• COME AFFRONTARE INDENNI LE VACANZE: RIPOSO O RECUPERO ATTIVO?

    Dopo mesi di lavoro e sacrifici per dedicarsi alla propria passione il nostro fisico ha bisogno di una pausa. Molti si chiedono se riposarsi totalmente dalla bici o meno, che fare quindi.

    Partiamo dal presupposto che il fisico di un ciclista è una macchina allenata: cuore, muscoli, articolazione e apparato cardiocircolatorio sono abituati a ricevere costantemente stimoli dall’esterno mediante l’allenamento e la cosa più sbagliata da fare è quella di interrompere bruscamente gli allenamenti. Supponiamo di prenderci 15-20 di recupero: i primi 5-6 giorni inizieremo il cosiddetto “cool down”, ovvero effettueremo uscite blande di 1h max 1h30 per rallentare gradualmente; dopodichè si possono osservare 4-5 giorni di riposo assoluto dalla bici e, in seguito, riprendere gradualmente con uscite di 1h- 1h30. Questo è una sorta di ciclo piramidale che permette al corpo di recuperare senza però subire uno shock dovuto alla mancanza immediata di allenamento.

    Questo periodo può essere sfruttato anche per concederci qualche sfizio alimentare senza però esagerare.

    Durante i giorni di riposo prendiamo del tempo per noi stessi, non pensiamo a gare o impegni e concentriamoci su ciò che non abbiamo avuto tempo di fare durante i mesi precedenti.

    Dott. Marco Ponta
    Preparatore atletico
  • STITICHEZZA DA VIAGGIO: ACQUA ED ERBE PER COMBATTERLA

    Stitichezza da viaggio: acqua ed erbe per combatterla

    STITICHEZZA DA VIAGGIO, UN PROBLEMA DIFFUSO

    Anche chi abitualmente ha un intestino regolare può soffrire di stitichezza da viaggio durante le vacanze in Italia o all’estero. Si tratta, a onor del vero, di una condizione abbastanza diffusa che può disturbare la tanto agognata villeggiatura. Ma che cos’è la stitichezza del viaggiatore? Si tratta di una forma di stipsi occasionale, detta appunto “del viaggiatore”, che provoca alcuni disturbi, che possono pregiudicare in vari modi le attività:

    • senso di gonfiore;
    • dolori addominali più o meno forti;
    • mal di testa e altri fastidi.

    Questo avviene quando la muscolatura intestinale non riesce a far progredire con regolarità la massa fecale, sicché questa ristagna nell’intestino causando la diminuzione della frequenza delle scariche e l’aumento dellaconsistenza delle feci che, rimanendo più a lungo nell’intestino, si disidratano e diventano più dure.
    Come accennato questo problema in vacanza può riguardare anche chi abitualmente a casa è regolare, fermo restando che il cambio di abitudini e la lontananza dalla propria abitazione possono aggravare il disturbo in coloro che sono già abitualmente stitici. Per aiutare in particolar modo questi ultimi, l’Ipasvi (Federazione Nazionale Collegi Infermieri) ha messo a punto un utile vademecum per la gestione della stitichezza.

    QUALI SONO LE CAUSE DELLA STITICHEZZA DA VIAGGIO?

    Tra i principali motivi che possono favorire la stitichezza da viaggio ricordiamo:

    • cambiamenti climatici e orari differenti;
    • nuovi luoghi in cui dormire nonché nuovi bagni;
    • stress di natura emotiva;
    • convivenza ravvicinata con altre persone e conseguente condivisione di spazi.

    Peraltro, quando si è all’estero, in vacanza, viene spontaneo farsi coinvolgere dall’assaggio di nuovi cibi, che tuttavia possono comportare unrallentamento della digestione, poiché stomaco e intestino non sono abituati a determinati alimenti. Non solo, ma anche il celebre jet lag, oltre a provocare sonnolenza e rendere difficile addormentarsi, può pregiudicare il normale funzionamento intestinale. Infine alcuni “fattori aggravanti” che possono peggiorare la stitichezza da viaggio sono:

    • poco movimento
    • esiguo consumo d’acqua
    • maggiore assunzione di bevande alcoliche
    • un limitato apporto di frutta e verdura.

    Quel rimedio per la stipsi che viene dal Nuovo Mondo…cascara rimedio naturale stitichezza

    Gli esploratori spagnoli che nel XVI secolo arrivarono in California dopo un lungo viaggiopresentavano una problematica non indifferente: la stipsi.

    Fortunatamente per loro «gli indiani del luogo avevano la soluzione: un infuso preparato con una pianta medicinale che essi consideravano sacra. L’erba si rivelò efficace, e gli spagnoli la chiamarono Cascara sagrada, “corteccia”.

    Da allora, la cascara è stata la risposta al problema di molti». (M. Castleman, Le erbe curative, Milano 2007).

    6 CONSIGLI PER PREVENIRE E COMBATTERE LA STITICHEZZA DA VIAGGIO

    Per prevenire la stipsi in vacanza e non essere così condizionati da pancia gonfia e fastidi addominali, è sufficiente seguire alcune regole, molte delle quali sono semplicemente dettate dal buon senso.

    REINTEGRARE I LIQUIDI

    Prima di tutto, d’estate e in ferie si tende a sudare molto; stando all’aria aperta o sotto il sole il corpo umano sidisidrata facilmente; per contrastare la stitichezza da viaggio diventa pertanto necessario reintrodurre i liquidi persi, in particolar modo nella prima parte del mattino. Attenzione, sarà opportuno prediligere l’acqua a succhi di frutta e bibite gassate!

    UN PO’ DI MOVIMENTO

    Un aiuto importante può arrivare anche da un po’ di regolare attività fisica: una passeggiata di mezz’ora, dieci minuti di esercizi muscolari e, se si è al mare, anche una piacevole nuotata, vi aiuteranno a ritrovare la regolarità intestinale anche lontano da casa.

    TANTE FIBRE

    Le variazioni nella dieta hanno conseguenze importanti a livello di intestino e spesso d’estate, specie in vacanza, le abitudini alimentari vengono totalmente stravolte. La prevenzione della stitichezza parte però proprio dalla tavola.

    rimedi stitichezza consumo verdura

    Per prima cosa è bene evitare di saltare i pasti, poiché solo introducendo le giuste quantità di cibo è possibile stimolare adeguatamente la muscolatura intestinale; è inoltre fondamentale scegliere i giusti alimenti, non facendosi mai mancare frutta e verdura fresche e cibi ricchi di fibre (come, per esempio, pane e cereali integrali); sarebbe invece bene limitare il consumo di formaggi elaborati, prodotti realizzati con farina raffinata e riso.

    ORARI REGOLARI E NO ALLA FRETTA

    La digestione parte dalla bocca: è quindi fondamentale mangiare senza fretta e masticare bene il cibo ingerito; inoltre, potrebbe essere d’aiuto alimentarsi, per quanto possibile, ad orari regolari, anche se in vacanza i ritmi sono inevitabilmente diversi rispetto al resto dell’anno e spesso si tende ad “improvvisare” gli impegni nel corso della giornata.

    NON RIMANDARE

    Per “educare” l’intestino e limitare il fenomeno della stitichezza da viaggio è bene evitare di reprimere lo stimolo di andare in bagno quando si presenta. Il problema principale di molte persone quando sono lontane da casa è infatti quello di non potere andare al bagno a un orario regolare, a causa di ritmi e abitudini un po’stravolte  dai ritmi “da vacanza”.

    AIUTI NATURALI

    Per risolvere il problema della stitichezza, magari nel pieno della meritata vacanza estiva, è anche possibile ricorrere all’aiuto di integratori naturali specifici, a base di piante come Cascara e Crespino, che possono favorire la regolarità del transito intestinale, e arricchiti con fermenti lattici, utili per mantenere il naturale equilibrio della flora batterica intestinale.

    La posizione che “aiuta”

    Stranamente la posizione tradizionale che assumiamo quando ci sediamo su wc non è quella migliore per favorire lo stimolo. Una delle posizioni consigliate per andare di corpo è, invece, quella “accovacciata”, ovvero quella che si assume naturalmente quando si utilizza un bagno alla turca. Questa posizione faciliterebbe la distensione dei muscoli del retto e, di conseguenza, l’evacuazione.

    Persino alcuni studiosi dell’Università di Stanford hanno confermato la validità di questa postura, che aiuterebbe in particolar modo tutte le persone con problemi al colon.

    Per assumere questa posizione anche sul wc, basta adoperare qualche accorgimento: è possibile collocare un piccolo sgabello davanti al water, sul quale appoggiare i piedi, inclinandosi poi lievemente col busto in avanti (quasi a toccare le ginocchia). E’ possibile anche salire con i piedi sul bordo del wc e accovacciarsi, come se si stesse usando proprio un bagno alla turca, ma questa posizione è più facile per le persone minute e atletiche.

    In ogni caso, un rallentamento dell’attività intestinale in vacanza non deve diventare un’ossessione e va sempre affrontata con rilassatezza, fermo restando che, qualora ci si dovesse trovare di fronte a una stipsi prolungata, è sempre opportuno rivolgersi a un medico.

    Fonte: Dr. Giorgini.

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  • ALLENARSI IN ESTATE: CONSIGLI

    In Primavera, le temperature più gradevoli e l’aria frizzantina fanno scattare in noi sportivi la voglia di sport all’aria aperta. Con l’Estate, le temperature torride e l’afa mettono a dura prova anche i più temerari, occorre quindi avere bene in chiaro alcune regole che possono aiutare durante l’esecuzione di uno sport oudoor.

    1. Allenarsi nelle ore più “fresche” della giornata: svegliarsi presto al mattino potrebbe risultare ostico per i più dormiglioni, ma questi saranno incentivati dal sole che sorge prima delle 6 a.m., dall’aria gradevole e dal silenzio che caratterizza le strade di città, campagna, mare e montagna in questi mesi estivi.
    2. Il giusto Outfit: occorre vestirsi leggeri, comodi, con tessuti chiari e traspiranti per favorire la corretta termoregolazione corporea.
    3. Proteggere la pelle dal sole: cappellino, occhiali da sole e protezione solare sono gli indispensabili anche per uno sportivo doc, e non solo per una beauty addicted!
    4. Idratarsi correttamente! Fondamentale durante tutto l’anno, ma ancora di più in Estate per mantenere ben idratata la pelle, proteggere gli organi interni e favorire il normale funzionamento del nostro corpo. Bisogna bere tantissima acqua naturale prima – durante e dopo lo sport; integrare la propria alimentazione con frutta e verdura di stagione, ricca di acqua, vitamine e Sali minerali, e se non sufficiente, in aiuto arrivano anche le bevande saline ipotoniche che rinfrescano, appagano il palato e rimettono in sesto il fisico.
    5. Da evitare alcool, bibite gassate, bibite zuccherate e  caffè prima dell’allenamento!
    6. Acclimatarsi: occorre prendersi del tempo e dare tempo al fisico di adattarsi al nuovo allenamento oudoor, soprattutto se per l’intera stagione invernale ci si è allenati indoor. Per acclimatarsi basta semplicemente: svolgere il nuovo allenamento gradualmente e regolarmente nel nuovo ambiente esterno prescelto; conoscere percorso e clima, assicurandosi che questo abbia zone d’ombra in cui allenarsi o rigenerarsi a fine seduta.
    7. Sapersi fermare! Se si avverte: debolezza, senso di vertigini/capogiri, emicrania, crampi muscolari, nausea/vomito, battiti cardiaci accelerati rispetto al normale, occorre immediatamente fermarsi, il rischio di incappare in un colpo di calore potrebbe essere elevatissimo! Bisogna ricordarsi, che allenarsi è un piacere per la mente e per il corpo, affinché resti tale, ci si deve preservare e ascoltare ogni minimo segnale che il nostro corpo ci manda.

     

    Fonte: Proaction.
    Dott.ssa Chiara Rancan
  • ESISTONO RIMEDI NATURALI PER IL MAL DI TESTA?

    SCOPRIAMO LE CAUSE DEL MAL DI TESTA E LE PIANTE UTILI PER CONTRASTARLO

    Il comune mal di testa è probabilmente uno dei disturbi più diffusi tra la popolazione.

    Una recente stima dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) indica che circa il 46% delle persone al mondo ha sofferto di episodi di mal di testa almeno una volta nella vita.Esistono rimedi naturali per il mal di testa?

    Il mal di testa, o cefalea (termine tecnico usato per indicare questo disturbo), è un dolore localizzato nella regione della testa che si può irradiare progressivamente verso il collo.

    Esistono molte forme diverse di mal di testa, classificate in base a:

    • localizzazione del disturbo;
    • intensità;
    • frequenza;
    • modalità in cui si manifesta.

    Dal momento che il mal di testa è un disturbo estremamente eterogeneo, le cause scatenanti non  sono sempre facili da individuare.

    In genere, infatti, si fa una distinzione tra:

    • cefalee primarie (come l’emicrania), che includono tutti quei disturbi che non sono provocati da una specifica causa fisica;
    • cefalee secondarie, che sono invece scatenate da uno specifico fattore la cui rimozione fa cessare il dolore (come, per esempio, una carie);

    Il più delle volte il fastidio passa nell’arco di una giornata e, in questi casi, è probabilmente dovuto a un accumulo di stress e stanchezza o a particolari preoccupazioni.

    Può tuttavia capitare che il disturbo si presenti con una durata e intensità tali da condizionare le attività giornaliere.

    Altre volte, invece, il mal di testa è associato alla presenza di specifiche patologie o può essere una spia del loro sviluppo.

    Per tutti i motivi appena elencati, se il disturbo dovesse risultare intenso e ricorrente, è bene rivolgersi al proprio medico di fiducia per individuarne con esattezza le cause.

    5 REGOLE E AIUTI NATURALI CONTRO IL MAL DI TESTA 

    Per contrastare il mal di testa, non esistono suggerimenti validi in qualsiasi occasione e per ogni persona.

    Tuttavia, in molti casi, è possibile trarre giovamento dall’osservazione di alcune semplici regole:

    • prestare attenzione alla postura sia seduti in ufficio, sia quando si è sdraiati a letto, per evitare un irrigidimento eccessivo dei muscoli del collo;
    • alcuni consigliano di frizionare le tempie o la fronte con oli essenziali di menta o lavanda, per trovare un po’ di sollievo;
    • concedersi le giuste ore di risposo. Un accumulo di stress o la mancanza di sonno possono essere infatti tra le cause scatenanti del fastidio;
    • limitare il  più possibile il consumo di alimenti di difficile digestione e non eccedere con il consumo di alcolici;
    • fare un po’ di regolare movimento (senza eccessi) può dare sollievo, in particolar modo se il fastidio è dovuto a un accumulo di stress.

    È inoltre possibile fare ricorso a integratori naturali specifici a base di feverfew e salice, piante utili per contrastare gli stati tensione localizzati, e arricchiti con vitamina C (vitamina che supporta le naturali difese dell’organismo).

    In caso di stress, per un’azione sinergica si possono inoltre assumere prodotti a base di magnesio: questo sale minerale, oltre a contrastare stanchezza e affaticamento, può infatti favorire il corretto funzionamento del sistema nervoso e aiutarci mantenere le normali funzioni psicologiche e muscolari.

    Per finire, un aiuto in più può arrivare da tisane a base di piante “rilassanti”, come per esempio la melissa, che può favorire il normale tono dell’umore, il rilassamento e il benessere mentale.

    Fonte:Dr. Giorgini
  • Cibi integrali per vivere più a lungo?

    Whole grain breads on the dark wooden background

    Mangiare almeno tre porzioni di alimenti integrali ogni giorno potrebbe diminuire il rischio di mortalità. A dirlo sono i dati della ricerca condotta da Qi Sun, docente presso il Department of Nutrition all’Harvard T.H. Chan School of Public Health a Boston, e pubblicata da Circulation, rivista dell’American Heart Association.
    Anche se le linee guida per una sana alimentazione promosse nei vari paesi del mondo hanno incluso glialimenti integrali come una componente essenziale dei modelli di alimentazione salutari, secondo questo studio le persone non ne mangiano ancora abbastanza. Negli Stati Uniti, ad esempio, la media del consumo rimane al di sotto di una portata al giorno, nonostante le raccomandazioni di mangiarne almeno tre.

    Gli studi passati in rassegna hanno valutato l’associazione tra il consumo di alimenti integrali e il rischio di mortalità. I ricercatori hanno notato che per ogni porzione (16 grammi) consumata di cibo integrale c’era una diminuzione del:

    • 7% delle morti totali;
    • 9% di morti connesse alle malattie cardiovascolari;
    • 5% di morti causate da tumori.

    Inoltre, è emerso che più si consuma cibo integrale, minore è il tasso di morte. Considerando le tre porzioni (48 grammi)  giornaliere raccomandate, lo studio ha infatti mostrato che i tassi di mortalità diminuiscono del:

    • 20% per la mortalità totale;
    • 25% per le malattie cardiovascolari;
    • 14% per i tumori.

    Questi dati supportano ulteriormente le linee guida ufficiali americane che raccomandano il consumo di almeno tre porzioni al giorno di cibo integrale. Gli alimenti come farina integrale, avena e riso nero, contengono fibre dietetiche, che potrebbero aiutare a migliorare il livello di colesterolo nel sangue e diminuire il rischio di malattie cardiovascolari, ictus, obesità e diabete di tipo 2. Le fibre favoriscono anche il senso di sazietà, così da assumere meno calorie.

    Tra gli studi presi in considerazione, 10 sono stati condotti negli Stati Uniti, 3 nei paesi scandinavi e 1 nel Regno Unito. Gli studi hanno coinvolto 786.076 uomini e donne, con 97.867 morti totali, 23.597 morti per malattie cardiovascolari e 37.492 morti per tumore.

    Secondo Qi Sun le diete a basso consumo di carboidrati, che non tengono conto dei benefici sulla salute dei cibi integrali, dovrebbero essere adottate con cautela, poiché le persone che le seguono potrebbero essere esposte a un più alto rischio di malattie cardiovascolari e mortalità.

    “Basandomi sulla solida evidenza di questa meta-analisi e su numerosi studi precedenti, che insieme documentano gli effetti benefici dei cibi integrali, penso che gli operatori sanitari dovrebbero raccomandare il consumo di alimenti integrali a tutti e in particolare a chi soffre di malattie specifiche per ottenere una salute migliore e forse ridurre il rischio di moralità,” ha dichiarato Sun.

    L’American Heart Association raccomanda per il cuore una dieta salutare ricca di frutta, verdura, cibi integrali e altri alimenti nutritivi e nello specifico sottolinea che almeno la metà delle farine consumate deve essere integrale. I cibi integrali, infatti, forniscono molti nutrienti, come le fibre, la vitamina B e i minerali che vengono rimossi durante il processo di raffinazione.

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    Fonte:
    Zong G, Gao A, Hu FB, Sun Q. Whole Grain Intake and Mortality From All Causes, Cardiovascular Disease, and Cancer. Circulation 2016;133(24):2370-80. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.115.021101.
  • CORSA : QUANDO ANDARE PIANO NON PORTA RISULTATI

    Molto spesso nei blog, specialmente quelli di dimagrimento, viene consigliata una corsa lunga e lenta , in zona “bruciagrassi” (il così detto fondo lento). Capita dunque sempre più spesso che chi comincia a correre prenda letteralmente in parola questo consiglio, e si ritrovi a correre per mesi ad andature molto lente (dai 6.30 ai 9 al km) pensando di fare del bene al proprio fisico. In questi casi poi, se ci sommiamo i kg in più, ci si ritrova dopo un primo assestamento con la possibilità di avere degli effetti negativi.

    I PRO DELLA CORSA LENTA E LUNGA

    • Possibilità di correre più a lungo

    I CONTRO DELLA CORSA LENTA E LUNGA

    • Aumento dei tempi di appoggio (più si abbassa la velocità di crociera, tanto più si allunga il tempo di appoggio del piede sul terreno, con una possibile esaltazione dei difetti biomeccanici del piede stesso e quindi maggior stress).
    • Minor dispendio energetico rispetto ad allenamenti con andature variabili
    • Aumento dell’intrarotazione della tibia (con conseguente stress capsulo-legamentoso a livello del ginocchio)
    • Scarsa attivazione muscolare (con conseguenze alla schiena)
    • Il muscolo non viene utilizzato in pieno nella sua fase eccentrica (meno energia)

    ATTENZIONE PERCHE’ CON DIFETTI DI FALCATA LA CORSA LENTA PUO’ PORTARE A : Periostite della Tibia, Infiammazioni del tendine d’achille, Fasciti plantari, Infiammazione del tibiale posteriore, Sindome della bandelletta ileotibiale.

    COSA E’ MEGLIO FARE?

    • Se si è in sovrappeso meglio ALTERNARE CAMMINATA a brevi tratti di corsa (a ritmo comunque più sostenuto del vostro fondo lento).
    • Se si vuole migliorare: alternare in ogni allenamento delle fasi di lento a fasi di alterazione della velocità (le così dette ripetute).
    • Se si vuole dimagrire: meglio fare un lavoro con ripetute più corto, che un lungo in fascia bruciagrassi . Eventualmente alternare gli allenamenti di corsa alle camminate, meglio se in fartleck.
    • Usare sempre scarpe adatte ai vostri allenamenti e al vostro tipo di falcata.

    Vuoi cominciare a correre? Segui questi allenamenti!

     

  • Vacanze e compiti: i consigli della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale)

    Nasi all’insù alla ricerca del sole e del caldo perduti. O meglio, non ancora arrivati. Il giorno dopo l’arrivo dell’estate, la bella stagione, rimasta in letargo un po’ più del solito, ha finalmente deciso di fare la propria comparsa sull’Italia. E con lei, trovano spazio le alte temperature e le tanto desiderate vacanze: per i grandi ma soprattutto per i più piccoli.

    Nella memoria di molti, però, il termine “vacanze”, oltre alle reminiscenze di gite, viaggi ed esperienze, si associa a quello meno gradevole di compiti. Compiti che, per molti insegnanti, erano vere e proprie imposizioni, sottoposte a rigida verifica all’inizio del nuovo anno. Per un bambino, che ha diritto al meritato riposo, soprattutto dopo prove ed esami, oggi il periodo delle vacanze estive ha un ‘nemico’ da prevenire: si tratta della noia, spesso frutto della monotonia e della mancanza di interessi.

    Quale potrebbe essere allora un approccio equilibrato per far sì che, a prescindere dai tanto odiati compiti, i bambini affrontino le proprie vacanze in maniera serena, collezionando ricordi costruttivi, diversificando le attività e facendo tesoro delle varie esperienze?

    “Innanzitutto – spiega il Dott. Piercarlo Salari, pediatra a Milano e responsabile del Gruppo di lavoro per il sostegno alla genitorialità SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) – è bene evitare la ripetitività: alcuni centri estivi offrono di base programmi articolati, ma bisognerebbe non delegare totalmente ad essi la gestione del tempo del bambino, al quale sarebbe utile proporre attività alternative, come una gita, la visita a un parco naturale o qualcosa da organizzare in base ai suoi desideri. Allo stesso tempo i genitori dovrebbero evitare di incorrere in sensi di colpa (non devono pensare di “abbandonarli” se li iscrivono a centri o college estivi) e mantenere la stessa rigidità di orari del periodo scolastico: premesso che dopo la fine degli impegni scolastici occorre una settimana per recuperare le energie psicofisiche, per il bambino è utile poter contare su una maggiore elasticità, che tra l’altro gli può servire anche come opportunità per imparare a gestire i propri tempi”.

    “La vita all’aria aperta è fondamentale – aggiunge il Dott. Leo Venturelli, Pediatra di Famiglia di Bergamo, referente per l’Educazione sanitaria e la comunicazione della SIPPS – complici le lunghe giornate estive, naturalmente con l’accortezza della necessaria protezione dal sole. È però ottimale stimolare il bambino a svolgere ciclicamente più attività, alternando tra quelle dinamiche e quelle sedentarie, in cui è giusto dare spazio alla fantasia: dal disegno alla pittura, dalla creazione di oggetti fino all’ideazione di nuove ricette o elaborazione di piatti”. “Le indicazioni per l’estate su quello che i bambini possono fare – prosegue il Dott. Venturelli – sono comunque diverse da bambino a bambino in base a dove trascorrerà le vacanza, il tempo che vi passerà e cosa farà. Per evitare che i piccoli vengano travolti dalle troppe attività, consiglio di lasciare loro spazio per un riposino pomeridiano. Una tranquilla vita in pineta, ad esempio, può essere una valida alternativa al mare. L’estate deve infatti essere caratterizzata da momenti di relax”.

    E lo sport? “Oltre ad essere gradito e concordato con il bambino – afferma il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – lo sport deve essere commisurato alle sue performance, evitando inutili eccessi. Per i più timidi possono essere indicate attività di squadra che implicano un ruolo, come la pallavolo o la pallacanestro; per quelli più intraprendenti gare in cui però l’agonismo deve essere sempre subordinato alla lealtà e al rispetto di regole e valori; per quelli con uno spirito analitico e riflessivo il tiro con l’arco può essere un buon compromesso tra coordinamento muscolare e affinamento della concentrazione, mentre per i più estroversi e fantasiosi si possono ipotizzare ritrovi per fare musica o recite improvvisate”.

    Spazio, ovviamente, alla cultura. Un buon libro da leggere non dovrebbe mai mancare, ma come fare con smartphone, computer e televisione?

    “In primo luogo – conclude il Dott. Di Mauro – i genitori dovrebbero cercare di regolamentare la durata del loro utilizzo, concordando semplici regole, come spegnere cellulare e tv a tavola, assegnare uno spazio giornaliero, promuovere le relazioni personali piuttosto che le chat. In secondo luogo, questi strumenti potrebbero essere utilizzati in maniera intelligente: ad esempio per scattare fotografie o registrare filmati per catturare angoli e dettagli della natura, oppure immortalare sensazioni, paesaggi o scenari suggestivi”.

    Ufficio Stampa – GAS Communication S.r.l.

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  • CICLISMO – ALLENARSI D’ESTATE SU STRADA E MTB: COME COMPORTARSI?

    MTB estate

    Dopo questi ultimi mesi caratterizzati da maltempo e pioggia, ci stiamo avvicinando all’estate e per chi pratica attività fisica ad un certo livello diventa sempre un periodo critico.

    Quando partiamo per un’uscita in bici in una torrida giornata di luglio/agosto, come si comporta il nostro organismo? E soprattutto, come dobbiamo comportarci noi ciclisti?

    Innanzitutto partiamo dai consigli più “banali” ma non per questo inefficaci:

    • evitare (se possibile) di allenarsi nelle ore più calde;
    • idratarsi non  solo durante ma soprattutto la sera prima antecedente l’uscita programmata;
    • cercare salite e itinerari in luoghi freschi e non esposti al sole;
    • bere a piccoli sorsi;
    • idratarsi prima, durante e soprattutto durante l’attività.

    Questi sono consigli dettati dal buon senso, andiamo ora ad approfondire l’argomento dal punto di vista fisiologico.

    Svolgendo un’attività fisica al caldo, il nostro organismo produce sudore dalle ghiandole sudoripare: il sudore è costituito da acqua e soluti ( sodio, magnesio, potassio, cloro detti elettroliti) e la concentrazione di questi elementi varia con la velocità di secrezione delle ghiandole sudoripare. Più queste ghiandole lavorano, più alta sarà la concentrazione di sodio e cloro nel sudore, mentre magnesio e potassio diminuiranno.

    Durante un allenamento al caldo, sodio e cloro sono i due elettroliti che si perdono in misura maggiore  e per questo il reintegro dell’acqua e dei sali persi diventa fondamentale : pensate che la perdita idrica con la sudorazione durante una marathon in mtb arriva a 4/6 litri (10-15% dell’acqua totale).

    Generalmente la perdita di acqua media è di circa 1,25l/h e l’apporto idrico per prevenire la disidratazione è di 0,5l/h. Da qui si capisce che è importante bere poco e spesso ed evitare di bere tutto d’un fiato una borraccia, pena poi patire problemi intestinali o addirittura incorrere a malori improvvisi.

    Altra cosa importante è quella di idratarsi in base all’attività che facciamo: se ad esempio ci concediamo una giornata di recupero o riposo, non dobbiamo abusare di integratori, in quanto non c’è stata una reale perdita di elettroliti.  La sudorazione determina sempre una perdita di acqua in eccesso rispetto alla perdita di sali : per questo motivo è importante assumere acqua di pari passo alla sudorazione, altrimenti i liquidi corporei diminuiranno e aumenterà la concentrazione di soluti.

    Per questo motivo è importante un utilizzo razionale e consapevole degli integratori idrosalini e, soprattutto, è meglio orientarsi su bevande che si avvicinano alla osmolarità del sudore ( concentrazione delle particelle presenti in soluzione), quindi ipotoniche salini. In questo modo non andremo ad alterare il meccanismo fisiologico della sudorazione.

    Attenzione anche a non incappare in prodotti idrosalini eccessivamente zuccherati : questi causano un rallentamento dello svuotamento gastrico (riducendo l’assorbimento degli integratori)e richiamano il sangue dai muscoli al lume intestinale compromettendo la performance.

    Concludendo ricordiamoci di :

    • reintegrarsi in base all’effettiva perdita di liquidi ;
    • il reintegro è importantissimo appena dopo lo sforzo fisico;
    • preferire bevande ipotoniche e fresche (accelerano svuotamento gastrico);
    • in mtb meglio premunirsi con un Camelback, dato che è più difficile trovare fontane potabili o bar rispetto a un’uscita su strada.
    Fonte: Dott. Marco Ponta
    Preparatore Atletico
  • ANALISI ACQUA-OLIO-VINO-TERRENO

    Da oggi nella nostra Farmacia c’è un nuovo Servizio!

    Puoi analizzare Acqua, Vino, Olio e terreno.13392280_1732658053681179_2796960452129658619_o

    Essere certi dell’acqua che si beve e preferire quella del proprio rubinetto genera innegabili vantaggi sia per la propria salute, sia economici che ambientali.
    Per questo motivo ogni cittadino può verificare con un gesto semplice ed economico se la qualità dell’acqua della propria abitazione è buona, in modo da fruirne in modo sicuro e comodo!

    Passa in farmacia per richiedere informazioni!

  • GARCINIA CAMBOGIA, L’ALLEATA DEL PESO FORMA

    L’ESTRATTO DEI FRUTTI DI QUESTA PIANTA TROPICALE PUÒ PROMUOVERE L’EQUILIBRIO DEL PESO CORPOREO

    La Garcinia Cambogia è una piccola pianta legnosa che cresce spontanea negli habitat tropicali di Paesi come Vietnam, Cambogia, Filippine e parte meridionGarcinia Cambogia, l’alleata del peso formaale dell’India.

    L’estratto ricavato dalla buccia dei suoi frutti può essere un valido aiuto per chi segue una dieta finalizzata alla riduzione del peso corporeo. Le principali proprietà della garcinia sono quindi:

    • controllare il senso di fame;
    • contribuire al metabolismo dei lipidi;
    • favorire l’equilibrio del peso corporeo;

    DAL PRINCIPIO ATTIVO DELLA GARCINIA UN AIUTO A DIMAGRIRE

    I frutti della pianta di garcinia contengono elevate quantità di calcio, pectine e carboidrati. L’estratto della buccia di questa pianta, inoltre, è particolarmente ricco di ricco di acido idrossicitrico, elemento prezioso per le suecapacità fitoterapiche.

    Questo acido, a differenza dell’acido citrico, presente in abbondanza nei limoni, è invece molto raro in naturaed è disponibile in quantità elevate solo nei frutti appartenenti alla specie Garcinia.

    Proprio l’acido idrossicitrico è il principio attivo che contribuisce a limitare il senso di fame (e, di conseguenza,favorire la perdita di peso). Questo effetto è una diretta conseguenza della riduzione della sintesi degli acidi grassi, operata dal principio attivo.

    Occorre infine sottolineare che, a differenza di altre sostanze, la Garcinia non presenta alcun effetto collaterale rilevante, e anche a dosaggi elevati è risultata praticamente innocua.

    La Garcinia può quindi essere un potente alleato naturale per chi desidera ritrovare il peso forma; inoltre,proprio grazie al senso si sazietà che è in grado di indurre, facilita il rispetto di un regime alimentare equilibrato.

    Fonte: Dr Giorgini.
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