei o ne rifuggiamo o addirittura la scacciamo in malo modo?

    “Emozionarsi”, soprattutto quando l’emozione è spiacevole, a volte fa paura e questo genera ulteriore rabbia o addirittura sensi di colpa come se ci si dovesse vergognare di ciò che viviamo. Spesso quindi siamo portati a distogliere lo sguardo da ciò che sentiamo o addirittura spegnere quelle emozioni che creano sofferenza.

    Le emozioni spiacevoli sono utili perché sono un CAMPANELLO D’ALLARME che ci segnala che c’è qualcosa che non va a cui dare attenzione. È necessario ASCOLTARE COSA LE NOSTRE EMOZIONI VOGLIONO DIRCI. Evitando di ascoltare le nostre emozioni celiamo a noi stessi una parte di noi.

    Ogni emozione è utile se impiegata bene. La rabbia se usata come uno strumento per sentirci completi, ci fornisce quell’energia utile per agire, mettendo in moto il nostro corpo e la nostra emotività e compiere delle azioni, ci permette di essere efficaci nel proteggere i nostri bisogni e desideri. Si parla quindi di assertività quando usiamo la rabbia efficacemente e non in maniera sterile o distruttiva per noi o per gli altri.

    La paura invece ci aiuta ad affrontare correttamente i pericoli, la tristezza ci permette di avere cura delle nostre fragilità e di accogliere la nostra umanità.

    Se non permettiamo a ciascun petalo di esprimersi non ci diamo la possibilità di essere persone complete.

    Le emozioni bloccate, inoltre, dovranno comunque trovare altre strade per manifestarsi e lo faranno a questo punto in modo meno consapevole. Cresceranno quindi dentro di noi in modo incontrollato le radici delle emozioni inascoltate, rubando nutrimento alle altre radici.  Questo genererà sofferenze incomprensibili e i sintomi più vari, da quelli psicosomatici, all’ansia, alla depressione ecc.

    È quindi importante permettersi di entrare in contatto con ciascuna emozione e con quelle parti di noi che ad un primo impatto potrebbero farci più paura o farci sentire confusi o persi. Questo ci permetterà di sentirci efficaci nel costruire la nostra personalità e felicità, accogliendo quindi tutte le richieste e i bisogni che arrivano da dentro noi stessi.

    Articolo a cura della Dott.ssa Silvia Ceccato psicologa che offre uno spazio di ascolto ed orientamento in farmacia per chiunque si trovi in situazioni di difficoltà o che desideri avere risposte adeguate a problematiche di natura psicologica o relazionale.

    La psicologa sarà presente in farmacia indicativamente il pomeriggio del lunedì e del mercoledì dalle 16:30 alle 19:00 su appuntamento. La consulenza si struttura in un primo incontro gratuito.

  • SERVIZIO INFERMIERISTICO

    Il Servizio infermieristico della Farmacia Madonna dell’aiuto consente a quanti hanno bisogno di accedere a cure infermieristiche, in un ambiente confortevole, di affidarsi a personale qualificato e costantemente aggiornato, per i seguenti servizi:
    • medicazioni e bendaggi, semplici e complessi
    • rimozione punti di sutura
    • monitoraggio della pressione arteriosa
    • lavaggi auricolari
    • Iniezioni sottocute e intramuscolo
    Per la somministrazione delle terapie bisogna presentarsi con i farmaci e la prescrizione medica correlata.
  • ZECCHE: COME DIFENDERSI

    Le zecche sono artropodi, la stessa famiglia di ragni, acari e scorpioni, e si tratta di parassiti ester­ni, delle dimensioni che variano da qualche millimetro a circa 1 centimetro secondo la specie e lo stadio di sviluppo.

    Il corpo, tondeggiante e il capo, non distinguibile dal corpo, è munito di un apparato boccale (rostro) in grado di penetrare la cute e succhi­are il sangue. Le zone maggiormente a rischio per la possibilità di punture di zecche sono gli ambienti boschivi e ricchi di cespugli. Anche il sottobo­sco ed i prati incolti, i sentieri poco battuti, in cui è maggiore la possibilità di presenza di fauna selvatica, sono da considerare a rischio. Le zecche non saltano e non volano sulle loro vittime, ma si appostano all’estremità delle piante aspettando il passaggio di un animale o di un uomo. Grazie all’anidride carbonica emesse e al calore dell’organismo, questi acari av­vertono la presenza di un eventuale ospite e vi si insediano conficcando il loro rostro (apparato boccale) nel­la cute e cominciando a succhiarne il sangue. Il morso è generalmente indolore perché emettono una sos­tanza contenente principi anestetici. Generalmente rimangono attaccate all’ospite per un periodo che varia tra i 2 e i 7 giorni e poi si lasciano cadere spontaneamente. La probabilità del­la trasmissione di agenti patogeni per mezzo della puntura di zecche dipen­dono strettamente dalla durata della permanenza di queste sull’ospite e sono, in generale, basse se la zecca rimane attaccata per meno di 36-48 ore.

    Malattie trasmesse dalle zecche

    Le zecche sono in grado di trasmettere all’uomo numerose e differenti patolo­gie: la borreliosi di Lyme, la beffre Q, la babesiosi, l’encefalite virale, ecc.. . Con l’inizio della bella stagione le zec­che abbandonano lo stato di letargo invernale e si avviano alla ricerca di un ospite da parassitare. Nei mesi pri­maverili ed estivi, che vanno da aprile a ottobre, è quindi più frequente ca­dere vittima del cosiddetto “morso da zecca”. Il morso della zecca non è di per sé pericoloso per l’uomo, i rischi sanitari dipendono invece dalla pos­sibilità di contrarre infezioni trasmesse da questi animali in qualità di vettori.

    Cosa fare

    • Indossare indumenti di colore chiaro, per rendere evidente la presenza di zecche, resistenti agli strappi e con maniche e pantalo­ni lunghi; questi ultimi dovrebbero essere infilati nelle calze per evi­tare la possibile penetrazione dei parassiti tra gamba e calza.
    • Indossare calzature chiuse e alte sulle caviglie.
    • Applicare repellenti a base di DEET e gli insetticidi a base di base di permetrina, anche spruzzan­doli sui vestiti. Usare con cautela i prodotti repellenti, soprattutto nei bambini, per la possibilità di effet­ti indesiderati: il prodotto repel­lente non va inalato o ingerito, o portato a contatto con gli occhi, non va applicato su cute irritata o escoriata; va applicato soltanto sulle parti scoperte.
    • A casa, procedere ad un’accura­ta ispezione di tutto il corpo, con l’aiuto di un’altra persona per le zone difficilmente ispezionabili, senza trascurare il cuoio capel­luto, per verificare la presenza di zecche e procedere alla loro im­mediata rimozione.
    • Afferrare saldamente la zecca con una pinzetta il più possibile aderente alla cute, e tirarla deci­samente, ma senza strappi, con una delicata rotazione antioraria per evitarne la rottura.
    • Proteggere mani e piedi con guanti o un fazzoletto durante l’o­perazione, per evitare la possibili­tà di infezione attraverso piccole lesioni della pelle.
    • Se il rostro della zecca rimane all’interno della pelle, estrarlo con l’aiuto di un ago sterile.
    • Applicare disinfettanti e antibiotici sulla parte soltanto dopo l’estra­zione della zecca, evitando quelli che colorano la pelle (tintura di iodio, mercurocromo) perché potrebbero mascherare segni di infezione.
    • Dopo la rimozione della zecca dovrebbe seguire un periodo di osservazione della durata di 30-40 giorni per individuare la comparsa di eventuali segni e sintomi di in­fezione.
    • Rivolgersi al proprio medico cu­rante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, de­bolezza, dolore alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

    Cosa non fare

    Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trieli­na, ammoniaca, olio o grassi, né og­getti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materia­le infetto.

    Come difendere i nostri amici a quat­tro zampe

    • Controllare regolarmente gli ani­mali da compagnia e domestici e trattarli con presidi antizecche
    • Tenere costantemente sotto controllo le cucce degli animali domestici e di compagnia trat­tandole, periodicamente, con prodotti insetticidi.

    Esclusione di responsabilità: la presente è fornita unicamente a titolo informativo e non intende dare diagnosi o indicazioni di cura con riferimento a una qualsivoglia condizione patologica. In caso di sintomi o preoccupazioni, rivolgetevi al vostro medico di fiducia.

  • UTILIZZO DEI REPELLENTI ANTIZANZARA

    Con l’arrivo della bella stagione si ripropone ogni anno il problema delle zanzare.

    Per difendersi è possibile ricorrere a diverse formulazioni di repellenti, a base di sostanze chimiche o di estratti vegetali: lozioni, creme, spray, roll-on, salviette e braccialetti che offrono una protezione più o meno efficace a seconda della concentrazione del principio attivo.

    Quando si utilizza un repellente è importante seguire attentamente le istruzioni d’uso riportate sulla confezione, tenendo conto di alcune semplici precauzioni:

    • applicare solo sulla pelle esposta e/o sui vestiti secondo le modalità indicate in etichetta. Non applicare i repellenti sulla pelle sotto i vestiti;
    • non usare su pelle irritata o lesa ed evitare il contatto con occhi e mucose;
    • quando si utilizzano formulazioni in spray, non spruzzare direttamente sul viso ma applicarle con le mani;
    • l’applicazione eccessiva non dà una protezione migliore o più duratura: quando la protezione non è più necessaria, lavare la pelle con acqua e sapone;
    • verificare in etichetta se è consigliato l’utilizzo sui bambini e da quale età;
    • non applicare mai il repellente sulle mani dei bimbi onde evitare qualsiasi contatto con occhi e bocca;
    • se si necessita sia della protezione solare che di un repellente, è consigliato applicare prima il solare e poi l’antizanzare a distanza di almeno 30 minuti. Va tenuto presente che la protezione solare necessita di essere applicata molto più spesso nel corso della giornata;
    • leggere sempre per quali insetti è stato testato il prodotto;
    • se si presentano segni di allergia, sospendere immediatamente l’uso e contattare il medico, informandolo sul tipo di prodotto usato.

    Fonti: CCM- Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle malattie
    http://www.salute.gov.it

  • AMBULATORIO

    La farmacia da qualche anno non è più solamente il luogo della dispensazione dei farmaci, ma rappresenta sempre più un punto di riferimento fondamentale per il benessere del cittadino. Attraverso l’offerta di servizi sempre nuovi, consigli, informazioni, la farmacia diventa un centro capace di dispensare “salute”.

    Nei nostri nuovi locali potete trovare un ambulatorio in cui i professionisti della salute vi metteranno a disposizione le loro competenze:

    Gli appuntamenti verranno gestiti dal personale della farmacia.

    Per qualsiasi informazione o dubbio noi siamo a vostra disposizione!

  • INQUINAMENTO E ALLERGIE

    Ormai è evidente e dimostrata la correlazione tra la maggiore incidenza delle malattie respiratorie

    (specie su base allergica) e l’inquinamento ambientale. Il peggioramento della qualità dell’aria dovuto ai fenomeni di urbanizzazione e industrializzazione ha infatti implicazioni significative nello sviluppo di reazioni allergiche respiratorie che si manifestano con riniti, congiuntiviti, asma.

    Inoltre l’inquinamento influisce pesantemente sui cambiamenti climatici, portando ad un aumento delle temperature e modificando la frequenza e l’intensità delle precipitazioni, favorendo l’esposizione a sostanze come il monossido di carbonio, polveri sottili ma anche pollini.

    Non è solo l’inquinamento esterno a costituire un problema, bensì anche quello “indoor”.
    La qualità dell’aria negli ambienti interni è infatti potenzialmente contaminata oltre che da fonti esterne anche da materiali di costruzione, vernici e prodotti di uso comune utilizzati per la pulizia, muffe, acari della polvere, fumo di tabacco ecc.

    I soggetti più esposti ai rischi da inquinamento soni i più piccoli, per i seguenti motivi:

    • il loro apparato respiratorio non è ancora completamente sviluppato;
    • il loro organismo è meno efficiente nel meccanismo di detossificazione indotto dagli inquinanti;
    • assorbono più inquinanti avendo più bisogno rispetto ad un adulto di acqua, cibo, aria, dato il loro rapido metabolismo;
    • vivono, camminano, respirano a livelli più bassi, più vicini al suolo, là dove spesso si
      concentrano maggiormente le sostanze nocive.

    Di seguito alcuni consigli utili per il bene dei bambini e degli adulti che li accompagnano:

    • per recarsi a scuola scegliere possibilmente passeggiate e percorsi dove il traffico è minore;
    • ricordare che i bambini nei passeggini sono ad altezza ottimale per respirare i gas di scarico delle automobili, quindi evitare lunghi percorsi nel traffico cittadino;
    • ventilare i locali (meglio nelle ore di minor inquinamento da traffico);
    • in casa controllare il funzionamento di stufe a legna, caminetti e in generale delle caldaie;
    • rinunciare al fumo di tabacco.

    Fonti: G.Ferrante et Al – Rivista di Immunologia ed Allergologia Pediatrica- 2013
    Environmental aeroallergens and allergic rhinoconjunctivitis- Current Opinion in
    Allergy and Clinical Immunology-2015 – https://www.who.int/

  • ONICOMICOSI, LE MICOSI DELLE UNGHIE

    La micosi alle unghie, o onicomicosi, è un’infezione di natura fungina i cui segni piùfrequenti sono il distacco e l’ispessimento della lamina dell’unghia, macchie o striature di colore
    giallo o scuro, alterazione della superficie ungueale fino alla distruzione nei casi più complicati.
    Può coinvolgere le unghie delle mani, ma si presenta molto più spesso a livello dei piedi.
    La migliore profilassi consiste nel seguire corrette norme igieniche, associate ad alcune buone
    abitudini:

    • lavare frequentemente mani e piedi nell’arco della giornata e soprattutto asciugarli con cura;
    • indossare calzature comode che possano far traspirare il piede;
    • utilizzare sempre le apposite calzature in ambienti come piscine, docce, palestre;
    • mantenere le unghie corte e utilizzare sempre strumenti puliti e disinfettati per tagliarle;
    • pratiche estetiche come l’applicazione di gel per le unghie possono favorire lo sviluppo di
      micosi.
      Nel trattamento dell’onicomicosi l’aspetto più importante è la costanza nell’applicazione dei prodotti ad uso topico utilizzati per la cura, poichè la guarigione può richiedere molto
      tempo.

    Fonti: Inquadramento clinico e gestione dei disturbi minori in farmacia – Sifac

  • RICETTA ELETTRONICA VETERINARIA, ECCO COSA CAMBIA IN FARMACIA

    È in vigore dal 16 Aprile la ricetta veterinaria elettronica in via esclusiva. Il Decreto attuativo, che contiene il disciplinare tecnico per regolarne l’operatività, è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale e oggi l’obbligo – fissato dalla normativa a inizio gennaio – è a tutti gli effetti a regime, anche se, durante la conferenza stampa di presentazione al Ministero della Salute, è stato aperto a una prima fase di maggiore tolleranza. Il provvedimento, ha commentato la Ministra, Giulia Grillo, è un passaggio molto importante che ci fa essere «primi in Europa» e che rappresenta un passo avanti per «tracciabilità e trasparenza nell’uso dei farmaci sugli animali» e per «combattere l’antimicrobiotico-resistenza, con una valorizzazione del ruolo del veterinario». La Rev garantirà una «maggiore tutela della salute pubblica con alimenti più sani e sicuri».
    Per il direttore generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari, Silvio Borrello, «la digitalizzazione della ricetta veterinaria rende più efficiente l’attività di farmacosorveglianza (controllo su vendita, somministrazione, utilizzo corretto dei medicinali) e di farmacovigilanza (effetti collaterali indesiderati), rendendo più incisivo il ruolo del medico veterinario, che diventa l’unico gestore del medicinale veterinario. La ricetta elettronica è parte di un sistema volto ad aumentare la consapevolezza di tutti gli operatori, anche dei produttori di medicinali, spesso criticati, ma che possono, invece, svolgere un ruolo fondamentale per sviluppare nuovi medicinali, in confezioni adatte per la singola terapia, evitando sprechi e inquinamento ambientale».

    I numeri
    Fino a oggi, comunque, la ricetta elettronica veterinaria era attiva in via sperimentale e a macchia di leopardo in alcune Regioni. In totale, secondo quanto diffuso durante la conferenza stampa, nel 2018-2019 sono state emesse 317 mila ricette, di cui 125 mila per animali d’affezione e 81.379 per animali destinati a produzione di alimenti. Inoltre, sono circa undicimila i veterinari che hanno redatto, nello stesso periodo considerato, almeno una ricetta elettronica e oltre 3,5 milioni le confezioni di farmaci per le quali è stata registrata la dispensazione.

    Cosa succederà in farmacia
    Come si ricorderà, i cittadini potranno rivolgersi al farmacista fornendo il numero della ricetta e un Pin a 4 cifre, che viene generato dal sistema al momento dell’emissione della prescrizione da parte del medico veterinario. La ricerca della ricetta è comunque possibile anche attraverso il codice fiscale del cittadino e lo stesso Pin. Il farmacista potrà allora acquisire la prescrizione digitale e consegnare il medicinale indicato.
    Durante la conferenza stampa è stato sottolineato come le ricette antecedenti alla data del 16 aprile rimarranno in modalità cartacea.
    Proprio settimana scorsa, dal Ministero era stata pubblicata la seconda versione del Manuale Operativo che contiene tutte le indicazioni per tutti gli attori coinvolti.