• Mangiare frutta secca fa bene alla salute

    Lo studio, pubblicato sulla rivista BMC Medicine e realizzato da un gruppo di ricerca internazionale, ha dimostrato che il consumo di noci, mandorle e simili riduce il rischio di sviluppare diverse malattie tra cui quelle cardiache, cardiovascolari e il cancro.

    I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da 20 studi (29 pubblicazioni) per un totale di quasi 820.000 pazienti provenienti da Stati Uniti, Europa, Asia e Australia.

    Mettendo in relazione condizioni di salute e abitudini alimentari è emerso che un consumo maggiore di frutta secca si associa a una riduzione del rischio relativo pari al:

    • 24% per le cardiopatie;
    • 11% per l’ictus;
    • 19% per le patologie cardiovascolari;
    • 18% per il cancro;
    • 19% per quanto riguarda la mortalità in generale.

    Ma non solo, per quanto i dati siano meno certi sembra che un consumo elevato di frutta secca protegga anche dallo sviluppo di diabete e di malattie respiratorie, infettive, neurodegenerative e renali .
    Per quanto riguarda il rapporto quantità/benefici è invece emerso che consumando una porzione (28 grammi) in più al giorno il rischio relativo è risultato ridotto del 29% per le cardiopatie, del 7% per l’ictus, del 21% per le malattie cardiovascolari, del 15% per il cancro e del 22% per la mortalità dovuta a qualsiasi causa.

    Tuttavia come spesso accade nell’ambito dell’alimentazione, i risultati dello studio indicano anche che è comunque meglio non esagerare. Per quasi tutte le patologie considerate la riduzione del rischio maggiore si è osservata in pazienti che consumavano 5/6 porzioni di frutta secca a settimana (circa 20 grammi al giorno), a prescindere che queste fossero di noci, mandorle, nocciole o altro. Tutte le varianti infatti, spiegano gli autori, sono ricche di sostanze come fibre e antiossidanti che proteggono dallo sviluppo di malattie cardiache e di composti che aiutano le cellule a combattere contro le principali cause del cancro.

    In conclusione, prendendo in considerazione le aree di provenienza dei pazienti i ricercatori hanno calcolato che solo nel 2013 si sono verificate 4,4 milioni di morti premature legate a un ridotto consumo di frutta secca. Un dato che suggerisce l’importanza di includere questi alimenti nella propria dieta e che dovrebbe spingere medici e nutrizionisti a consigliarne un consumo moderato ma quotidiano.

    Fonte: Aune G, Keum N, Giovannucci E, et al. Nut consumption and risk of cardiovascular disease, total cancer, all-cause and cause-specific mortality: a systematic review and dose-response meta-analysis of prospective studies. BMC Medicine 2016; 14(207): DOI: 10.1186/s12916-016-0730-3
  • Lo Zenzero: istruzioni per l’uso.

    La “mini guida” sullo zenzero:
    da spezia d’Oriente ad aiuto anti nausea

    Da sempre impiegato come spezia, specialmente nella cucina asiatica e indiana, lo zenzero è presente anche nella tradizione alimentare d’Occidente: lo si può infatti trovare in dolciumi, liquori, prodotti cosmetici e bevande (la famosa ginger ale).

    Come spesso accade, un prodotto comunemente utilizzato per scopi alimentari può anche offrire numerosi vantaggi per il benessere del nostro organismo.

    In questa facile mini-guida, proveremo a scoprire le proprietà dello zenzero, a spiegare come sfruttarlo al meglio e a sfatare alcuni “falsi miti” che lo riguardano. In particolare affronteremo i seguenti argomenti:

    • Le proprietà dello zenzero e il suo meccanismo d’azione
    • I benefici dello zenzero secondo la medicina ayurveda
    • In che modo lo zenzero può favorire il benessere delle articolazionizenzero_benefici_studi
    • I vantaggi forniti da un integratore naturale rispetto allo zenzero fresco
    • Come e quando assumere lo zenzero ed eventuali controindicazioni
    • 5 falsi miti sullo zenzero e proprietà ancora da verificare
    • Curiosità: lo zenzero in Giappone e…in musica!

    Le proprietà dello zenzero nella fitoterapia occidentale

    Il rizoma dello zenzero possiede numerose proprietà riconosciute e sfruttate dalla moderna fitoterapia occidentale. Tra le più importanti ricordiamo:

    • combatte la nausea;
    • favorisce la digestione;
    • aiuta a eliminare i gas intestinali in eccesso e, di conseguenza, a sgonfiare la pancia;
    • regola la motilità intestinale dalla quale dipende la regolarità dell’intestino.

    Come agisce lo zenzero?

    Ma quali sono i principi attivi responsabili dei benefici e delle proprietà dello zenzero?

    I principali componenti chimici sono contenuti «nell’oleoresina, responsabile del sapore pungente della droga; infatti essa contiene gingeroli, shogaoli e lo zingerone, che sono anche responsabili del sapore piccante della droga. Gli altri componenti dello zenzero sono i carboidrati, i lipidi ed un olio essenziale» (F. Capasso, G. Grandolini, A. A. Izzo, Fitoterapia. Impiego razionale delle droghe vegetali, Milano 2006).

    proprietà dello zenzero anti nauseaCome visto, tra le varie applicazioni fitoterapiche riguardanti lo zenzero spicca il suo effetto anti nausea, non casualmente i marinai cinesi lo utilizzavano contro il mal di mare.

    I responsabili di tale attività antiemetica (ovvero in grado di inibire il vomito) sarebbero i gingeroli, che inibirebbero i recettori serotoninergici e dopaminergici e ridurrebbero le disfunzioni ritmiche dello stomaco che, appunto, possono causare la nausea e il vomito.

    In sintesi, lo zenzero a livello dell’apparato digerente «stimola i movimenti peristaltici dello stomaco e dell’intestino (procinetico), esplicando anche un effetto antinausea e antivomito (probabilmente per azione sul Sistema Nervoso Centrale sui recettori per dopamina e serotonina).

    Per questa proprietà alcuni estratti di zenzero sono stati con successo utilizzati come antistaminici nella prevenzione del vomito da cinetosi»(F. Firenzuoli, Le 100 erbe della salute, Milano 2003).

    Dunque lo zenzero può venire in aiuto anche in caso di mal d’auto o mal di mare.

    L’assunzione di zenzero in gravidanza suscita pareri discordi (alcuni lo sconsigliano), tuttavia in diversi Paesi viene spesso caldeggiata. Per esempio, in Inghilterra l’utilizzo di questa spezie è suggerito anche nelle Linee guida redatte dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists per combattere le nausee gravidiche.

    Come e per quanto tempo assumere integratori a base di zenzero?

    Per sfruttare al meglio le proprietà dello zenzero è consigliabile assumere le pastiglie dell’integratore poco prima dei pasti principali (o nel corso di essi), oppure nei momenti in cui si presentano i primi segnali di nausea. L’effetto positivo di questa spezie nei confronti della nausea è infatti quasi immediato e si può notare nel giro di qualche minuto.

    L’integratore a base di zenzero può essere assunto anche senza interruzioni per diverso tempo: questa sostanza, se presa nelle dosi consigliate, non ha infatti alcun effetto collaterale degno di nota (salvo nei casi in cui siano presenti allergie specifiche alla spezie).

    Come per tutti i prodotti naturali, in presenza di patologie specifiche o se si assumono farmaci, è sempre bene sentire prima il parare del medico di fiducia prima di prendere l’integratore.

    5 falsi miti e proprietà dello zenzero ancora da verificare

    Se si cercano online notizie sullo zenzero è facile trovare molte pagine dedicate a questo tema, nelle quali alla spezie vengono attribuite innumerevoli proprietà, non tutte veritiere.

    Alcune si trattano di proprietà “leggendarie” e con ben poco fondamento, altre sono invece virtù da approfondire ulteriormente per avere solide certezze scientifiche. Passiamone velocemente in rassegna alcune.

    1) Fa dimagrire

    2) Aiuta a controllare il diabete

    3) Schiarisce i capelli

    4) Efficace contro il raffreddore

    5) Ha un effetto afrodisiaco

    Fonte: Dr Giorgini.

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  • TEMPO DI FUNGHI

    Esistono vari momenti nell’arco dell’anno in cui si possono raccogliere i funghi, uno tra questi è l’estate.

    In questo opuscolo del Ministero della salute ci sono tutte le informazioni per una raccolta sicura e senza rischi!

    Clicca sopra l’immagine per leggerlo!

    funghiim

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  • STITICHEZZA DA VIAGGIO: ACQUA ED ERBE PER COMBATTERLA

    Stitichezza da viaggio: acqua ed erbe per combatterla

    STITICHEZZA DA VIAGGIO, UN PROBLEMA DIFFUSO

    Anche chi abitualmente ha un intestino regolare può soffrire di stitichezza da viaggio durante le vacanze in Italia o all’estero. Si tratta, a onor del vero, di una condizione abbastanza diffusa che può disturbare la tanto agognata villeggiatura. Ma che cos’è la stitichezza del viaggiatore? Si tratta di una forma di stipsi occasionale, detta appunto “del viaggiatore”, che provoca alcuni disturbi, che possono pregiudicare in vari modi le attività:

    • senso di gonfiore;
    • dolori addominali più o meno forti;
    • mal di testa e altri fastidi.

    Questo avviene quando la muscolatura intestinale non riesce a far progredire con regolarità la massa fecale, sicché questa ristagna nell’intestino causando la diminuzione della frequenza delle scariche e l’aumento dellaconsistenza delle feci che, rimanendo più a lungo nell’intestino, si disidratano e diventano più dure.
    Come accennato questo problema in vacanza può riguardare anche chi abitualmente a casa è regolare, fermo restando che il cambio di abitudini e la lontananza dalla propria abitazione possono aggravare il disturbo in coloro che sono già abitualmente stitici. Per aiutare in particolar modo questi ultimi, l’Ipasvi (Federazione Nazionale Collegi Infermieri) ha messo a punto un utile vademecum per la gestione della stitichezza.

    QUALI SONO LE CAUSE DELLA STITICHEZZA DA VIAGGIO?

    Tra i principali motivi che possono favorire la stitichezza da viaggio ricordiamo:

    • cambiamenti climatici e orari differenti;
    • nuovi luoghi in cui dormire nonché nuovi bagni;
    • stress di natura emotiva;
    • convivenza ravvicinata con altre persone e conseguente condivisione di spazi.

    Peraltro, quando si è all’estero, in vacanza, viene spontaneo farsi coinvolgere dall’assaggio di nuovi cibi, che tuttavia possono comportare unrallentamento della digestione, poiché stomaco e intestino non sono abituati a determinati alimenti. Non solo, ma anche il celebre jet lag, oltre a provocare sonnolenza e rendere difficile addormentarsi, può pregiudicare il normale funzionamento intestinale. Infine alcuni “fattori aggravanti” che possono peggiorare la stitichezza da viaggio sono:

    • poco movimento
    • esiguo consumo d’acqua
    • maggiore assunzione di bevande alcoliche
    • un limitato apporto di frutta e verdura.

    Quel rimedio per la stipsi che viene dal Nuovo Mondo…cascara rimedio naturale stitichezza

    Gli esploratori spagnoli che nel XVI secolo arrivarono in California dopo un lungo viaggiopresentavano una problematica non indifferente: la stipsi.

    Fortunatamente per loro «gli indiani del luogo avevano la soluzione: un infuso preparato con una pianta medicinale che essi consideravano sacra. L’erba si rivelò efficace, e gli spagnoli la chiamarono Cascara sagrada, “corteccia”.

    Da allora, la cascara è stata la risposta al problema di molti». (M. Castleman, Le erbe curative, Milano 2007).

    6 CONSIGLI PER PREVENIRE E COMBATTERE LA STITICHEZZA DA VIAGGIO

    Per prevenire la stipsi in vacanza e non essere così condizionati da pancia gonfia e fastidi addominali, è sufficiente seguire alcune regole, molte delle quali sono semplicemente dettate dal buon senso.

    REINTEGRARE I LIQUIDI

    Prima di tutto, d’estate e in ferie si tende a sudare molto; stando all’aria aperta o sotto il sole il corpo umano sidisidrata facilmente; per contrastare la stitichezza da viaggio diventa pertanto necessario reintrodurre i liquidi persi, in particolar modo nella prima parte del mattino. Attenzione, sarà opportuno prediligere l’acqua a succhi di frutta e bibite gassate!

    UN PO’ DI MOVIMENTO

    Un aiuto importante può arrivare anche da un po’ di regolare attività fisica: una passeggiata di mezz’ora, dieci minuti di esercizi muscolari e, se si è al mare, anche una piacevole nuotata, vi aiuteranno a ritrovare la regolarità intestinale anche lontano da casa.

    TANTE FIBRE

    Le variazioni nella dieta hanno conseguenze importanti a livello di intestino e spesso d’estate, specie in vacanza, le abitudini alimentari vengono totalmente stravolte. La prevenzione della stitichezza parte però proprio dalla tavola.

    rimedi stitichezza consumo verdura

    Per prima cosa è bene evitare di saltare i pasti, poiché solo introducendo le giuste quantità di cibo è possibile stimolare adeguatamente la muscolatura intestinale; è inoltre fondamentale scegliere i giusti alimenti, non facendosi mai mancare frutta e verdura fresche e cibi ricchi di fibre (come, per esempio, pane e cereali integrali); sarebbe invece bene limitare il consumo di formaggi elaborati, prodotti realizzati con farina raffinata e riso.

    ORARI REGOLARI E NO ALLA FRETTA

    La digestione parte dalla bocca: è quindi fondamentale mangiare senza fretta e masticare bene il cibo ingerito; inoltre, potrebbe essere d’aiuto alimentarsi, per quanto possibile, ad orari regolari, anche se in vacanza i ritmi sono inevitabilmente diversi rispetto al resto dell’anno e spesso si tende ad “improvvisare” gli impegni nel corso della giornata.

    NON RIMANDARE

    Per “educare” l’intestino e limitare il fenomeno della stitichezza da viaggio è bene evitare di reprimere lo stimolo di andare in bagno quando si presenta. Il problema principale di molte persone quando sono lontane da casa è infatti quello di non potere andare al bagno a un orario regolare, a causa di ritmi e abitudini un po’stravolte  dai ritmi “da vacanza”.

    AIUTI NATURALI

    Per risolvere il problema della stitichezza, magari nel pieno della meritata vacanza estiva, è anche possibile ricorrere all’aiuto di integratori naturali specifici, a base di piante come Cascara e Crespino, che possono favorire la regolarità del transito intestinale, e arricchiti con fermenti lattici, utili per mantenere il naturale equilibrio della flora batterica intestinale.

    La posizione che “aiuta”

    Stranamente la posizione tradizionale che assumiamo quando ci sediamo su wc non è quella migliore per favorire lo stimolo. Una delle posizioni consigliate per andare di corpo è, invece, quella “accovacciata”, ovvero quella che si assume naturalmente quando si utilizza un bagno alla turca. Questa posizione faciliterebbe la distensione dei muscoli del retto e, di conseguenza, l’evacuazione.

    Persino alcuni studiosi dell’Università di Stanford hanno confermato la validità di questa postura, che aiuterebbe in particolar modo tutte le persone con problemi al colon.

    Per assumere questa posizione anche sul wc, basta adoperare qualche accorgimento: è possibile collocare un piccolo sgabello davanti al water, sul quale appoggiare i piedi, inclinandosi poi lievemente col busto in avanti (quasi a toccare le ginocchia). E’ possibile anche salire con i piedi sul bordo del wc e accovacciarsi, come se si stesse usando proprio un bagno alla turca, ma questa posizione è più facile per le persone minute e atletiche.

    In ogni caso, un rallentamento dell’attività intestinale in vacanza non deve diventare un’ossessione e va sempre affrontata con rilassatezza, fermo restando che, qualora ci si dovesse trovare di fronte a una stipsi prolungata, è sempre opportuno rivolgersi a un medico.

    Fonte: Dr. Giorgini.

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  • ESISTONO RIMEDI NATURALI PER IL MAL DI TESTA?

    SCOPRIAMO LE CAUSE DEL MAL DI TESTA E LE PIANTE UTILI PER CONTRASTARLO

    Il comune mal di testa è probabilmente uno dei disturbi più diffusi tra la popolazione.

    Una recente stima dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) indica che circa il 46% delle persone al mondo ha sofferto di episodi di mal di testa almeno una volta nella vita.Esistono rimedi naturali per il mal di testa?

    Il mal di testa, o cefalea (termine tecnico usato per indicare questo disturbo), è un dolore localizzato nella regione della testa che si può irradiare progressivamente verso il collo.

    Esistono molte forme diverse di mal di testa, classificate in base a:

    • localizzazione del disturbo;
    • intensità;
    • frequenza;
    • modalità in cui si manifesta.

    Dal momento che il mal di testa è un disturbo estremamente eterogeneo, le cause scatenanti non  sono sempre facili da individuare.

    In genere, infatti, si fa una distinzione tra:

    • cefalee primarie (come l’emicrania), che includono tutti quei disturbi che non sono provocati da una specifica causa fisica;
    • cefalee secondarie, che sono invece scatenate da uno specifico fattore la cui rimozione fa cessare il dolore (come, per esempio, una carie);

    Il più delle volte il fastidio passa nell’arco di una giornata e, in questi casi, è probabilmente dovuto a un accumulo di stress e stanchezza o a particolari preoccupazioni.

    Può tuttavia capitare che il disturbo si presenti con una durata e intensità tali da condizionare le attività giornaliere.

    Altre volte, invece, il mal di testa è associato alla presenza di specifiche patologie o può essere una spia del loro sviluppo.

    Per tutti i motivi appena elencati, se il disturbo dovesse risultare intenso e ricorrente, è bene rivolgersi al proprio medico di fiducia per individuarne con esattezza le cause.

    5 REGOLE E AIUTI NATURALI CONTRO IL MAL DI TESTA 

    Per contrastare il mal di testa, non esistono suggerimenti validi in qualsiasi occasione e per ogni persona.

    Tuttavia, in molti casi, è possibile trarre giovamento dall’osservazione di alcune semplici regole:

    • prestare attenzione alla postura sia seduti in ufficio, sia quando si è sdraiati a letto, per evitare un irrigidimento eccessivo dei muscoli del collo;
    • alcuni consigliano di frizionare le tempie o la fronte con oli essenziali di menta o lavanda, per trovare un po’ di sollievo;
    • concedersi le giuste ore di risposo. Un accumulo di stress o la mancanza di sonno possono essere infatti tra le cause scatenanti del fastidio;
    • limitare il  più possibile il consumo di alimenti di difficile digestione e non eccedere con il consumo di alcolici;
    • fare un po’ di regolare movimento (senza eccessi) può dare sollievo, in particolar modo se il fastidio è dovuto a un accumulo di stress.

    È inoltre possibile fare ricorso a integratori naturali specifici a base di feverfew e salice, piante utili per contrastare gli stati tensione localizzati, e arricchiti con vitamina C (vitamina che supporta le naturali difese dell’organismo).

    In caso di stress, per un’azione sinergica si possono inoltre assumere prodotti a base di magnesio: questo sale minerale, oltre a contrastare stanchezza e affaticamento, può infatti favorire il corretto funzionamento del sistema nervoso e aiutarci mantenere le normali funzioni psicologiche e muscolari.

    Per finire, un aiuto in più può arrivare da tisane a base di piante “rilassanti”, come per esempio la melissa, che può favorire il normale tono dell’umore, il rilassamento e il benessere mentale.

    Fonte:Dr. Giorgini
  • Cibi integrali per vivere più a lungo?

    Whole grain breads on the dark wooden background

    Mangiare almeno tre porzioni di alimenti integrali ogni giorno potrebbe diminuire il rischio di mortalità. A dirlo sono i dati della ricerca condotta da Qi Sun, docente presso il Department of Nutrition all’Harvard T.H. Chan School of Public Health a Boston, e pubblicata da Circulation, rivista dell’American Heart Association.
    Anche se le linee guida per una sana alimentazione promosse nei vari paesi del mondo hanno incluso glialimenti integrali come una componente essenziale dei modelli di alimentazione salutari, secondo questo studio le persone non ne mangiano ancora abbastanza. Negli Stati Uniti, ad esempio, la media del consumo rimane al di sotto di una portata al giorno, nonostante le raccomandazioni di mangiarne almeno tre.

    Gli studi passati in rassegna hanno valutato l’associazione tra il consumo di alimenti integrali e il rischio di mortalità. I ricercatori hanno notato che per ogni porzione (16 grammi) consumata di cibo integrale c’era una diminuzione del:

    • 7% delle morti totali;
    • 9% di morti connesse alle malattie cardiovascolari;
    • 5% di morti causate da tumori.

    Inoltre, è emerso che più si consuma cibo integrale, minore è il tasso di morte. Considerando le tre porzioni (48 grammi)  giornaliere raccomandate, lo studio ha infatti mostrato che i tassi di mortalità diminuiscono del:

    • 20% per la mortalità totale;
    • 25% per le malattie cardiovascolari;
    • 14% per i tumori.

    Questi dati supportano ulteriormente le linee guida ufficiali americane che raccomandano il consumo di almeno tre porzioni al giorno di cibo integrale. Gli alimenti come farina integrale, avena e riso nero, contengono fibre dietetiche, che potrebbero aiutare a migliorare il livello di colesterolo nel sangue e diminuire il rischio di malattie cardiovascolari, ictus, obesità e diabete di tipo 2. Le fibre favoriscono anche il senso di sazietà, così da assumere meno calorie.

    Tra gli studi presi in considerazione, 10 sono stati condotti negli Stati Uniti, 3 nei paesi scandinavi e 1 nel Regno Unito. Gli studi hanno coinvolto 786.076 uomini e donne, con 97.867 morti totali, 23.597 morti per malattie cardiovascolari e 37.492 morti per tumore.

    Secondo Qi Sun le diete a basso consumo di carboidrati, che non tengono conto dei benefici sulla salute dei cibi integrali, dovrebbero essere adottate con cautela, poiché le persone che le seguono potrebbero essere esposte a un più alto rischio di malattie cardiovascolari e mortalità.

    “Basandomi sulla solida evidenza di questa meta-analisi e su numerosi studi precedenti, che insieme documentano gli effetti benefici dei cibi integrali, penso che gli operatori sanitari dovrebbero raccomandare il consumo di alimenti integrali a tutti e in particolare a chi soffre di malattie specifiche per ottenere una salute migliore e forse ridurre il rischio di moralità,” ha dichiarato Sun.

    L’American Heart Association raccomanda per il cuore una dieta salutare ricca di frutta, verdura, cibi integrali e altri alimenti nutritivi e nello specifico sottolinea che almeno la metà delle farine consumate deve essere integrale. I cibi integrali, infatti, forniscono molti nutrienti, come le fibre, la vitamina B e i minerali che vengono rimossi durante il processo di raffinazione.

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    Fonte:
    Zong G, Gao A, Hu FB, Sun Q. Whole Grain Intake and Mortality From All Causes, Cardiovascular Disease, and Cancer. Circulation 2016;133(24):2370-80. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.115.021101.
  • Vacanze e compiti: i consigli della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale)

    Nasi all’insù alla ricerca del sole e del caldo perduti. O meglio, non ancora arrivati. Il giorno dopo l’arrivo dell’estate, la bella stagione, rimasta in letargo un po’ più del solito, ha finalmente deciso di fare la propria comparsa sull’Italia. E con lei, trovano spazio le alte temperature e le tanto desiderate vacanze: per i grandi ma soprattutto per i più piccoli.

    Nella memoria di molti, però, il termine “vacanze”, oltre alle reminiscenze di gite, viaggi ed esperienze, si associa a quello meno gradevole di compiti. Compiti che, per molti insegnanti, erano vere e proprie imposizioni, sottoposte a rigida verifica all’inizio del nuovo anno. Per un bambino, che ha diritto al meritato riposo, soprattutto dopo prove ed esami, oggi il periodo delle vacanze estive ha un ‘nemico’ da prevenire: si tratta della noia, spesso frutto della monotonia e della mancanza di interessi.

    Quale potrebbe essere allora un approccio equilibrato per far sì che, a prescindere dai tanto odiati compiti, i bambini affrontino le proprie vacanze in maniera serena, collezionando ricordi costruttivi, diversificando le attività e facendo tesoro delle varie esperienze?

    “Innanzitutto – spiega il Dott. Piercarlo Salari, pediatra a Milano e responsabile del Gruppo di lavoro per il sostegno alla genitorialità SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) – è bene evitare la ripetitività: alcuni centri estivi offrono di base programmi articolati, ma bisognerebbe non delegare totalmente ad essi la gestione del tempo del bambino, al quale sarebbe utile proporre attività alternative, come una gita, la visita a un parco naturale o qualcosa da organizzare in base ai suoi desideri. Allo stesso tempo i genitori dovrebbero evitare di incorrere in sensi di colpa (non devono pensare di “abbandonarli” se li iscrivono a centri o college estivi) e mantenere la stessa rigidità di orari del periodo scolastico: premesso che dopo la fine degli impegni scolastici occorre una settimana per recuperare le energie psicofisiche, per il bambino è utile poter contare su una maggiore elasticità, che tra l’altro gli può servire anche come opportunità per imparare a gestire i propri tempi”.

    “La vita all’aria aperta è fondamentale – aggiunge il Dott. Leo Venturelli, Pediatra di Famiglia di Bergamo, referente per l’Educazione sanitaria e la comunicazione della SIPPS – complici le lunghe giornate estive, naturalmente con l’accortezza della necessaria protezione dal sole. È però ottimale stimolare il bambino a svolgere ciclicamente più attività, alternando tra quelle dinamiche e quelle sedentarie, in cui è giusto dare spazio alla fantasia: dal disegno alla pittura, dalla creazione di oggetti fino all’ideazione di nuove ricette o elaborazione di piatti”. “Le indicazioni per l’estate su quello che i bambini possono fare – prosegue il Dott. Venturelli – sono comunque diverse da bambino a bambino in base a dove trascorrerà le vacanza, il tempo che vi passerà e cosa farà. Per evitare che i piccoli vengano travolti dalle troppe attività, consiglio di lasciare loro spazio per un riposino pomeridiano. Una tranquilla vita in pineta, ad esempio, può essere una valida alternativa al mare. L’estate deve infatti essere caratterizzata da momenti di relax”.

    E lo sport? “Oltre ad essere gradito e concordato con il bambino – afferma il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – lo sport deve essere commisurato alle sue performance, evitando inutili eccessi. Per i più timidi possono essere indicate attività di squadra che implicano un ruolo, come la pallavolo o la pallacanestro; per quelli più intraprendenti gare in cui però l’agonismo deve essere sempre subordinato alla lealtà e al rispetto di regole e valori; per quelli con uno spirito analitico e riflessivo il tiro con l’arco può essere un buon compromesso tra coordinamento muscolare e affinamento della concentrazione, mentre per i più estroversi e fantasiosi si possono ipotizzare ritrovi per fare musica o recite improvvisate”.

    Spazio, ovviamente, alla cultura. Un buon libro da leggere non dovrebbe mai mancare, ma come fare con smartphone, computer e televisione?

    “In primo luogo – conclude il Dott. Di Mauro – i genitori dovrebbero cercare di regolamentare la durata del loro utilizzo, concordando semplici regole, come spegnere cellulare e tv a tavola, assegnare uno spazio giornaliero, promuovere le relazioni personali piuttosto che le chat. In secondo luogo, questi strumenti potrebbero essere utilizzati in maniera intelligente: ad esempio per scattare fotografie o registrare filmati per catturare angoli e dettagli della natura, oppure immortalare sensazioni, paesaggi o scenari suggestivi”.

    Ufficio Stampa – GAS Communication S.r.l.

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  • Basta poca attività fisica per vivere più a lungo

    anziani esercizio fisicoUna ricerca presentata al meeting dell’EuroPRevent 2016 da David Hupin, medico del Department of Clinical and Exercise Physiology − University Hospital of Saint-Etienne in Francia, ha dimostrato che 15 minuti di esercizio fisico al giorno, obiettivo ragionevole per le persone anziane, comportano il 22% di rischio di morte in meno.

    L’età non è una scusa per non fare esercizio”, ha detto Hupin. “È dimostrato che un’attività fisica regolare ha un effetto migliore sulla salute complessiva di una persona rispetto a qualunque trattamento medico. Ma meno della metà degli anziani raggiunge l’obiettivo minimo settimanale raccomandato di 150 minuti di esercizio fisico di intensità moderata o 75 minuti di intensità maggiore.” Ha poi aggiunto, mostrando lo scopo della ricerca: “Noi abbiamo voluto scoprire se anche livelli minori di esercizio avrebbero potuto comunque avere benefici sulla salute e ridurre la mortalità negli anziani.”

    Gli autori della ricerca hanno studiato due coorti. Una coorte francese di 1.011 soggetti di 65 anni, seguita per 12 anni a partire dal 2001, e una coorte internazionale di 122.417 soggetti di 60 anni, a partire da una revisione sistematica e una meta-analisi, seguita mediamente per 10 anni.

    L’attività fisica era misurata in Metabolic Equivalent of Task (MET) al minuto alla settimana, unità di misura che si riferisce alla quantità di energia (calorie) spesa per ogni minuto di attività fisica. Il numero di MET al minuto dipende anche dall’intensità dell’attività fisica. Per esempio, un’attività fisica di intensità moderata varia tra i 3 e i 5,9 MET al minuto, mentre una di intensità maggiore è classificata a 6 o più. Invece un solo MET al minuto alla settimana è uguale alla quantità di energia spesa solo stando seduti.

    Il livello di esercizio fisico raccomandato è tra i 500 e i 1000 MET al minuto ogni settimana. Gli autori hanno osservato il rischio di morte associato a quattro categorie di attività fisica settimanale espresse in MET al minuto, definendole come nulla, bassa (1-499), media (500-999) o alta (≥1000). Durante il follow-up ci sono state rispettivamente 88 (9%) morti nella coorte francese e 18.122 (15%) in quella internazionale. È risultato che, in confronto a quelli inattivi, gli anziani con un basso, medio e alto livello di attività  mostravano una riduzione del rischio di morire rispettivamente del 22%, 28% e 35%.

    Hupin ha detto: “Questi due studi mostrano che più attività fisica gli anziani fanno, più ne beneficia la salute. E la cosa sorprendente è che il maggiore beneficio è raggiunto con il minimo livello di esercizio, mentre un’attività fisica media o alta porta solo un piccolo ulteriore beneficio. Abbiamo calcolato che il minimo livello di attività equivale a 15 minuti di camminata veloce ogni giorno, ovvero la metà della quantità raccomandata.” Ha quindi concluso che è più facile pensare che gli anziani possano incrementare progressivamente l’attività fisica nella vita di tutti i giorni piuttosto che cambiare drammaticamente le loro abitudini per poter seguire le raccomandazioni del medico. Un piccolo incremento di attività fisica potrebbe spingere alcuni anziani a svolgere un esercizio sempre maggiore fino ad arrivare ai raccomandati 150 minuti di camminata veloce ogni settimana.

    Fonte:

    • 15 minutes daily exercise may be reasonable target in older adults. ESC Press Release, 2016.
    • Hupin D, Roche F, Gremeaux V, et al. Even a low-dose of moderate-to-vigorous physical activity reduces mortality by 22% in adults aged ≥60 years: a systematic review and meta-analysis. Br J Sports Med 2015;49:1262–7.

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  • 6 MOTIVI PER ASSUMERE UN MULTIVITAMINICO NATURALE

    6 motivi per assumere un multivitaminico naturale

    MULTIVITAMINICO NATURALE, PER SOSTENERE IL BENESSERE DI ADULTI E BAMBINI

    Spesso si sente parlare di vitamine, ma in pochi sanno esattamente di cosa si tratta. Il termine deriva dal tedescovitamin e significa letteralmente “anima della vita”.

    Le vitamine sono infatti sostanze fondamentali per il mantenimento delle attività vitali, indispensabili e insostituibili per la vita, che l’uomo assume con gli alimenti. Esse sono inoltre dei macronutrienti che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare (ovvero produrre) e che pertanto devono essere introdotti con un’alimentazione sana ed equilibrata.

    Quando l’apporto di vitamine assunte con con la dieta quotidiana è insufficiente, per evitare pericolose carenze, è possibile fare ricorso a un multivitaminico naturale, scegliendo un integratore che metta a disposizione il 100% dell’NRV di vitamine.

    MULTIVITAMINICO NATURALE: TUTTE LE VITAMINE ESSENZIALI IN UNA SOLA DOSE

    Quando può essere utile assumere un multivitaminico? E perché è bene scegliere un integratore multivitaminico naturale? Scopriamolo assieme!

    1. Prevenire eventuali carenze di vitamine. Talvolta lo stress della vita quotidiana o un’intensa attività fisicapossono aumentare il fabbisogno di vitamine. In altri casi, invece, è impossibile soddisfare l’intero fabbisogno con la sola alimentazione, a causa di diete troppo rigide o a seguito di condizioni particolari, comeproblematiche a carico del fegato o altre patologie, oppure l’assunzione di farmaci che ostacolano il corretto assorbimento delle vitamine. In tutti questi casi, per prevenire carenze è possibile fare ricorso a un integratore multivitaminico naturale.

    2. Vitamine liposolubili e idrosolubili assieme in una dose giornaliera. Una dose giornaliera di un multivitaminico naturale mette a disposizione le giuste dosi di vitamine idrosolubili e liposolubili; le prime (Vitamina C e del gruppo B) possono sciogliersi nell’acqua, non possono essere accumulate nel nostro organismo e, soprattutto, vanno introdotte quotidianamente con il cibo; le seconde (gruppi A, E, D, K) possono sciogliersi in sostanze grasse ed essere immagazzinate nel fegato dove diventano una sorta di “riserva” per il nostro organismo.

    3. Un aiuto contro la stanchezza. Alcune vitamine, come la vitamina C, le vitamine del gruppo B (B2, B3, B5, B6, B12) e l’acido folico possono aiutare a combattere la stanchezza e l’affaticamento eccessivo.

    4. Favorire il benessere delle ossa. Tra le vitamine incluse nella formulazione di un multivitaminico naturale è molto importante il ruolo svolto dalla vitamina D, che contribuisce all’assorbimento e all’utilizzo del calcio e del fosforo e, assieme alla vitamina K, favorisce il mantenimento di ossa normali.
    5. Sostenere il corretto funzionamento del sistema immunitario. Carenze vitaminiche, specie se protratte nel tempo, possono “indebolire” il sistema immunitario e favorire l’insorgenza di varie problematiche fisiche. Alcune vitamine, infatti, come la Vitamina C, la B12, la vitamina D aiutano sistema immunutario a funzionare regolarmente e, di conseguenza, mantengono attiva la principale “difesa” naturale del nostro corpo.
    6. Assenza di additivi di origine sintetica. Un multivitaminico naturale, come indica il nome stesso, mette a disposizione dosi elevate di vitamine, molte delle quali, come la vitamina C, ricavate da piante come la Rosa canina, senza alcuna aggiunta di conservanti, coloranti, edulcoranti o altri additivi di origine sintetica. Sarà così possibile sfruttare tutti i benefici delle vitamine, senza alcun “effetto collaterale”.multivitaminico_naturale_2

    Nella scelta di un multivitaminico naturale, infine, è bene orientarsi verso un prodotto concepito per far fronte alle specifiche esigenze in base alla fascia d’età. Questo perché la quantità di nutritivi giornaliera raccomandata (NRV) per bambini  e ragazzi nella fase di crescita è diversa dal quella di un adulto.

    Il multivitaminico migliore è dunque quello che in 1 sola dose giornaliera può garantire l’assunzione del100% NRV in base alla fascia d’età (ricordiamo che, al contrario di quello che pensano molti, il 100% NRV è la soglia minima di nutritivi da assumere giornalmente per il benessere generale). Grazie al supporto di questi prodotti, sarà così possibile integrare efficacemente questi preziosi nutritivi, troppo spesso sono carenti a causa di fattori esterni o di uno stile di vita scorretto.

    RDA e NRV, questi sconosciuti!

    Sia l’RDA(Recommended Daily Allowance) che l’NRV che lo ha recentemente sostituito, indicano la dose MINIMAdi una vitamina o di un minerale di cui si ha bisogno per rimanere sani e per evitare carenze nutrizionali. Per questo motivo si possono assumere quantitativi maggiori del 100% NRV o RDA.
    L’UL (Tolerable Upper Intake Level) è, invece, la quantità giornaliera massima di vitamine e minerali che si possono introdurre. Sia gli NRV sia gli UL ammessi negli integratori alimentari sono stati stabiliti dal Ministero della Salute. «Nel maggio 1941 un comitato dell’Accademia delle scienze statunitense propose per la prima volta che venisse stabilita una “quantità giornaliera raccomandata” di nutrienti essenziali. Tali linee guida furono sviluppate con l’obiettivo di ridurre tra la popolazione l’incidenza di malattie da carenza alimentare come scorbuto (carenza di vitamina C), pellagra (carenza di niacina) e beriberi (carenza di vitamina B)». (J. E. Pizzorno Jr., M. T. Murray,Trattato di medicina naturale, Novara 2001).

     

    Fonte:Dr Giorgini.

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