• ONICOMICOSI, LE MICOSI DELLE UNGHIE

    La micosi alle unghie, o onicomicosi, è un’infezione di natura fungina i cui segni piùfrequenti sono il distacco e l’ispessimento della lamina dell’unghia, macchie o striature di colore
    giallo o scuro, alterazione della superficie ungueale fino alla distruzione nei casi più complicati.
    Può coinvolgere le unghie delle mani, ma si presenta molto più spesso a livello dei piedi.
    La migliore profilassi consiste nel seguire corrette norme igieniche, associate ad alcune buone
    abitudini:

    • lavare frequentemente mani e piedi nell’arco della giornata e soprattutto asciugarli con cura;
    • indossare calzature comode che possano far traspirare il piede;
    • utilizzare sempre le apposite calzature in ambienti come piscine, docce, palestre;
    • mantenere le unghie corte e utilizzare sempre strumenti puliti e disinfettati per tagliarle;
    • pratiche estetiche come l’applicazione di gel per le unghie possono favorire lo sviluppo di
      micosi.
      Nel trattamento dell’onicomicosi l’aspetto più importante è la costanza nell’applicazione dei prodotti ad uso topico utilizzati per la cura, poichè la guarigione può richiedere molto
      tempo.

    Fonti: Inquadramento clinico e gestione dei disturbi minori in farmacia – Sifac

  • COMBATTI LA STANCHEZZA PRIMAVERILE!

    Il passaggio dall’inverno alla primavera è riconosciuto come un momento spesso accompagnato da uno stato generale di stanchezza e spossatezza.I sintomi sarebbero correlati alla stanchezza accumulata durante l’inverno e ai cambi di temperatura con conseguente diminuzione delle difese immunitarie, aggravati da situazioni di stress e cattiva alimentazione. Trascurare il malessere potrebbe rivelarsi rischioso: il disturbo potrebbe portare a un deperimento fisico generalizzato ed esacerbare uno stato
    psichico negativo, sfociando anche in ansia e depressione.

    È importante discriminare ed escludere la presenza di altre patologie sottostanti anch’esse causa di astenia come anemia, malattia celiaca, sindrome da apnee notturne ma anche alterazioni endocrine o metaboliche, quali ipotiroidismo e diabete.

    Nei casi più seri e accentuati questo malessere può portare ad un vero e proprio disordine patologico noto come disturbo affettivo stagionale. Identifica lo stato negativo che affligge ciclicamente alcune persone in particolari periodi dell’anno, tipicamente in autunno proseguendo verso l’inverno o, meno spesso, in primavera/inizio estate. I sintomi principali includono depressione, perdita di interesse in attività abituali, stato di agitazione o ansia, problemi di sonno, variazioni di appetito, difficoltà di concentrazione, irritabilità, sensazione di inadeguatezza. Le cause specifiche rimangono sconosciute, tuttavia fattori come la variazione del ritmo circadiano, ossia del proprio “orologio biologico” e il livello di ormoni come melatonina e serotonina, potrebbero avere un ruolo importante nello sviluppo di questa sindrome.

    Focalizzarsi sull’aspetto comportamentale, attraverso modifiche allo stile di vita, costituisce un’arma vincente per affrontare al meglio la stanchezza tipica di questi periodi.

    • È importante praticare regolarmente attività fisica (almeno 30 minuti al giorno), trascorrere del tempo all’aria aperta, dedicare più spazio a se stessi e alle proprie relazioni, praticare tecniche di rilassamento per la gestione dello stress.
    • Non trascurare il valore di un buon riposo e di una corretta ed equilibrata alimentazione, integrando eventualmente la propria dieta attraverso l’assunzione di vitamine, sali minerali e altri nutrienti in grado di rinvigorire il proprio organismo.
    • Evitare di assumere sostanze eccitanti contenute in the, caffè, bevande energetiche e abolire il consumo di alcolici.

    Fonti: https://www.mayoclinic.org
    https://www.nhs.uk

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  • IL CONSUMO DI CAFFE’ RIDUCE DEL 50% IL RISCHIO DI CONTRARRE IL CANCRO ALLA PROSTATA

    Evidenze da uno studio epidemiologico congiunto ISS-Neuromed condotto su 7.000 uomini
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    Più di tre tazzine di caffè al giorno riducono il rischio di cancro alla prostata. E’ il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista International Journal of Cancer, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’IRCCS Istituto Neurologico Mediterraneo – NEUROMED di Pozzilli (IS).
    A livello epidemiologico lo studio è stato condotto su circa 7000 soggetti sani maschi di età superiore a 50 anni, selezionati nella coorte Moli-sani, seguiti per circa 4 anni. Per gli studi in vitro, sono state utilizzate 2 linee di cancro prostatico umano su cui sono stati provati estratti di caffè e concentrazioni crescenti di caffeina per valutare potenziali effetti antineoplastici e antimetastatici.
    I soggetti che durante la fase di osservazione hanno ricevuto diagnosi di cancro alla prostata sono risultati essere quelli che avevano un consumo inferiore di caffè, rispetto ai soggetti che non avevano ricevuto tale diagnosi. In particolare, è risultato che i soggetti che abitualmente consumano più di 3 tazze di caffè (del tipo italiano) al giorno hanno una riduzione del 53% del rischio di contrarre il cancro alla prostata.
    “Il nostro studio – dice Francesco Facchiano del Dipartimento di Oncologia e medicina molecolare dell’ISS, uno degli autori dello studio – indica che i consumatori abituali di caffè e che bevono più di 3 tazzine di caffè al giorno hanno minori probabilità di contrarre il tumore alla prostata; naturalmente, come in tutte le cose, vanno evitati gli eccessi che potrebbero avere effetti negativi di altro tipo”.
    La conferma in vitro è venuta dall’osservazione che su 2 differenti linee di cancro della prostata umano, la caffeina, uno dei principali (ma non l’unico) principio bioattivo contenuto nel caffè, ha una significativa azione antiproliferativa e antimetastatica.

    ISS 26 aprile 2017

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  • STRESS DA RIENTRO: ANCHE GLI INTEGRATORI AIUTANO

    È risaputo, il rientro dalle ferie estive non è per nulla facile: da ritmi giornalieri blandi, da una quasi totale assenza di pensieri, nonché da una minima presenza di impegni si passa repentinamente alla routine lavorativae ai numerosi doveri quotidiani. Così, oltre all’inevitabile “delusione” per la conclusione della vacanza, che risulta sempre “troppo breve”, il ritorno in città può riservare anche il classico stress da rientro. Questo momento transitorio può tuttavia essere affrontato nel migliore dei modi con i giusti accorgimenti ed alcuni rimedi naturali. Vediamo bene come.

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    5 REGOLE UTILI PER COMBATTERE LO STRESS DA RIENTRO

    E però, va detto che, per contrastare questo stress da rientro, non esiste una regola universale. Ciò nonostante, vi sono alcuni validi accorgimenti che possono permettere di affrontare al meglio tale “problema” se non addirittura di evitarlo.

    1) GRADUALITÀ

    Per attenuare l’impatto del rientro, è bene riprendere tutte le proprie attività nella maniera più graduale possibile, ritagliandosi, di tanto in tanto, piccoli momenti di relax.

    2) STARE ALL’ARIA APERTA

    Per sollevare l’umore, è possibile approfittare degli ultimi week-end di fine estate per trascorrere più tempo all’aria aperta. Va bene anche una semplice camminata al parco in pausa pranzo o una sosta in piscina. La luce del sole è infatti un ottimo alleato per riadattare l’orologio biologico ai nuovi ritmi e al cambio di stagione.

    3) UN PO’ DI SPORT

    Un aiuto contro lo stress da rientro può arrivare anche da un po’ di regolare movimento. Non è necessario essere degli “atleti provetti”, infatti può bastare una camminata al parco o un giro in bicicletta: è stato infatti dimostrato che le endorfine rilasciate dall’organismo a seguito di attività fisica possono influire positivamente anche sul tono dell’umore.

    4) ALIMENTAZIONE CORRETTA

    Un aspetto forse troppo spesso trascurato per contrastare lo stress è l’alimentazione: è importante seguire una dieta sana e bilanciata, ricca di verdure e frutta di stagione, per assicurarsi il giusto apporto di vitamine e sali minerali, fondamentali per contrastare la stanchezza tipica di questo periodo. Sarebbe inoltre benelimitare cibi troppo grassi che appesantiscono il nostro organismo, quali fritti, insaccati e dolci eleborati.

    5) UN BUON RIPOSO
    Per favorire un ritorno sereno alla routine quotidiana è fondamentale concedersi le giuste ore di riposo: sarebbe quindi bene coricarsi la sera ad orari regolari ed evitare di fare troppo tardi, come invece accade frequentemente in vacanza.
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    GLI AIUTI NATURALI PIÙ EFFICACI CONTRO LO STRESS DA RIENTRO

    Oltre a questi opportuni e importanti accorgimenti, è possibile prevenire il cosiddetto stress da rientro anche attraverso l’utilizzo di integratori naturali contenenti piante e nutruitivi come:

    • magnesio e fosforo: in particolare, il primo dei due può regalarci diversi benefici; coinvolto in numerosi processi biologici essenziali per la vita e la salute, il magnesio svolge infatti un ruolo di primaria importanza nella produzione di energia e nell’equilibrio del sistema nervoso;
    • melatonina: se al rientro da un viaggio intercontinentale accusate gli effetti del jat-leg, o anche se semplicemente faticate ad addormentarvi una volta tornati ai mille impegni del quotidiano, la melatonina può essere un utile supporto; la sua assunzione può intatti ridurre il tempo necessario a prendere sonno e a rimettere in sesto il nostro “orologio biologico”;
    • passiflora o valeriana: la sera, per favorire il sonno notturno e la qualità del risposo, è possibile assumere estratti naturali a base di passiflora o valeriana; entrambe queste piante favoriscono infatti il benessere mentale e promuovono il rilassamento in caso di stress;
    • triptofano: se lo stress da rientro incide anche sulla qualità del vostro sonno, può essere utile assumere un integratore a base di triptofano; questo aminoacido è infatti il precursore della melatonina (utile per regolare i ritmi sonno veglia) e della serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore.

    Arginare lo stress da rientro e ritrovare quella vitalità che sembra essersi persa con il ritorno alle attività lavorative non è quindi un obiettivo irragiungibile: sarà sufficiente rafforzarsi con qualche accorgimento, reso più efficace dall’assunzione di alcuni semplice rimedi naturali!

    Fonte: Dr. Giorgini.

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  • GARCINIA CAMBOGIA, L’ALLEATA DEL PESO FORMA

    L’ESTRATTO DEI FRUTTI DI QUESTA PIANTA TROPICALE PUÒ PROMUOVERE L’EQUILIBRIO DEL PESO CORPOREO

    La Garcinia Cambogia è una piccola pianta legnosa che cresce spontanea negli habitat tropicali di Paesi come Vietnam, Cambogia, Filippine e parte meridionGarcinia Cambogia, l’alleata del peso formaale dell’India.

    L’estratto ricavato dalla buccia dei suoi frutti può essere un valido aiuto per chi segue una dieta finalizzata alla riduzione del peso corporeo. Le principali proprietà della garcinia sono quindi:

    • controllare il senso di fame;
    • contribuire al metabolismo dei lipidi;
    • favorire l’equilibrio del peso corporeo;

    DAL PRINCIPIO ATTIVO DELLA GARCINIA UN AIUTO A DIMAGRIRE

    I frutti della pianta di garcinia contengono elevate quantità di calcio, pectine e carboidrati. L’estratto della buccia di questa pianta, inoltre, è particolarmente ricco di ricco di acido idrossicitrico, elemento prezioso per le suecapacità fitoterapiche.

    Questo acido, a differenza dell’acido citrico, presente in abbondanza nei limoni, è invece molto raro in naturaed è disponibile in quantità elevate solo nei frutti appartenenti alla specie Garcinia.

    Proprio l’acido idrossicitrico è il principio attivo che contribuisce a limitare il senso di fame (e, di conseguenza,favorire la perdita di peso). Questo effetto è una diretta conseguenza della riduzione della sintesi degli acidi grassi, operata dal principio attivo.

    Occorre infine sottolineare che, a differenza di altre sostanze, la Garcinia non presenta alcun effetto collaterale rilevante, e anche a dosaggi elevati è risultata praticamente innocua.

    La Garcinia può quindi essere un potente alleato naturale per chi desidera ritrovare il peso forma; inoltre,proprio grazie al senso si sazietà che è in grado di indurre, facilita il rispetto di un regime alimentare equilibrato.

    Fonte: Dr Giorgini.
    RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
    • Astell KJ, Mathai ML, Su XQ. A review on botanical species and chemical compounds with appetite suppressing properties for body weight control. Plant Foods Hum Nutr. 2013 Sep;68(3):213-21.
    • Kim YJ, Choi MS, Park YB, Kim SR, Lee MK, Jung UJ. Garcinia Cambogia attenuates diet-induced adiposity but exacerbates hepatic collagen accumulation and inflammation. World J Gastroenterol. 2013 Aug 7;19(29):4689-701
    • Astell KJ, Mathai ML, Su XQ. Plant extracts with appetite suppressing properties for body weight control: a systematic review of double blind randomized controlled clinical trials. Complement Ther Med. 2013 Aug;21(4):407-16.
    • Márquez F, Babio N, Bulló M, Salas-Salvadó J. Evaluation of the safety and efficacy of hydroxycitric acid or Garcinia cambogia extracts in humans. Crit Rev Food Sci Nutr. 2012;52(7):585-94.
    • Kim JE, Jeon SM, Park KH, Lee WS, Jeong TS, McGregor RA, Choi MS. Does Glycine max leaves or Garcinia Cambogia promote weight-loss or lower plasma cholesterol in overweight individuals: a randomized control trial. Nutr J. 2011 Sep 21;10:94.

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  • CELLULITE: DEFINIZIONE, CAUSE E RIMEDI

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    Dall’età adolescenziale in poi, il terrore di ogni donna è la cellulite, se ne parla tanto e soprattutto con l’arrivo della bella stagione, ma siamo sicuri di sapere di cosa si tratta? Ecco alcune definizioni:

    “La cellulite è un’infiammazione del tessuto connettivo (sottocutaneo o di sostegno degli organi) derivante per traumi o infezioni. Con cellulite si indica anche l’eccesso di grasso del tessuto sottocutaneo, talvolta doloro, diffuso soprattutto nelle donne.” (Definizione tratta da Le Garzantine).

    “La cellulite è 1) un’infiammazione del tessuto connettivo cellulare; è 2) accumulo patologico di adipe nel tessuto sottocutaneo.” (Definizione tratta dal Dizionario Garzanti … similare è la definizione tratta da Il Piccolo Rizzoli Larousse)

    Letteralmente con “cellulite” si intende “infiammazione della cellula”, ma in realtà non è un processo infiammatorio vero e proprio, ma la conseguenza di un processo di degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo localizzato. Non esiste una solo causa che porta a questo processo, ma esistono diverse cause:

    • Vascolari: mal funzionamento del sistema circolatorio venoso e linfatico;
    • Ormonali (ormoni tiroidei, ovarici, ipofisi sari, surrenalici …);
    • Posturali: alcune posture scorrette alterano la circolazione sanguigna, come ad esempio: il ginocchio valgo (le gambe ad X), il ginocchio varo (le gambe a botte), il piede piatto, tenere per tanto tempo le gambe accavallate, stare molte ore seduti, star emolte ore in piedi, usare sempre tacchi troppo alti o raso suolo;
    • Metaboliche (iperlipoprotenemie, iperuricemia, diabete, iperfagia, obesità conclamata);
    • Alimentari.

    Esistono anche delle concause che portano a soffrire di cellulite:

    • Gravidanza;
    • Sedentarietà;
    • Fumo;
    • Abbigliamento;
    • Genetica;
    • Stress psicofisico;
    • Stitichezza.

    Normalmente la cellulite si localizza sulla regione laterale del bacino e sulle cosce, con vistoso allargamento laterale della figura; quando si localizza su gambe e cosce, essa avvolge il muscolo, con conseguente allargamento della figura e rigonfiamento delle stesse zone; quando si localizza a livello del polpaccio, risulta dolorosa e rigonfia al tatto; può anche localizzarsi sui piedi, e la si individua sotto forma di piccoli rigonfiamenti. Non solo le donne soffrono di cellulite, anche il sesso maschile ne può soffrire, e nel loro caso si localizza su: spalle, braccia, schiena, zona addominali e fianchi.

    Quando la cellulite è presente nella parte interna della coscia, si parla di cellulite cute ipotonica; quando è presente nella parte esterna della coscia, si parla di cellulite legata ad adiposità localizzata; quando è presente sulla parte anteriore e posteriore della coscia, si parla di buccia di arancia; quando è presente sui fianchi, si parla di accumulo di adipe e cute con aspetto cadente/”floscio”.

    Per sconfiggere, o meglio prevenire la cellulite è possibile agire su più fronti e in modo del tutto naturale:

    • Svolgendo attività fisica, sia aerobica sia di tonificazione;
    • Muovendosi tutto il giorno, anche nei  piccoli gesti quotidiani;
    • Non restare a lungo seduti o con le gambe accavallate;
    • Non indossare frequentemente indumenti elasticizzati, che stringono/comprimono la figura, andando ad agire in negativo sulla circolazione venosa;
    • Mangiar sano, riducendo, se non eliminando totalmente, alcuni “stravizi” come: alcol, e prodotti preconfezionati, ricchi di grassi e sale;
    • Bere acqua naturale e tisane, per mantenere un ottimo stato  di idratazione.

    Da sottolineare, che cellulite non è sinonimo di grasso; la cellulite non è una prerogativa delle persone in sovrappeso, ma esistono anche donne magre affette da cellulite, perché le cattive abitudini o la genetica non riguarda una sola nicchia della popolazione femminile.

    Fonte: Proaction.

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  • I RIMEDI NATURALI PER IL TONO DELL’UMORE

    DIVERSI FATTORI ESTERNI POSSONO INCIDERE SUL NOSTRO BENESSERE MENTALE

    A chiunque sarà capitato almeno una volta nella vita di accusare improvvisi sbalzi d’umore,img_ART_TONO-UMORE-INTEGRATORI-PER-UMORE anche momentanei e di lieve entità.

    Anche chi non ha conosciuto in prima persona gli effetti di un alterato tono dell’umore, probabilmente li ha visti su amici o parenti.

    Il benessere mentale e il tono dell’umore, infatti, possono essere influenzati da diversi fattori, interni ed esterni al nostro corpo, che non sempre è possibile tenere sotto controllo. Tra i fattori esterni che possono scatenare questo tipo di fastidi ricordiamo:

    • superlavoro e stress;
    • problemi familiari;
    • cambiamenti repentini nelle abitudini e stile di vita.

    Il cambio di stagione, inoltre, è un periodo critico, in cui diversi fastidi possono essere “amplificati”, anche a seguito delle diverse sollecitazioni e cambiamenti cui è sottoposto l’organismo.

    In questi casi, il nostro corpo inizia a mandarci alcuni segnali da non sottovalutare, per indicare che il suo equilibrio è stato alterato e che “qualcosa non va”.

    Alcuni dei sintomi più comuni sono:

    • apatia, scarso interesse generale per le attività quotidiane;
    • difficoltà a prendere sonno, insonnia o, al contrario, sonnolenza eccessiva;
    • affaticamento e mancanza di energia;
    • agitazione costante;
    • difficoltà di concentrazione.

    Nel caso in cui questi sintomi fossero particolarmente frequenti, o perdurassero per lungo tempo, è sempre bene rivolgersi al proprio medico di fiducia.

    LE PIANTE AMICHE DELL’UMORE E DEL RILASSAMENTO

    Chi desidera contrastare le problematiche connesse a un alterato tono dell’umore può trarre giovamento anche dalla fitoterapia.

    Esistono infatti integratori naturali specifici, formulati con piante e nutritivi ad hoc, utili per contrastare lo stress e sostenere il tono dell’umore.

    Alcune delle piante più sfruttate in questi casi sono:

    • iperico (promuove il tono dell’umore e favorisce rilassamento e benessere mentale);
    • valeriana (favorisce il rilassamento e il sonno in caso di stress);
    • avena (aiuta il rilassamento in caso di stress e favorisce il benessere mentale);
    • passiflora (aiuta sonno e rilassamento in caso di stress e promuove il benessere mentale).

    Nella formulazione di alcuni prodotti, per ottenere un effetto sinergico sono talvolta utilizzati anche estratti di altre piante come camomilla, melissa, griffonia e lavanda.

    Spesso, inoltre, viene sfruttata anche l’azione di vitamine e nutritivi, come:

    • magnesio, che può contribuire al funzionamento del sistema nervoso e a mantenere le normali funzioni psicologiche;
    • vitamine B1, B3, B6, B12, C e acido folico, che possono sostenere la funzione psicologica.

    Un’alimentazione bilanciata e una regolare attività fisica, per finire, possono essere altri validi alleati per tenere a bada gli sgraditi sbalzi dell’umore.

    Fonte:Dr.Giorgini.

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  • ABBRONZATURA: 10 E REGOLE PER UN’ABBRONZATURA SANA E DURATURA

    COME PREPARARE LA PELLE ALL’ABBRONZATURA IN MODO NATURALE

    I primi weekend soleggiati di maggio sono un’ottima occasione per trascorrere un po’ di tempo al mare, in spiaggia, e per esporsi dopo i mesi invernali ai raggi del sole. Proprio in questo periodo possiamo infatti iniziare a preparare la pelle al img_ART_AbbronzaturaSana_aprile_2016sole estivo seguendo una dieta ricca di verdura e frutta di stagione ed esponendoci con gradualità ai primi tiepidi raggi. Un aiuto in più per favorire l’agognata tintarella può inoltre arrivare dall’assunzione di prodotti naturali specifici, ovvero i cosiddetti integratori solari.

    10 REGOLE PER UN’ABBRONZATURA INTENSA E SICURA

    Anche l’intensità dell’abbronzatura che ciascuno di noi può raggiungere dipende dal fototipo di appartenenza. Non è realistico né, soprattutto, sano voler “forzare la mano” e pretendere di ottenere in poco tempo una tintarella intensa se si appartiene a uno dei primi fototipi (il fototipo 1, quello più “chiaro”, per esempio, non si abbronza mai, mentre il 2 e il 3 possono conquistare gradualmente un po’ di colore).

    Con le giuste accortezze, e preparando la pelle al sole anche mediante integratori solari, è tuttavia possibile favorire l’abbronzatura rispettando la natura della propria pelle. Alcune regole valide per tutti possono inoltre darci una mano a preservare lasalute dell’epidermide e conquistare in modo correttol’agognata tintarella.

    Il nobile pallore dell’Ottocento

    È singolare notare come la percezione dell’abbronzatura in vigore nell’Ottocento sia oggigiorno ribaltata: infatti, mentre alla fine dell’Ottocento un incarnato color porcellana era sinonimo di nobiltà ed eleganza, di contro una pelle dorata dal sole era associata alle classi sociali (e ai lavori) più umili. Oggi, invece, icanoni estetici si sono del tutto ribaltati e un colorito abbronzato è considerato sinonimo di vitalità e bellezza. E però, anche per quel che riguarda l’abbronzatura è sempre bene evitare gli eccessi che possono avere effetti negativi sia per l’estetica, sia per la salute.

    integratori solari e protezione

    1. Alimentazione corretta. Come per quasi tutte le funzioni dell’organismo, anche nel caso dell’abbronzatura l’alimentazione è fondamentale; esistono, infatti, particolari sostanze contenute in alcuni alimenti che aiutano la nostra pelle a colorarsi in maniera più graduale e omogenea, nonché a sviluppare le opportune difese che proteggono da eritemi e scottature. Nella top ten dei cibi che aiutano la pelle ad abbronzarsi in modo intenso e sano sono presenti carote, albicocche, radicchi, peperoni e pomodori.
    2. Bere molta acqua. Per avere una pelle più luminosa e contrastare spellature antiestetiche, oltre alla protezione è fondamentale l’idratazione. È quindi consigliabile bere almeno 1,5 o 2 litri di acqua al giorno, specie quando le temperature sono elevate, per evitare una disidratazione eccessiva.
    3. Eliminare le cellule morte. Prima di esporsi al sole, è possibile preparare la pelle anche con un esfoliante per il corpo, non troppo aggressivo, in modo tale da rimuovere le cosiddette “cellule morte” ed evitare così antiestetiche abbronzature a chiazze.
    4. Esposizione graduale. A prescindere dal fototipo di appartenenza, la gradualità dell’esposizione è fondamentale. Specie chi ha la pelle più chiara dovrebbe iniziare ad esporsi per poco tempo (mezz’ora, un’ora al massimo ed evitando le ore centrali) per poi aumentare progressivamente i tempi di permanenza sotto il sole.
    5. Ripetere l’applicazione della protezione solare. La crema solare dovrebbe essere sempre applicata prima di esporsi al sole (e non quando si è già distesi sull’asciugamano) e con estrema accuratezza, prestando attenzione a non dimenticare zone “critiche”, come ginocchia, orecchie, interno braccia ecc. Inoltre è bene riapplicare il solare più volte nel corso della giornata, specie dopo i bagni nel mare o in piscina o in caso di intensa sudorazione (che tende a “rimuovere” la crema).
    6. Evitare profumi alcolici sotto il sole. Per evitare macchie sulla pelle è bene non spruzzarsi profumi alcolici prima di esporsi al sole. Al massimo è possibile concedersi l’utilizzo di acque profumate prive di alcol appositamente concepite per essere usate anche in spiaggia.
    7. Attenzione nelle giornate nuvolose. Il sole “filtra” anche attraverso le nuvole, quindi è bene usare regolarmente la protezione anche nelle giornate più fresche e nuvolose, per non ritrovarsi a fine giornata con la sgradevole sorpresa di una scottatura.
    8. Proteggersi con un cappello e occhiali da sole. Specie in piena estate, quando le radiazioni solari sono molto intense, è bene proteggersi sempre anche con un cappello, per evitare colpi di calore. Per tutelare la salute gli occhi, è inoltre consigliabile indossare sempre gli occhiali da sole.
    9. Asciugarsi un po’ dopo il bagno. Dopo il bagno in mare o in piscina, sarebbe bene asciugare un po’ la pelle tamponandola con il telo. Infatti le gocce d’acqua sull’epidermide possono aumentare il riflesso del sole e favorire le bruciature.
    10. Usare sempre un dopo sole. Dopo un’intensa giornata sotto il sole, la pelle va dissetata anche con prodotti specifici, per lenire eventuali arrossamenti e far fronte alla disidratazione causata dai raggi uv, dal vento e dalla salsedine (o dal cloro delle piscine).
    Fonte:Dr. Giorgini.

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  • La dermatite atopica

    La dermatite o eczema è una malattia infiammatoria cronica della pelle molto comune, non se ne conosce la causa precisa ma è probabilmente il risultato di una combinazione di fattori ereditari familiari, di stimoli irritanti che possono favorire la secchezza, l’arrossamento e il prurito della pelle. Compare spesso nel 2°-3° mese per regdermatite-atopica.jpg_1064807657redire spontaneamente durante l’adolescenza o l’età adulta. All’inizio interessa il volto, collo, torace, poi si concentra maggiormente in corrispondenza di gomiti, ginocchia e polsi. Il decorso della malattia è vario con periodi di completa scomparsa (soprattutto d’estate in esposizione solare) e periodi di peggioramento (in inverno, o in seguito a infezioni).

    La dermatite è caratterizzata da chiazze rosse, che possono formare anche vescicole umide e croste, soprattutto nel bambino più piccolo, con prurito, talvolta intenso, che può provocare anche infezioni della pelle da grattamento. Per prevenirla ed attenuarne i sintomi, utile evitare alcuni fattori ambientali che possano accentuare la secchezza della pelle ed il prurito (caldo, freddo, vento, sudore). In alcuni casi il sapone irrita la pelle; per la detersione è preferibile usare detergenti delicati con base oleosa per mantenere e ripristinare film idro-lipidico cutaneo.

    Dopo il bagno, meglio tamponare la pelle delicatamente con un asciugamano di cotone senza sfregarla e spalmarla poi con creme idratanti ed emollienti, prive di profumi e conservanti; coprire il bambino lo stretto necessario (il calore aumenta il prurito). Evitare indumenti di lana e fibre sintetiche direttamente a contatto con la pelle. Tenere sempre pulite le unghie del bambino per evitare che, grattandosi, si infetti la pelle. Non esiste una terapia capace di guarire la malattia; solo nelle forme più gravi sarà il pediatra a prescrivere i farmaci più indicati (per es. creme a base di cortisteroidi). Eventuali provvedimenti dietetici vanno concordati con il pediatra così da evitare che, senza motivo, si privi il bimbo di nutrienti essenziali alla crescita.

    La dermatite da pannolinoeritema-da-pannolino

    Il pannolino trattenendo le feci e l’urina, crea un ambiente umido e caldo che favorisce la proliferazione di germi e batteri, con conseguente irritazione della pelle (comparsa di puntini rossi). E’ necessario sostituire spesso il pannolino ed eseguire un’accurata pulizia della pelle con acqua tiepida; evitare saponi e detergenti, che possono irritar
    e ulteriormente la pelle. Asciugare la cute con particolare attenzione alle pieghe. Se non sono presenti ulcere si può usare una pasta a base di ossido di zinco in strato sottile, evitare pomate grasse o assorbenti perché impediscono la traspirazione. Lasciare la zona irritata il più possibile scoperta. Talvolta sono necessari prodotti dermatologici medicati ed alcuni di questi richiedono prescrizione medica. Solitamente in 3-4 giorni il problema si risolve.

    La Crosta lattea

    La crosta lattea è uno dei disturbi più comuni nei neonati, compare sul cuoio capelluto come una desquamazione della pelle, forma una patina biancastra e uno strato più o meno evidente di crosticine. Il disturbo scompare normalmente da solo, ma si può facilitare la guarigione lavando la testa del bambino con shampoo delicato oppure utilizzando emulsioni lenitive specifiche, cercando di ammorbidire le crosticine e rimuovendole delicatamente con spazzola e pettine.crosta-lattea-shampoo

    Fonte: Istituto Negri.

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  • Allattandovi – Banca del Latte Umano Donato di Vicenza –

    Perchè una Banca del Latte Umano?allatto

    L’allattamento al seno rappresenta la norma per l’alimentazione dei neonati sia a termine che pre-termine. Il latte della propria mamma presenta vantaggi di tipo nutrizionale ed immunologico insuperati. Vi sono, però, particolari situazioni cliniche dove il latte della mamma non è disponibile e pertanto sorge la necessità di avere a disposizione del latte umano.

    Nei bambini prematuri la somministrazione di latte umano aumenta la possibilità di sopravvivenza e ne favorisce l’accrescimento e lo sviluppo, perché fornisce tutte le sostanze nutritive di cui hanno bisogno, nella forma più assimilabile e nelle proporzioni esatte.

    Per questo motivo sorgono le Banche del Latte Umano Donato che svolgono un servizio finalizzato a selezionare le donatrici, raccogliere, controllare, trattare e conservare in condizioni di sicurezza il latte delle mamme donatrici e distribuirlo poi gratuitamente per specifiche necessità mediche.

    L’Italia risulta essere, ad oggi, uno tra i Paesi più attivi in Europa con ben 32 banche del latte operative.

    Le banche del latte, e quindi la disponibilità di latte umano donato, costituiscono un importante valore aggiunto a supporto delle terapie nei reparti di patologia nvantaggieonatale.

    Nel 2014 il Reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale S. Bortolo, in concerto con la Direzione dell’Ospedale stesso, la Direzione della Centrale del Latte di Vicenza e la Fondazione San Bortolo, hanno condiviso la volontà di realizzare anche a Vicenza una Banca del Latte. L’obiettivo del progetto è garantire il diritto al latte materno grazie alla solidarietà.

    La Banca del Latte Umano Donato AllattandoVi vede più attori operativi al suo interno.

    Il reparto di Neonatologia dell’Ospedale di Vicenza, a garanzia della sicurezza e dell’idoneità del latte materno donato, esegue accurate indagini sierologiche sulle mamme e scrupolosi controlli microbiologici sul latte. Le mamme donatrici vengono istruite e dotate del materiale necessario al prelievo del latte.

    Il latte donato viene poi ritirato presso il domicilio della mamma da personale formato della Croce Bianca di Vicenza che lo consegna alla Centrale del Latte di Vicenza, qui, nel laboratorio BLUD specializzato, viene pastorizzato e congelato.

    Viene poi riconsegnato al personale della Croce Bianca di Vicenza che lo porta in Ospedale per essere affidato al personale dedicato in servizio presso la Patologia Neonatale, che provvede a distribuirlo ai piccoli pazienti della Terapia Intensiva Neonatalelatte materno

    Progetto promosso da Ospedale di Vicenza Dipartimento Materno Infantile Unità Operativa di Terapia Intensiva Neonatale.

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