• COME ALLENARSI IN VACANZA

    Stai per partire per le vacanze e non sai come allenarti per “compensare” le numerose eccezioni gastronomicheche ti concederai durante le ferie? Non è difficile, scopri tutti i consigli per una giusta attività fisica.

    Sei attivo o sedentario?


    La prima cosa da considerare è il tuo livello abituale di attività fisica. Se sei una persona molto attiva durante tutto l’anno, anche un breve periodo di vacanza dall’allenamento ha diversi aspetti positivi. Innanzitutto ti permette di recuperare le energie: svolgere un’attività moderata non può che giovare al nostro corpo e umore.

    Se invece sei una persona pigra e sedentaria, le vacanze potrebbero diventare un’occasione per iniziare a praticare dell’attività fisica. Un’abitudine che poi dovresti mantenere per tutta la stagione!

    Gli sport da praticare in ferie

    Le vacanze, infatti, possono offrire moltissime possibilità di svolgere attività fisica all’aria aperta, sia in solitaria sia in compagnia. Non solo: nei luoghi di villeggiatura spesso c’è la possibilità di provare sport nuovi che permettono di staccare dalla solita routine di allenamento.

    Sia al mare sia in montagna si possono effettuare lunghe passeggiate o giri in bici, soprattutto nelle ore più fresche della giornata.

    E non dimentichiamo gli allenamenti a corpo libero, sessioni di corsa o trekking e (perché no?) la meditazione:ottima per rilassare la mente oltre che il corpo. Per un break completo dallo stress della città.

    Fondamentale nel periodo caldo è l’idratazione, che deve essere sostenuta da un corretta e abbondanteassunzione di sali minerali e liquidi 

    A ogni meta il suo sport

    Ogni meta ha inoltre le sue attività specifiche:

    • Mare/lago. Le spiagge offrono mille occasioni di svolgere attività fisiche per tutti i gusti: beach volleynuoto sia in mare sia in piscina, tennis da spiaggia, svariate tipologie di surf, vela, canoa, ecc.
    • Montagna. Anche la montagna è una miniera di opportunità di fitness: oltre al trekking e all’alpinismo è possibile svolgere arrampicata e mountain bike, canyoning, equitazione, ma anche provare sport come il parapendio o il deltaplano.
  • SEPARA ATTENTAMENTE I CIBI PER PREVENIRE IL RISCHIO DI INTOSSICAZIONE ALIMENTARE

    Sono numerosissime le malattie provocate da alimenti contaminati da batteri, virus o tossine. I microrganismi patogeni possono essere già presenti nell’alimento all’origine oppure possono attaccare il cibo nelle varie fasi di preparazione.
    L’azione nociva si può realizzare per ingestione diretta dei patogeni insieme all’alimento (tossinfezioni alimentari, ad esempio quelle da Salmonella, Clostidium perfrigens, Bacillus cereus) oppure attraverso le tossine da essi prodotte (intossicazioni alimentari, tra le più comuni botulismo e Stafilococco aureo). In altri casi l’alimento funge da semplice veicolo dei microrganismi, senza favorirne la moltiplicazione (epatite A, febbre tifoide, shigellosi, diarrea da Escherichia Coli, colera, amebiasi, giardiasi).

    Un alimento di bell’aspetto non è garanzia di cibo sano e non è sufficiente ad evitare il rischio di infezione in chi lo ingerisce. È importante adottare nella vita di tutti i giorni una serie di semplici accorgimenti utili a favorire per quanto possibile la sicurezza degli alimenti.

    PULIRE ATTENTAMENTE:

    • lavare le mani prima di manipolare il cibo: sono necessari almeno 20 secondi con acqua calda e sapone;
    • pulire le superfici di lavoro prima e dopo l’utilizzo, ricorrendo anche a prodotti igienizzanti.

    SEPARARE PER EVITARE LA CONTAMINAZIONE CROCIATA:

    • carne, pollame, pesce crudo, uova dovrebbero essere tenuti separati dagli altri cibi;
    • evitare il contatto tra cibi cotti e crudi e utilizzare utensili diversi per manipolarli.

    CUOCERE ALLA GIUSTA TEMPERATURA:

    • cuocere completamente gli alimenti, soprattutto carne rossa, pollame, pesce: la temperatura del cibo dovrebbe essere misurata con un termometro ed essere sufficientemente alta da assicurare la completa eliminazione di tutti i germi patogeni. Il colore e la consistenza non sono indicatori sufficienti a garantire che il cibo abbia raggiunto la giusta temperatura.

    RAFFREDDARE E REFRIGERARE ADEGUATAMENTE:

    • le basse temperature rallentano la crescita batterica: mantenere la temperatura del frigo intorno ai 4°C e quella del freezer a -18°C, sbrinare e pulire periodicamente, conservando gli  alimenti in contenitori separati;
    • non lasciare i cibi deperibili fuori dal frigo per più di due ore;
    • non scongelare i prodotti a temperatura ambiente preferendo lo scongelamento in frigorifero.

    Fonti: Unilife www.fda.gov
    www.salute.gov.it

  • ESTATE IN SALUTE, ANCHE PER I PIU’ PICCOLI

    Tempo d’estate e di vita all’aperto per grandi e piccoli, tuttavia alcune situazioni richiedono la nostra attenzione per la salvaguardia della salute soprattutto di bambini e lattanti. Ondate di calore: nei bambini, a causa di una minore capacità di termoregolazione, il caldo eccessivo può causare un rialzo della temperatura corporea. Muoversi e giocare in libertà causa un aumento della sudorazione che può portare a  disidratazione.

    È quindi opportuno:

    •  far bere spesso i bambini;
    • allattare i neonati con più frequenza;
    • proporre un’alimentazione ricca di frutta e verdura;
    • mantenere freschi i locali dove si soggiorna.

    Esposizione al sole: la pelle del bambino è delicata e suscettibile alle scottature e l’esposizione ai raggi UV in età pediatrica è associata ad un aumentato rischio di tumori della pelle e cataratta nell’età adulta.

    È consigliabile:

    • sotto i sei mesi non esporre mai i piccoli al sole diretto;
    • ogni due ore e dopo ogni bagno applicare una crema con SPF elevato (50+);
    • usare occhiali da sole con lenti con filtri UV;
    • non dimenticare di proteggere labbra e orecchie;
    • evitare di uscire nelle ore più calde della giornata.

    Sicurezza alimentare: le alte temperature favoriscono la contaminazione degli alimenti con conseguente rischio di intossicazioni e gastroenteriti ed inoltre nel caso di diarrea o vomito, i bambini, rispetto ad un adulto, sono più a rischio di disidratazione.

    • Evitare di lasciare fuori dal frigo cibi deperibili soprattutto latte e latticini, carne, pesce;
    • cuocere i cibi di origine animale;
    • lavare bene frutta e verdura specie se consumate crude;
    • lavare sempre mani, utensili e piani di lavoro.

    Ozono e qualità dell’aria: soprattutto nelle aree urbane in estate aumenta l’ozono, particolarmente irritante per le vie aeree dei più piccoli. Per evitare tosse e irritazione, in città uscire preferibilmente al mattino quando la concentrazione di ozono è più bassa ed evitare le zone con molto traffico.

    Tenere presente che i bambini d’estate trascorrono molte ore all’aria aperta e per questo hanno bisogno di qualche  attenzione in più rispetto ad un adulto: se sono presenti patologie o se si identifica una condizione anomala chiedere sempre consiglio al Medico o al Farmacista.

    Fonti:
    www.apss.tn.it
    www.ulss.tv.it

  • PROTEGGITI DAL SOLE PER PREVENIRE IL RISCHIO DI TUMORI CUTANEI

     È vero che una pelle abbronzata è una pelle sana?

    Essere abbronzati è spesso considerato sinonimo di bellezza e buona salute. In realtà non

    c’è niente di salutare nell’abbronzarsi e la diffusa teoria secondo cui l’abbro

    nzatura sia una forma di protezione naturale contro le scottature è del tutto falsa: è semplicemente la risposta dell’organismo all’evidente danno causato dai raggi UV.

    È possibile esporsi al sole in sicurezza?
    Oltre all’utilizzo di un’adeguata protezione solare, evitando di esporsi nelle ore centrali della giornata, è importante cercare o ricrearsi delle zone all’ombra. Alberi, ombrelloni, tettoie riducono il passaggio della radiazione UV, anche se non in maniera assoluta. Alti livelli di UV derivano anche dalla radiazione diffusa dai riflessi, specialmente sulla neve o sulla spiaggia.

    I filtri solari offrono una protezione efficace?
    Si, ma devono essere combinati con altre misure di prevenzione. L’applicazione di solari non ha l’obiettivo di prolungare la permanenza al sole, ma di proteggere le parti del corpo più esposte e quindi più a rischio. I filtri ad oggi sul mercato proteggono dagli UVA e dagli UVB.
    Il fattore SPF indica il grado di protezione da UVB mentre per gli UVA non c’è ancora uno standard di etichettatura per l’indicazione del grado di protezione.

    È vero che gli indumenti garantiscono sempre una buona protezione UV? 
    Gli indumenti rappresentano una barriera fisica, tuttavia non ostacolano in maniera assoluta la radiazione. Negli ultimi anni è stato introdotto il concetto di “anti-UV” anche per i tessuti:
    così come l’SPF per i solari, l’indice UPF rappresenta la misura di come i tessuti proteggano dai raggi UV.

    È vero che i bambini sono particolarmente vulnerabili?
    I bambini sono più a rischio degli adulti, la loro pelle è più sensibile e trascorrono generalmente molto più tempo all’aperto svolgendo attività ricreative.
    Anche solo poche scottature nell’infanzia possono aumentare significativamente il rischio di  cancro.

    Fonti: https://www.who.int
    https://www.cdc.gov

  • ACQUA E SPORT

    Il nostro corpo contiene una grande quantità di acqua. Un elemento vitale, tanto che una cellula non adeguatamente idratata invecchia (e muore) prima.

    Scopri perché è importante che tu mantenga un corretto livello di idratazione, soprattutto durante l’attività sportiva.

    Come si accende la sete

    Lo stato di idratazione del nostro corpo è regolato da un complesso meccanismo di sensori e di regolazione che rileva eventuali diminuzioni di acqua nelle cellule e stimola la sete.

    Il meccanismo della sete, però, è messo a dura prova nel caso di attività fisica.

    Quando ti stai allenando la sensazione di sete arriva in ritardo e se la avverti significa che sei già disidratato.

    L’importanza dell’idratazione per gli sportivi

    La disidratazione si verifica quando il corpo perde più acqua di quanta ne assuma.
    In circostanze normali il tuo corpo perde ogni giorno circa 2- 3 litri di acquaDurante l’attività fisica la perdita di liquidi aumenta, fino a raddoppiare nei momenti di massimo sforzo.
    Se non reintegri l’acqua che perdi, puoi soffrire conseguenze di varia intensità:

    • Disidratazione lieve: mal di testa, senso di fatica, sensazione di sonno, letargia
    • Disidratazione grave: sete estrema, assenza di urine, respirazione rapida, confusione, pelle fredda.

    Lo stato di idratazione influisce anche sulla tua prestazione atletica, in modo piuttosto rapido:

    • Una disidratazione dell’1% fa aumentare la temperatura corporea
    • Una disidratazione del 2% riduce visibilmente la performance atletica.

    Sport e idratazione: cosa e quanto bere?

    Sembra banale, ma la prima cosa che devi fare è bere… acqua!

    Bere semplice acqua, infatti, ti aiuta a rimanere idratato. Se però la fatica aumenta, la sola acqua può non bastare e diventa utile un prodotto reidratante specifico.

    Cosa dovrebbe contenere un buon reidratante?

    • Sali minerali, importanti per reintegrare quelli persi con l’attività fisica.
    • Un’adeguata dose di carboidrati, fonte di energia importante in particolare quando l’attività è più intensa

    Meglio evitare il “fai da te”! È utile chiedere al farmacista il prodotto più adatto e seguire una integrazione consapevole assieme a un corretto comportamento alimentare.

    Un’adeguata gestione degli allenamenti e dell’idratazione contribuirà a migliorare la tua performance!

  • DIFENDERE IL NOSTRO AMICO A QUATTRO ZAMPE DALLE INSIDIE DEL CALDO

    È in arrivo l’estate, periodo caldo durante il quale possiamo condividere più tempo con il nostro amico a quattro zampe.
    Aria aperta, giornate lunghe, bagni, sole, rinfrancano spirito e corpo ma in talune situazioni possono nascondere qualche insidia.

    Sicuramente il cane, per sua natura, è il più esposto a questi rischi. Il colpo di sole e il colpo di calore, come nel genere umano, colpiscono più frequentemente cani anziani e cuccioli, in sovrappeso e/o affetti da malattie cardio circolatorie. Il sistema di termoregolazione interno si inceppa e la temperatura media del cane (38,5 – 39 °C) può innalzarsi velocemente anche fino ai 41-43°c con grave compromissione della salute generale.

    Attenzione dunque ad esporli a temperature ed umidità relative elevate, magari con scarsa ventila

    zione. Le modalità di trasporto devono essere attentamente pianificate, cercando di guidare il più dolcemente p

    ossibile in maniera da ridurre lo stress. Se si presentano i sintomi della cinetosi (agitazione, affanno, ipersalivazione e vomito) è bene chiedere al veterinario la prescrizione di un farmaco efficace. Una sosta in più sarà gradita da chi guida, dai passeggeri e dal nostro fedele amico.

    Il mantello di pelo, che spesso riteniamo un optional inutile nelle caldi estati, assolve ad una funzione termica fondamentale: filtrare i raggi solari e isolare la cute dal surriscaldamento esterno. Mantenerlo in perfetta forma (privo di parassiti e corpi estranei, folto e lucido utilizzando prodotti preventivi ad azione antiparassitaria, integratori con biotina specifici per il manto) è un gesto d’amore nei confronti dei nostri animali.

    La corretta idratazione deve essere sempre garantita con sufficienti scorte idriche: la ciotola preferita e un piccolo asciugamano per degli impacchi refrigeranti.
    Come il troppo caldo anche l’eccessivo uso dell’aria condizionata può causare spiacevoli inconvenienti ed è bene per questo farne un uso moderato.

    Tutte queste considerazioni valgono anche per gli altri animali domestici, magari meno girovaghi dei nostri cani e l’accudimento va modulato in base alle esigenze soggettive.

    Fonti: http://www.salute.gov.it

  • OPERATORE SHIATSU

    Lo Shiatsu

    Una pratica orientale millenaria che ci aiuta a stare meglio

    Lo Shiatsu è una disciplina che è in grado di stimolare favorevolmente il riequilibrio dell’organismo sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico ed emotivo.

    È una tecnica di trattamento manuale gradevole da ricevere, ma allo stesso tempo efficace, che aiuta a rilassarsi, non procura dolore, non è invasiva ed è priva di effetti nocivi.

    Per questi motivi, tutti possono ricevere un trattamento shiatsu, a partire dai neonati per finire con le persone anziane.

    Cosa rende diverso un trattamento Shiatsu da un qualsiasi altro massaggio? La pressione! L’Operatore, infatti, tramite delle precise sequenze di leggere pressioni sulle diverse parti del corpo, stimola i processi di autoregolazione dell’organismo, generando un miglior stato di salute e di benessere. È per questo che lo Shiatsu costituisce una risposta semplice, efficace e alla portata di tutti.

    L’azione profonda del trattamento shiatsu si esprime in tutta la sua efficacia nel rilassamento, predisponendo colui che lo riceve al recupero dallo stress, migliorando sia i disturbi psico-fisici che quelli locomotori ed articolari.

    Lo Shiatsu è efficace nel raggiungimento del proprio ben-essere, migliorando lo stato psico-fisico delle persone soggette a ritmi di vita particolarmente stressanti:

    • interviene su contratture ansiogene da attività sportiva o lavorativa,
    • riduce l’ansia e i sintomi tipici della depressione,
    • aiuta a superare i momenti di affaticamento eccessivo,
    • calma l’irritabilità e aiuta a ritrovare maggiore serenità,
    • corregge l’insonnia conciliando il sonno,
    • stimola la circolazione sanguigna e l’eliminazione delle tossine,
    • allenta le tensioni muscolari e agevola i movimenti articolari,
    • allevia i dolori stimolando la produzione di endorfine,
    • facilita la digestione e l’assorbimento del cibo,
    • favorisce l’equilibrio ormonale,
    • aiuta la respirazione,
    • fortifica il sistema immunitario.

    Come si svolge un trattamento

    Si svolge in un ambiente tranquillo, distesi su un morbido materasso di cotone o su un lettino da massaggio. Si resta vestiti, con abiti comodi e leggeri. L’Operatore tratta tutte le parti del corpo (dorso, gambe, braccia, addome, collo e testa), portando delle pressioni dolci ma profonde con i palmi delle mani, i pollici, e a volte anche gli avambracci e i gomiti. Le pressioni, sempre rispettose della condizione della persona, entrano in profondità, senza scivolare sulla pelle, producendo uno stimolo a cui l’organismo della persona trattata “risponde”, recuperando la pien

    a espressione delle proprie risorse vitali. Un trattamento dura, mediamente, dai 40 ai 60 minuti.

    Da 0 a 100 anni

    Lo Shiatsu è indicato per tutte le persone, chiunque può ricevere un trattamento (adulti, ragazzi e anziani), l’obiettivo è sempre il raggiungimento di un miglior equilibrio psico-fisico.

    Produce ottimi risultati su bambini e ragazzini, addirittura sui neonati prematuri. La tecnica della pressione ha dimostrato, infatti, una particolare efficacia anche sui più piccoli e per una vasta gamma di disturbi, dai problemi respiratori alle difficoltà di evacuazione, dalla stanchezza e dalle tensioni, che possono acuire i disturbi di apprendimento, fino alle difficoltà della sfera psicologica che hanno a che fare con l’autostima, la consapevolezza di sé e l’interazione con gli altri.

    Inoltre, è benefico per le donne in gravidanza e nel post parto, e anche per il neonato, fin dai primi giorni di vita: i dolci movimenti dello Shiatsu sviluppano nel piccolo un senso di pace e serenità.

    Un toccasana per bambini e ragazzi in età scolare

    Con lo Shiatsu si possono ridurre alcuni tratti negativi della personalità degli studenti ed in particolare l’ansia da prestazione, l’eccessiva tensione, l’irritabilità e l’impulsività, oltre a poter controllare l’insicurezza e la timidezza. Effetti molto positivi si hanno sulla concentrazione, l’attenzione, l’autostima, l’entusiasmo e il benessere fisico e mentale.

    Mirella Napoli

    Mi sono formata presso la Scuola Internazionale Shiatsu-Italia di Vicenza dove collaboro come assistente al triennio di formazione. Sono iscritta al ROS, il Registro Italiano di Operatori Shiatsu della FISIeO (Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori) e svolgo l’attività di operatrice olistica come professionista autonoma
    presso studi privati e centri olistici. Ho frequentato e tuttora frequento seminari per l’aggiornamento continuo con insegnanti.

  • FISIOTERAPISTA

    FISIOTERAPISTA IN FARMACIA

    L’idea fondamentale consiste nel fornire al cliente, attraverso un luogo cosi familiare e professionale come la farmacia, un posto dove poter incontrare un fisioterapista e eseguire trattamenti senza doversi spostare lontano dalla prorpia abitazione.

    CHI È IL FISIOTERAPISTA IN FARMACIA

    Il fisioterapista è il professionista sanitario laureato in fisioterapia che attua gli interventi diretti alla prevenzione, alla valutazione funzionale, alla cura e alla riabilitazione delle patologie o disfunzioni nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali.

    COSA FA IL FISIOTERAPISTA IN FARMACIA

    Il fisioterapista in farmacia offre attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle attività motorie, psico motorie e cognitive viscerali utilizzando terapie manuali, massoterapiche ed occupazionali. Inoltre può definire programmi prestazionali per gli aspetti di sua competenza volti alla prevenzione, individuazione e superamento del bisogno riabilitativo, verificando la rispondenza della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale.

    QUANDO CI SI PUÒ RIVOLGERE AL SERVIZIO DI CONSULTAZIONE

    Ci si rivolge al fisioterapista a scopo riabilitativo non solo dopo un trauma come ad esempio un frattura, ma anche per problemi articolari e posturali che alla lunga possono portare a dolori in altre zone del corpo.

    Stefano Dalla vecchia

    TITOLO DI STUDIO

    Laurea in Fisioterapia, presso l’Università degli studi di Verona

    Master di I° Livello in Fisioterapia Applicata allo Sport, presso l’Università degli studi di Siena

    LAVORA COME

    Dal 2010 collabora con numerose società sportive dell’alto vicentino per la valutazione, trattamento e riatletizzazione degli sportivi.

    Dal 2015 è socio del G.I.S. Sport (Gruppo Interesse Specialistico Sportivo) associato all’ A.I.FI (Associazione Italiana Fisioterapisti), del quale dal 2018 entra a farne parte come collaboratore.

    Quest’ultima esperienza professionale lo ha portato a prestare i suoi servizi anche in ambito internazionale come fisioterapista per la squadra dei Southern Kings Rugby Team (Sud Africa) e la stessa nazionale SudAfricana, Australiana e della Nuova Zelanda.

  • CONSULENZA PSICOLOGICA

    EMOZIONI: NEMICHE AMICHE

    Perché esistono le emozioni? A che cosa servono? Perché ci fanno star male?

    Solitamente distinguiamo le emozioni tra belle e brutte, ma questa è un’abitudine che rischia di trarci in inganno, infatti è più corretto definire le emozioni come PIACEVOLI O SPIACEVOLI. La cosa però veramente importante da sapere è che TUTTE LE EMOZIONI SONO UTILI perché funzionali a comunicarci qualcosa di noi e della situazione che stiamo vivendo. Le emozioni ci rendono completi integrando tutte le nostre diverse parti della nostra personalità.

    Ciascuno di noi è un fiore che ha bisogno di tutti i suoi petali, quindi di ciascuna emozione, per dirsi completo. Felicità, gioia, entusiasmo sono facili da accettare e da accogliere, ma come reagiamo quando invece proviamo rabbia, delusione, tristezza, paura? Cosa ci accade quando una situazione o un pensiero ci fa star male? Siamo in grado di impiegare al meglio l’emozione che proviamo per crescere con lei o ne rifuggiamo o addirittura la scacciamo in malo modo?

    “Emozionarsi”, soprattutto quando l’emozione è spiacevole, a volte fa paura e questo genera ulteriore rabbia o addirittura sensi di colpa come se ci si dovesse vergognare di ciò che viviamo. Spesso quindi siamo portati a distogliere lo sguardo da ciò che sentiamo o addirittura spegnere quelle emozioni che creano sofferenza.

    Le emozioni spiacevoli sono utili perché sono un CAMPANELLO D’ALLARME che ci segnala che c’è qualcosa che non va a cui dare attenzione. È necessario ASCOLTARE COSA LE NOSTRE EMOZIONI VOGLIONO DIRCI. Evitando di ascoltare le nostre emozioni celiamo a noi stessi una parte di noi.

    Ogni emozione è utile se impiegata bene. La rabbia se usata come uno strumento per sentirci completi, ci fornisce quell’energia utile per agire, mettendo in moto il nostro corpo e la nostra emotività e compiere delle azioni, ci permette di essere efficaci nel proteggere i nostri bisogni e desideri. Si parla quindi di assertività quando usiamo la rabbia efficacemente e non in maniera sterile o distruttiva per noi o per gli altri.

    La paura invece ci aiuta ad affrontare correttamente i pericoli, la tristezza ci permette di avere cura delle nostre fragilità e di accogliere la nostra umanità.

    Se non permettiamo a ciascun petalo di esprimersi non ci diamo la possibilità di essere persone complete.

    Le emozioni bloccate, inoltre, dovranno comunque trovare altre strade per manifestarsi e lo faranno a questo punto in modo meno consapevole. Cresceranno quindi dentro di noi in modo incontrollato le radici delle emozioni inascoltate, rubando nutrimento alle altre radici.  Questo genererà sofferenze incomprensibili e i sintomi più vari, da quelli psicosomatici, all’ansia, alla depressione ecc.

    È quindi importante permettersi di entrare in contatto con ciascuna emozione e con quelle parti di noi che ad un primo impatto potrebbero farci più paura o farci sentire confusi o persi. Questo ci permetterà di sentirci efficaci nel costruire la nostra personalità e felicità, accogliendo quindi tutte le richieste e i bisogni che arrivano da dentro noi stessi.

    Articolo a cura della Dott.ssa Silvia Ceccato psicologa che offre uno spazio di ascolto ed orientamento in farmacia per chiunque si trovi in situazioni di difficoltà o che desideri avere risposte adeguate a problematiche di natura psicologica o relazionale.

    La psicologa sarà presente in farmacia indicativamente il pomeriggio del lunedì e del mercoledì dalle 16:30 alle 19:00 su appuntamento. La consulenza si struttura in un primo incontro gratuito.

  • SERVIZIO INFERMIERISTICO

    Il Servizio infermieristico della Farmacia Madonna dell’aiuto consente a quanti hanno bisogno di accedere a cure infermieristiche, in un ambiente confortevole, di affidarsi a personale qualificato e costantemente aggiornato, per i seguenti servizi:
    • medicazioni e bendaggi, semplici e complessi
    • rimozione punti di sutura
    • monitoraggio della pressione arteriosa
    • lavaggi auricolari
    • Iniezioni sottocute e intramuscolo
    Per la somministrazione delle terapie bisogna presentarsi con i farmaci e la prescrizione medica correlata.