• Lo Zenzero: istruzioni per l’uso.

    La “mini guida” sullo zenzero:
    da spezia d’Oriente ad aiuto anti nausea

    Da sempre impiegato come spezia, specialmente nella cucina asiatica e indiana, lo zenzero è presente anche nella tradizione alimentare d’Occidente: lo si può infatti trovare in dolciumi, liquori, prodotti cosmetici e bevande (la famosa ginger ale).

    Come spesso accade, un prodotto comunemente utilizzato per scopi alimentari può anche offrire numerosi vantaggi per il benessere del nostro organismo.

    In questa facile mini-guida, proveremo a scoprire le proprietà dello zenzero, a spiegare come sfruttarlo al meglio e a sfatare alcuni “falsi miti” che lo riguardano. In particolare affronteremo i seguenti argomenti:

    • Le proprietà dello zenzero e il suo meccanismo d’azione
    • I benefici dello zenzero secondo la medicina ayurveda
    • In che modo lo zenzero può favorire il benessere delle articolazionizenzero_benefici_studi
    • I vantaggi forniti da un integratore naturale rispetto allo zenzero fresco
    • Come e quando assumere lo zenzero ed eventuali controindicazioni
    • 5 falsi miti sullo zenzero e proprietà ancora da verificare
    • Curiosità: lo zenzero in Giappone e…in musica!

    Le proprietà dello zenzero nella fitoterapia occidentale

    Il rizoma dello zenzero possiede numerose proprietà riconosciute e sfruttate dalla moderna fitoterapia occidentale. Tra le più importanti ricordiamo:

    • combatte la nausea;
    • favorisce la digestione;
    • aiuta a eliminare i gas intestinali in eccesso e, di conseguenza, a sgonfiare la pancia;
    • regola la motilità intestinale dalla quale dipende la regolarità dell’intestino.

    Come agisce lo zenzero?

    Ma quali sono i principi attivi responsabili dei benefici e delle proprietà dello zenzero?

    I principali componenti chimici sono contenuti «nell’oleoresina, responsabile del sapore pungente della droga; infatti essa contiene gingeroli, shogaoli e lo zingerone, che sono anche responsabili del sapore piccante della droga. Gli altri componenti dello zenzero sono i carboidrati, i lipidi ed un olio essenziale» (F. Capasso, G. Grandolini, A. A. Izzo, Fitoterapia. Impiego razionale delle droghe vegetali, Milano 2006).

    proprietà dello zenzero anti nauseaCome visto, tra le varie applicazioni fitoterapiche riguardanti lo zenzero spicca il suo effetto anti nausea, non casualmente i marinai cinesi lo utilizzavano contro il mal di mare.

    I responsabili di tale attività antiemetica (ovvero in grado di inibire il vomito) sarebbero i gingeroli, che inibirebbero i recettori serotoninergici e dopaminergici e ridurrebbero le disfunzioni ritmiche dello stomaco che, appunto, possono causare la nausea e il vomito.

    In sintesi, lo zenzero a livello dell’apparato digerente «stimola i movimenti peristaltici dello stomaco e dell’intestino (procinetico), esplicando anche un effetto antinausea e antivomito (probabilmente per azione sul Sistema Nervoso Centrale sui recettori per dopamina e serotonina).

    Per questa proprietà alcuni estratti di zenzero sono stati con successo utilizzati come antistaminici nella prevenzione del vomito da cinetosi»(F. Firenzuoli, Le 100 erbe della salute, Milano 2003).

    Dunque lo zenzero può venire in aiuto anche in caso di mal d’auto o mal di mare.

    L’assunzione di zenzero in gravidanza suscita pareri discordi (alcuni lo sconsigliano), tuttavia in diversi Paesi viene spesso caldeggiata. Per esempio, in Inghilterra l’utilizzo di questa spezie è suggerito anche nelle Linee guida redatte dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists per combattere le nausee gravidiche.

    Come e per quanto tempo assumere integratori a base di zenzero?

    Per sfruttare al meglio le proprietà dello zenzero è consigliabile assumere le pastiglie dell’integratore poco prima dei pasti principali (o nel corso di essi), oppure nei momenti in cui si presentano i primi segnali di nausea. L’effetto positivo di questa spezie nei confronti della nausea è infatti quasi immediato e si può notare nel giro di qualche minuto.

    L’integratore a base di zenzero può essere assunto anche senza interruzioni per diverso tempo: questa sostanza, se presa nelle dosi consigliate, non ha infatti alcun effetto collaterale degno di nota (salvo nei casi in cui siano presenti allergie specifiche alla spezie).

    Come per tutti i prodotti naturali, in presenza di patologie specifiche o se si assumono farmaci, è sempre bene sentire prima il parare del medico di fiducia prima di prendere l’integratore.

    5 falsi miti e proprietà dello zenzero ancora da verificare

    Se si cercano online notizie sullo zenzero è facile trovare molte pagine dedicate a questo tema, nelle quali alla spezie vengono attribuite innumerevoli proprietà, non tutte veritiere.

    Alcune si trattano di proprietà “leggendarie” e con ben poco fondamento, altre sono invece virtù da approfondire ulteriormente per avere solide certezze scientifiche. Passiamone velocemente in rassegna alcune.

    1) Fa dimagrire

    2) Aiuta a controllare il diabete

    3) Schiarisce i capelli

    4) Efficace contro il raffreddore

    5) Ha un effetto afrodisiaco

    Fonte: Dr Giorgini.

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  • I RIMEDI NATURALI PER IL TONO DELL’UMORE

    DIVERSI FATTORI ESTERNI POSSONO INCIDERE SUL NOSTRO BENESSERE MENTALE

    A chiunque sarà capitato almeno una volta nella vita di accusare improvvisi sbalzi d’umore,img_ART_TONO-UMORE-INTEGRATORI-PER-UMORE anche momentanei e di lieve entità.

    Anche chi non ha conosciuto in prima persona gli effetti di un alterato tono dell’umore, probabilmente li ha visti su amici o parenti.

    Il benessere mentale e il tono dell’umore, infatti, possono essere influenzati da diversi fattori, interni ed esterni al nostro corpo, che non sempre è possibile tenere sotto controllo. Tra i fattori esterni che possono scatenare questo tipo di fastidi ricordiamo:

    • superlavoro e stress;
    • problemi familiari;
    • cambiamenti repentini nelle abitudini e stile di vita.

    Il cambio di stagione, inoltre, è un periodo critico, in cui diversi fastidi possono essere “amplificati”, anche a seguito delle diverse sollecitazioni e cambiamenti cui è sottoposto l’organismo.

    In questi casi, il nostro corpo inizia a mandarci alcuni segnali da non sottovalutare, per indicare che il suo equilibrio è stato alterato e che “qualcosa non va”.

    Alcuni dei sintomi più comuni sono:

    • apatia, scarso interesse generale per le attività quotidiane;
    • difficoltà a prendere sonno, insonnia o, al contrario, sonnolenza eccessiva;
    • affaticamento e mancanza di energia;
    • agitazione costante;
    • difficoltà di concentrazione.

    Nel caso in cui questi sintomi fossero particolarmente frequenti, o perdurassero per lungo tempo, è sempre bene rivolgersi al proprio medico di fiducia.

    LE PIANTE AMICHE DELL’UMORE E DEL RILASSAMENTO

    Chi desidera contrastare le problematiche connesse a un alterato tono dell’umore può trarre giovamento anche dalla fitoterapia.

    Esistono infatti integratori naturali specifici, formulati con piante e nutritivi ad hoc, utili per contrastare lo stress e sostenere il tono dell’umore.

    Alcune delle piante più sfruttate in questi casi sono:

    • iperico (promuove il tono dell’umore e favorisce rilassamento e benessere mentale);
    • valeriana (favorisce il rilassamento e il sonno in caso di stress);
    • avena (aiuta il rilassamento in caso di stress e favorisce il benessere mentale);
    • passiflora (aiuta sonno e rilassamento in caso di stress e promuove il benessere mentale).

    Nella formulazione di alcuni prodotti, per ottenere un effetto sinergico sono talvolta utilizzati anche estratti di altre piante come camomilla, melissa, griffonia e lavanda.

    Spesso, inoltre, viene sfruttata anche l’azione di vitamine e nutritivi, come:

    • magnesio, che può contribuire al funzionamento del sistema nervoso e a mantenere le normali funzioni psicologiche;
    • vitamine B1, B3, B6, B12, C e acido folico, che possono sostenere la funzione psicologica.

    Un’alimentazione bilanciata e una regolare attività fisica, per finire, possono essere altri validi alleati per tenere a bada gli sgraditi sbalzi dell’umore.

    Fonte:Dr.Giorgini.

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  • PROBLEMI ALLA VISTA: COME CONTRASTARLI IN MODO NATURALE

    Problemi alla vista: come contrastarli in modo naturale

    COME PROTEGGERE I NOSTRI OCCHI IN MODO NATURALE

    L’occhio è l’organo di senso preposto alla ricezione degli stimoli luminosie delle immagini che, elaborate a livello celebrale, danno luogo all’esperienza visiva. Proprio per la cruciale importanza di questi organi, è fondamentale prevenire o limitare per quanto possibile eventuali problemi alla vista. Non a caso si sente spesso dire che l’occhio è lo specchio dell’anima, questo perché essi sono l’espressione del mondo interiore. Infatti ogni sguardo è un libro aperto verso la vita interiore e, talvolta, racconta la persona stessa: uno sguardo luminoso può manifestare serenità e buona disposizione verso il prossimo; uno cupo può indicare difficoltà emotive, mentre un’espressione con pupille dilatate (e magari la bocca sempre aperta) può indicare stupore. Per questa, e molte altre funzioni, è quindi fondamentale tutelare e proteggere il nostro sguardo.

    La vita di tutti i giorni pretende moltissimo dai nostri occhi e molte situazioni possono favorire l’insorgenza di piccoli o grandi problemi alla vista: se si lavora al computer, per esempio, gli occhi devono adattarsi a diversilivelli di contrasto e luminosità; mentre se si portano lenti a contatto viene a ridursi la quantità di ossigeno che raggiunge la cornea, limitando così la normale produzione di liquido lacrimale.

    Anche uno studio o una lettura eccessivi, eseguiti spesso in spazi chiusi e ristretti con luci artificiali, possono affaticare molto gli occhi e, col tempo, causare lo sviluppo di problemi alla vista; infine, agenti esterni comepolveri e sporcizia possono provocare infezioni a questi delicatissimo organi. Non sorprende, quindi, che i nostri occhi soffrano e inizino a lacrimare, bruciare e arrossarsi.

    3 PIANTE UTILI CONTRO I PROBLEMI ALLA VISTA

    Un importante supporto per la cura dei nostri occhi può arrivare anche dal mondo naturale. Esistono infatti alcuni prodotti fitoterapici che possono essere molto utili per la vista: il mirtillo nero (Vaccinium myrtillus), il cui estratto può favorire un «aumento della resistenza e della permeabilità dei capillari, con azione specifica degli enzimi della retina» (A. Bruni, M. Nicoletti, Dizionario ragionato di erboristeria e di fitoterapia, Padova 2003), può avere un’azione beneficasulla vista, mentre la Vite rossa (Vitis vinifera) «viene in aiuto con i suoi bioflavonoidi», sostanze che possono favorire «il benessere della retina» (Le dieci erbe indispensabili. I rimedi verdi da tenere sempre in casa per curare ogni genere di disturbo, a cura di G. Maffeis, Milano 2014).

    Infine l’Ippocastano (Aesculus hippocastanum) «noto per la sua azione venotonica […] riduce anche la fragilità capillare» (F. Perugini Billi, Manuale di fitoterapia, Azzano San Paolo 2004).

    LE REGOLE PER PRESERVARE IL BENESSERE DEGLI OCCHI

    Come ogni singola parte dell’organismo umano, gli occhi sono organi di straordinaria importanza, per questo è necessario prendersi sempre cura di essi. Oltre a sottoporsi a una visita oculistica annualmente, per mitigarebruciore e secchezza temporanee ci si può avvalere per esempio di lacrime artificiali, utilizzabili anche quando si portano lenti a contatto, mentre per ridurre l’affaticamento è indispensabile fare ginnastica oculare e tenere puliti gli occhi. Ancora, indossare occhiali da sole può proteggere gli occhi da polveri o da pollini durante il periodo primaverile, nelle giornate ventose e in spiaggia. Ma anche chi si trova in luoghi al riparo da vento e polveri può comunque ritrovarsi con gli occhi affaticati: l’aria estremamente asciutta di certi ambienti può infatti provocare rossore e secchezza. Si tratta, tutto sommato, di piccoli accorgimenti finalizzati alla protezioni di organi fondamentali!

    Fonte: Dr Giorgini.

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  • DISINTOSSICARSI IN PRIMAVERA CON LA FITOTERAPIA

    Disintossicarsi in primavera con la fitoterapia

    ALCUNE PIANTE POSSONO AIUTARE IL LAVORO DEI RENI, I “FILTRI” DEL NOSTRO ORGANISMO

    La primavera, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, è la stagione in cui tutto ha inizio e la natura “risorge” a nuova vita.

    Il nostro corpo, tuttavia, può risultare affaticato dalle scorie accumulate durante l’inverno a causa di:

    • maggiore sedentarietà;
    • una dieta troppo ricca.

    Gli organi deputati allo smaltimento di queste scorie, i cosiddetti organi emuntori, possono dunque essere sottoposti a un superlavoro e faticare a smaltire le tossine in eccesso, che si accumulano nell’organismo.

    Tra gli organi più sollecitati da questa attività di pulizia ricordiamo il fegato e i reni.

    Per questo motivo, proprio al cambio di stagione, può essere utile seguire una dieta disintossicanteall’occorrenza fare ricorso ad integratori specifici per depurare il fegato, e prodotti per favorire anche ladepurazione renale.

    Il ruolo svolto dai reni è infatti di estrema importanza dal momento che questi provvedono, tramite le vie urinarie, all’eliminazione di una grande quantità di sostanze dannose, tossiche o residuali, che provengono dal metabolismo dei tessuti per mezzo del fegato.

    Quando i reni non funzionano correttamente, le tossine si accumulano, insieme a tutti i liquidi in eccesso che l’organismo non riesce a espellere.

    Come depurare i reni in modo naturale h2

    Tra i principali fattori che possono affaticare i reni ricordiamo:

    • uno scarso apporto di liquidi (meno di un litro di acqua al giorno);
    • eccessiva introduzione di sodio con l’alimentazione;
    • eccessiva introduzione di proteine animali (carni rosse e grasse);
    • alimentazione ricca di prodotti industriali confezionati con additivi e conservanti, coloranti ecc.;
    • assunzione di alcuni farmaci.

    Per aiutare i reni nel loro compito di veicolare all’esterno gli scarti accumulati, può essere un valido supporto, in alcuni periodi, un’integrazione mediante prodotti naturali a base di  piante come:

    • parietaria, betulla bianca, bucco, ortica funzionamento delle vie urinarie e il drenaggio dei liquidi corporei;
    • ortica, aparine e coclearia che sostengono le funzioni depurative dell’organismo.

    Un ulteriore supporto può arrivare dall’assunzione di prodotti a base di potassio ed arricchiti con estratti di piante (come l’ananas, che aiuta il drenaggio dei liquidi corporei), sali minerali e vitamine.

    L’equilibrio tra sodio e potassio all’interno del corpo umano è infatti fondamentale per evitare un accumulo di liquidi nelle cellule. Tenendo conto del fatto che con la dieta è più facile assumere sodio in eccesso, questo equilibrio può facilmente risultare alterato e provocare ritenzione idrica. L’assunzione di potassio può dunque risultare utile per ristabilire questo equilibrio e può aiutare il nostro fisico a smaltire i liquidi in eccesso favorendo, di conseguenza, la depurazione.

    Il nostro Laboratorio produce un Depurativo Drenante liquido che aiuta l’organismo a depurarsi e a disintossicarsi dal periodo invernale!

    Chiedi informazioni ai farmacisti!

    Fonte Dr. Giorgini.

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  • Betulla

    PROVENIENZA

    La betulla (Betula pendula) è una pianta perenne della famiglia delle Betulaceae.

    Originaria dell’Europa e dell’Asia settentrionale, in Italia è più frequente sulle Alpi dove a volte forma boschi puri. La Betula pendula (o Betula alba var. verrucosa) è diffusa dai Balcani all’arco alpino e in tutta l’Europa atlantica e l’Asia. In Italia è presente particolarmente in Piemonte (ove oggi si stimano oltre 20.000 ha di questa specie) e in Lombardia; si ritrova nell’Appennino settentrionale, in alcune stazioni isolate in Abruzzo, nell’Appennino campano e sull’Etna.

    Pianta arborea che può raggiungere imponenti altezze, presenta una chioma rada e leggera, espansa in verticale, con i rami terminali ricadenti. Il tronco è snello, se non è troppo vecchio, presenta una scorza bianca e sottile. 
Le foglie decidue, ovato triangolari, picciolate, verde chiaro sopra e sotto. 
I fiori maschili sono riuniti in amenti sessili, penduli; quelli femminili sono raccolti in spighe corte ed erette. I frutti sono delle infruttescenze cilindriche che a maturità liberano delle piccole samare provviste di un’ala membranosa.

    PROPRIETA’ FARMACOLOGICHE

    Le foglie di betulla sono utilizzate in fitoterapia per le proprietà diuretiche e depurative, conferite dai flavonoidi, ossidi sesquitepenici, tannini (leucoantocianidine), Vitamina C, acido betulinico, clorogenico e caffeico, resine e olii essenziali.

    L’azione depurativa è coadiuvata da quella diuretica. L’incremento di emissione di urina facilita l’eliminazione dell’acqua e delle sostanze in eccesso, accumulate nell’organismo, come il colesterolo e gli acidi urici che provocano reumatismi e gotta. Per questo motivo la betulla è impiegata nella cura dell’ipertensione e della ritenzione idrica. L’effetto diuretico agisce anche in maniera preventiva rispetto alla formazione di renella e diventa una sorta di “lavaggio” antisettico nelle affezioni delle vie urinarie, come la cistite.

    La pianta inoltre è uno dei rimedi elettivi nella cura della cellulite, in quanto  aiuta l’eliminazione e la scomparsa dei noduli fibroconnettivali, caratteristici di questo inestetismo cutaneo.

    La linfa di betulla, conosciuta anche come Betula verrucosa linfa, da cui si estrae il gemmoderivato, contiene due eterosidi capaci di liberare per via enzimatica salicilato di metile ad attività analgesica eantiinfiammatoria.

    La linfa viene raccolta seguendo una tecnica particolare: all’inizio del mese di marzo, durante la montata primaverile, si praticano nelle betulle adulte, di preferenza sulla parte del tronco esposta a sud, alcuni fori a circa un metro da terra, profondi da due a cinque centimetri, leggermente obliqui verso l’alto, nei quali si introduce un tubicino da cui la linfa defluisce nei recipienti posti a terra. Un tronco di 50 cm di diametro fornisce in 4 giorni una media di 3-4 litri di linfa.

    INDICAZIONI

    La proprietà detossinante è rivolta al nostro sistema linfatico che utilizza la potente azione drenante della linfa dell’albero (che raggiunge i 30 m. di altezza) per depurare l’organismo da tossine in eccesso, che trattengono i liquidi: cure farmacologiche, terapie cortisoniche o ormonali, iperuricemia e ipercolesterolemia.
    Il migliore impiego terapeutico della linfa di betulla è quello riguardante il trattamento della cellulite, perché riduce nettamente l’impastamento e la componente dolorosa, ed elimina i liquidi ristagnanti nei tessuti.

    CONTROINDICAZIONI BETULLA

    Come per tutte le piante bisogna fare attenzione alla contemporanea assunzione di farmaci che abbiano lo stesso effetto, per il rischio di potenziare l’effetto del farmaco, in questo caso non assumere con altri diuretici di sintesi.

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  • Centella

    Screenshot_20160209-165758~2PROVENIENZA

    La Centella è una piccola pianta erbacea originaria del Madagascar, diffuso anche nel Sud dell’Africa e nel sud-est Asiatico, dove sembra che sia utilizzata degli stessi animali selvaggi per le ferite. E’ chiamata anche erba della tigre.

    COMPOSIZIONE CHIMICA

    La pianta si è dimostrata priva di tossicità, sicura e clinicamente efficace nel trattamento dei disturbi da insufficienza venosa, varici, sindrome postflebitica. E’ stato tuttavia dimostrato che la parte della pianta utilizzabile ai fini terapeutici è la frazione dei triterpeni estratti dalle parti erbacee, mentre l’estratto idroalcolico e l’estratto secco totale della pianta hanno invece mostrato attività farmacologica sul Sistema nervoso centrale di tipo sedativo, simile al Diazepam, capostipite delle benzodiazepine. Ciò a dimostrazione che non tutto quello che è naturale può servire allo scopo da raggiungere: per garantire l’azione sul sistema venoso, e solo su quello, è indispensabile quindi purificare l’estratto e isolare i triterpeni dal resto dei costituenti, che possono presentare effetti non desiderati.

    I costituenti presenti nelle foglie sono: glucosidi triterpenici (saponine), al cui gruppo appartiene l’asiaticoside, l’acido asiatico e madecassicoside, polifenoli, sali minerali e vitamine, olio essenziale, fitosteroli.

    La frazione dei triterpeni estratta dalla Centella è presente in specialità farmaceutiche registrate ed in alcuni fitoterapici specifici per il distretto venoso e per la cellulite.

    PROPRIETA’ FARMACOLOGICHE

    In passato utilizzata topicamente per le sue proprietà eudermiche, e per il trattamento di alcune malattie dermatologiche quali la psoriasi.

    La Centella attualmente è ritenuta una pianta medicinale, conosciuta nella sua composizione chimica, ampiamente studiata dal punto di vista farmacologico , tossicologico e clinic, tanto che è presente pure in Farmacopea Ufficiale e disponibile anche come specialità farmaceutica registrata.

    In Europa è tuttavia ancora apprezzata come flebotonico, per la cura di insufficienza venosa ed emorroidi. Per l’attività eutrofica esercitata sul connettivo, i triterpeni estratti dalla pianta sono indicati nella cura della cellulite, sia in pomata, sia per via generale, sia in mesoterapia. E’ infatti dimostrata una diminuita evoluzione verso la sclerosi dei fibroblasti, così come utili per la prevenzione di cicatrici ipertrofiche e di ulcere varicose e ragadi anali.

    Il meccanismo d’azione dimostrato è l’incarnamento nella struttura del collagene di due amminoacidi, l’alanina e la prolina, con aumento della stabilità del tessuto connettivo della parete venosa.

    Contrariamente a quanto ritenuto dalla medicina popolare, non ha efficacia nei pazienti affetti da lebbra, così come nei soggetti affetti da impotenza.

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  • Calendula

    PROVENIENZA

    La Calendula, chiamata anche Fiorrancio, in virtù del colore arancione dei fiori, è una piccola pianta erbacea che cresce spontanea nelle nostre campagne e più spesso coltivata a scopo ornamentale.

    La parte utilizzata a scopo medicinale è costituita proprio dal fiore, mentre le foglie sono addirittura inserite nella lista negativa della Commissone Europea tedesca.

    COMPOSIZIONE CHIMICA

    Numerosi sono i costituenti chimici isolati nelle varie parti della pianta, e molte sono le pubblicazioni scientifiche al riguardo:

    – Triterpeni pentaciclici;

    – Flavonoidi e polissacaridi;

    – Carotenoidi, licopene, calendulina, luteina e xantofille;

    – Olio essenziale ricco in terpeni;

    – Fitosteroli e mucillagini.

    PROPRIETA’ FARMACOLOGICHE

    Soprattutto a carico della componente polissacarida è stato dimostrato l’effetto immunostimolante.

    Importanti sono le conferme sperimentali dell’attività antiinfiammatoria della cute e sulle mucose, a carico della componente non saponificabile, flavonoidi e mucillagini. Alcuni estratti idroalcolici inoltre riducono sperimentalmente l’edema provocato da carragenina o da croton oil.

    Esistono lavori scientifici che confermano anche l’utilità di medicazioni con estratti di Calendula (unguento al 5%) per favorire l’epitelizzazione di ferite chirurgiche.

    I caroteni precursori naturali della vitamina A, esercitano un documentato effetto prottettivo nei confronti dei danni da radiazione ultraviolette, favoriscono il trofismo della pelle e contribuiscono a migliorarne l’abbronzatura.

    Mentre numerosi sono i lavori sperimentali finora condotti, particolarmente carenti sono invece gli studi clinici condotti con estratti o costituenti della Calendula, assunti per via orale.

    Le indicazioni della medicina popolare riguardano prevalentemente l’uso come:

    – Antispastico;

    – Antiemorragico;

    – Favorente le mestruazioni.

    INDICAZIONI

    La Calendula in passato è stata consigliata come rimedio per i soggetti affetti da ulcera gastrica, dismenorrea, amenorrea ed epistassi, emorroidi ed eczema, linfedema e congiuntivite. Tutte queste indicazioni rimangono tuttavia a carico unicamente della medicina popolare: i consigli per l’uso di estratti di Calendula per via orale come tradizione vuole, sono privi di qualsiasi riscontro scientifico e privi oltre tutto anche di dati circa la loro sicurezza di impiego (effetti collaterali, controindicazioni, interferenze farmacologiche). Possono essere responsabili di reazioni allergiche.

    Per la Calendula rimane quindi indicato soltanto l’uso per via esterna (cute, cavo orale, vagina).

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  • Curcuma

    PROVENIENZA

    La Curcuma è una pianta tropicale, originaria dell’India, apprezzata nei secoli soprattutto in cucina come aromatizzante e digestivo, tra l’altro utilizzata per la preparazione del curry. E’ una pianta rizomatosa, anche ornamentale, con caratteristici fiori gialli come del resto gialla è la stessa radice. E’ chiamata anche lo zafferano dell’India.

    COMPOSIZIONE CHIMICA

    I costituenti tipici del rizoma sono amidi e fibre, sostanze coloranti appartenenti al gruppo della curcuma (curcuminoidi), olio essenziale, ricco in derivati terpenici, e flavonoidi.

    PROPRIETA’ FARMACOLOGICHE

    Nonostante la medicina popolare e la tradizione erboristica occidentale conoscano ed utilizzano il rizoma di questa pianta come coleretico e colagogo, in realtà le proprietà farmacologiche dello stesso, da riferire essenzialmente alla curcuma sono:

    – Attività antiinfiammatoria;

    – Antiossidante;

    – Immunostimolante.

    Importanti e degne di nota l’attività antiossidante e quella antiinfiammatoria per inibizione della cicloossigenasi e delle lipoossigenasi esercitate dalla curcumina, dimostrate sperimentalmente e clinicamente in pazienti con artrite, contro fenilbutazone e pacebo.

    Altri studi di farmacologia sperimentale e clinica confermano l’attività antimutagena ed anticancerogena della Curcuma, probabilmente per l’effetto antiossidante oltre che per interferenza sul metabolismo dell’acido arachidonico. Inutili invece dal punto di vista clinico l’attività antiretrovirale della curcuma, dimostrata solo sperimentalmente.

    INDICAZIONI

    Le indicazioni comuni all’impiego di estratti di curcuma sono rappresentate da dispepsia funzionale, calcolosi della colecisti, dispepsia biliare, epatopatie croniche, malattie infiammatorie e degenerative croniche. Utile nella prevenzione dei fenomeni della cancerogenesi.

    La preparazione consigliata a scopo terapeutico è l’estratto secco ottenuto dal rizoma, standardizzato al 90-95% in curcuminoidi. La posologia media giornaliera va da 50 a500 mg.

    La Curcuma Longa entra a far parte anche di numerose specialità medicinali registrate e fitoterapici.

    Nel Formulario galenico nazionale è presente la Zedoaria, Curcuma Zedoaria Roscoe, mentre la Comissione E tedesca del 1990 aveva definito anche una monografia sulla Curcuma di Giava (Curcuma xanthorrhiza Roxburgh), originaria dell’Indonesia, meno ricca in curcumina rispetto alla Curcuma Longa.

    Cautela deve essere usata nei pazienti affetti da ulcera peptica.

  • Menta

    PROVENIENZA

    La Mentha piperita è un ibrido ottenuto da  Mentha longifolia, Mentha rotundifolia e Mentha aquatica. E’ utilizzata anche in gastronomia, la pianta fornisce materia prima soprattutto per l’industria liquoristica, in quanto gli estratti ottenuti dalle foglie esplicano attività “eupeptica”, cioè favoriscono la digestione, e come tali entrano nella composizione di numerosi amari. Le foglie infatti, oltre a flavonoidi, acidi fenolici e triterpeni, contengono un olio essenziale che rappresenta il cuore dell’estratto dal punto di vista farmacologico, costituito per la maggior parte da mentolo (35-55%) e mentone (10-35%).

    PROPRIETA’ FARMACOLOGICHE

    Prevista dalla Farmacopea Ufficiale in due monografie (una per le foglie ed una per l’olio essenziale) la Menta entra come correttore del gusto in numerosi alimenti, tisane,preparazioni galeniche e farmaci, anche se la medicina popolare la identifica come il rimedio digestivo per eccellenza. La ricerca scientifica ha tuttavia fornito una serie di informazioni preziose per definire il contenuto, le attività biologiche e le indicazioni terapeutiche, riconoscendole un ruolo di pianta medicinale a tutti gli effetti.

    Improvvisamente considerata come “tonico” del Sistema Nervoso e quinid uno psicostimolante, in realtà alla Menta sono state riconosciute le seguenti proprietà farmacologiche:

    • Attività antispastica sulle cellule muscolari lisce dell’apparato digerente e respiratorio;
    • Attivita decongestionale e balsamica, cioè fluidificante le secrezioni dell’apparato respiratorio.

    INDICAZIONI CLINICHE

    • Turbe digestive funzionali;
    • Colon irritabile,
    • Affezioni cattarali delle vie aeree e del distretto orecchio-naso-gola.

    Esistono numerosi studi clinici che confermano gli effetti positivi dell’olio essenziale di menta in soggetti affetti da colon irritabile. L’olio essenziale di Menta può essere vantaggiosamente utilizzato anche nella patologia del distretto epatobiliare, con particolare riferimento alle discinesie della colecisti ed alla calcolosi biliare, per il moderato effetto coleretico e per l’attività antispastica che esercita anche sullo sfintere di Oddi, favorendo il deflusso della bile attraverso il coledoco.

    Non trova invece alcun conferma l’impiego in casi di insonnia o altri disturbi neuropsichici (astenia psicofisica ecc.).

    Per uso esterno la Menta viene comunemente utilizzata come aromatizzante e rinfrescante in molti dentifrici, cosmetici e farmaci (creme per l’insufficienza venosa, cellulite, dermatiti pruriginose) oltre che per preparazioni galeniche, anche per sfruttare l’azione analgesica ed antipruriginosa del mentolo (talco mentolato, frizioni anticefalalgiche ecc.).

    Un altro impiego topico è rappresentato dalle inalazioni con infuso, o meglio olio essenziale, oppurtamente diluito e prescritto dal medico. L’olio essenziale è ben tollerato anche dai soggetti affetti da ulcera peptica, per i quali anzi costituisce anche un complemento terapeutico.

    CONTROINDICAZIONI

    Nei pazienti affetti da ulcera peptica è invece controindicati la tintura e l’estratto fluido.

    In letteratura sono riferiti casi di peggioramento nei soggetti affetti da esofagite da reflusso, non sono riferiti effetto tossici a carico dei reni o del fegato. Il mentolo puro, ad alte dosi, può essere neurotossico, ed è controindicato nel favismo.

    Fonte: “Le cento erbe”, Fiorenzuoli.

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  • China

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    PROVENIENZA

    La China è un albero abitualmente coltivato nelle regioni meridionale di Asia, India ed Indonesia e regioni centro-meridionali dell’Africa.  Può anche superare l’altezza di venti metri, e viene coltivata proprio per la raccolta della corteccia, la parte della pianta ricca in principi attivi.

    COMPOSIZIONE CHIMICA

    E’ abitualmente utilizzata la corteccia della China rossa, perché è la varietà nella quale gli alcaloidi prevalenti sono la cinconidina e la cinconina piuttosto che chinidina e chinina, l’alcaloide certamente più conosciuto, se non altro per motivi storici. L’altro gruppo di costituenti chimici utilizzabili è rappresentato da tannini e da glucosidi triterpenici (amari) simili a quelli presenti nell’Uncaria tomentosa,  che appartiene tra l’altro alla stessa famiglia delle Rubiacee. La corteccia di China è presente anche in Farmacopea Ufficiale, la quale prevede un titolo di alcaloidi non inferiore al 6,5 %.

    PROPRIETA’ FARMACOLOGICHE

    La China gialla (Cinchona Calisaya Wedd) è utilizzata per l’estrazione della chinina, perché tra tutte le varietà è quella con il maggior contenuto, mentre la China grigia (Cinchona Officinalis L.) è quella più impiegata dall’industria liquoristica. La China infatti costituisce un vero e proprio liquore, così come l’Assenzio è l’anima del vermouth. Del resto nella stessa medicina popolare la China viene ricordata come rimedio aperitivo e digestivo, sotto forma di tisana o di estratto idroalcolico, tonico e stimolante da utilizzarsi nei periodi di convalescenza.

    TISANA ALLA CHINA

    Preparazione della tisana: un cucchiaino da caffè di corteccia sminuzzata deve essere mantenuto in infusione in una tazza ndi acqua bollente per circa 15 ,inuti. Filtrare e bere sorseggiando mezz’ora prima del pasto. Si utilizza come aperitivo.

    CONTROINDICAZIONI

    Controindicata nei soggetti affetti da ulcera peptica e turbe della coagulazione; sconsigliata inoltre in gravidanza e nel periodo di allattamento. Un altro impiego popolare della corteccia di China è come grog antiinfluenzale; può essere dolcificato con miele e/o succo di limone. Peraltro, il solfato di chinina (chinino) è stato a lungo utilizzato come rimedio antimalarico ed antifebbrile.

    Possibili effetti collaterali: reazioni allergiche, o di intolleranza gastrica (vomito, nausea, gastroenterite), riduzione del numero di piastrine. Cautela è necessaria quando il paziente assume contemporaneamente farmaci anticoagulanti e/o antiaggreganti piastrinici.