• ESTATE IN SALUTE, ANCHE PER I PIU’ PICCOLI

    Tempo d’estate e di vita all’aperto per grandi e piccoli, tuttavia alcune situazioni richiedono la nostra attenzione per la salvaguardia della salute soprattutto di bambini e lattanti. Ondate di calore: nei bambini, a causa di una minore capacità di termoregolazione, il caldo eccessivo può causare un rialzo della temperatura corporea. Muoversi e giocare in libertà causa un aumento della sudorazione che può portare a  disidratazione.

    È quindi opportuno:

    •  far bere spesso i bambini;
    • allattare i neonati con più frequenza;
    • proporre un’alimentazione ricca di frutta e verdura;
    • mantenere freschi i locali dove si soggiorna.

    Esposizione al sole: la pelle del bambino è delicata e suscettibile alle scottature e l’esposizione ai raggi UV in età pediatrica è associata ad un aumentato rischio di tumori della pelle e cataratta nell’età adulta.

    È consigliabile:

    • sotto i sei mesi non esporre mai i piccoli al sole diretto;
    • ogni due ore e dopo ogni bagno applicare una crema con SPF elevato (50+);
    • usare occhiali da sole con lenti con filtri UV;
    • non dimenticare di proteggere labbra e orecchie;
    • evitare di uscire nelle ore più calde della giornata.

    Sicurezza alimentare: le alte temperature favoriscono la contaminazione degli alimenti con conseguente rischio di intossicazioni e gastroenteriti ed inoltre nel caso di diarrea o vomito, i bambini, rispetto ad un adulto, sono più a rischio di disidratazione.

    • Evitare di lasciare fuori dal frigo cibi deperibili soprattutto latte e latticini, carne, pesce;
    • cuocere i cibi di origine animale;
    • lavare bene frutta e verdura specie se consumate crude;
    • lavare sempre mani, utensili e piani di lavoro.

    Ozono e qualità dell’aria: soprattutto nelle aree urbane in estate aumenta l’ozono, particolarmente irritante per le vie aeree dei più piccoli. Per evitare tosse e irritazione, in città uscire preferibilmente al mattino quando la concentrazione di ozono è più bassa ed evitare le zone con molto traffico.

    Tenere presente che i bambini d’estate trascorrono molte ore all’aria aperta e per questo hanno bisogno di qualche  attenzione in più rispetto ad un adulto: se sono presenti patologie o se si identifica una condizione anomala chiedere sempre consiglio al Medico o al Farmacista.

    Fonti:
    www.apss.tn.it
    www.ulss.tv.it

  • PROTEGGITI DAL SOLE PER PREVENIRE IL RISCHIO DI TUMORI CUTANEI

     È vero che una pelle abbronzata è una pelle sana?

    Essere abbronzati è spesso considerato sinonimo di bellezza e buona salute. In realtà non

    c’è niente di salutare nell’abbronzarsi e la diffusa teoria secondo cui l’abbro

    nzatura sia una forma di protezione naturale contro le scottature è del tutto falsa: è semplicemente la risposta dell’organismo all’evidente danno causato dai raggi UV.

    È possibile esporsi al sole in sicurezza?
    Oltre all’utilizzo di un’adeguata protezione solare, evitando di esporsi nelle ore centrali della giornata, è importante cercare o ricrearsi delle zone all’ombra. Alberi, ombrelloni, tettoie riducono il passaggio della radiazione UV, anche se non in maniera assoluta. Alti livelli di UV derivano anche dalla radiazione diffusa dai riflessi, specialmente sulla neve o sulla spiaggia.

    I filtri solari offrono una protezione efficace?
    Si, ma devono essere combinati con altre misure di prevenzione. L’applicazione di solari non ha l’obiettivo di prolungare la permanenza al sole, ma di proteggere le parti del corpo più esposte e quindi più a rischio. I filtri ad oggi sul mercato proteggono dagli UVA e dagli UVB.
    Il fattore SPF indica il grado di protezione da UVB mentre per gli UVA non c’è ancora uno standard di etichettatura per l’indicazione del grado di protezione.

    È vero che gli indumenti garantiscono sempre una buona protezione UV? 
    Gli indumenti rappresentano una barriera fisica, tuttavia non ostacolano in maniera assoluta la radiazione. Negli ultimi anni è stato introdotto il concetto di “anti-UV” anche per i tessuti:
    così come l’SPF per i solari, l’indice UPF rappresenta la misura di come i tessuti proteggano dai raggi UV.

    È vero che i bambini sono particolarmente vulnerabili?
    I bambini sono più a rischio degli adulti, la loro pelle è più sensibile e trascorrono generalmente molto più tempo all’aperto svolgendo attività ricreative.
    Anche solo poche scottature nell’infanzia possono aumentare significativamente il rischio di  cancro.

    Fonti: https://www.who.int
    https://www.cdc.gov

  • ACQUA E SPORT

    Il nostro corpo contiene una grande quantità di acqua. Un elemento vitale, tanto che una cellula non adeguatamente idratata invecchia (e muore) prima.

    Scopri perché è importante che tu mantenga un corretto livello di idratazione, soprattutto durante l’attività sportiva.

    Come si accende la sete

    Lo stato di idratazione del nostro corpo è regolato da un complesso meccanismo di sensori e di regolazione che rileva eventuali diminuzioni di acqua nelle cellule e stimola la sete.

    Il meccanismo della sete, però, è messo a dura prova nel caso di attività fisica.

    Quando ti stai allenando la sensazione di sete arriva in ritardo e se la avverti significa che sei già disidratato.

    L’importanza dell’idratazione per gli sportivi

    La disidratazione si verifica quando il corpo perde più acqua di quanta ne assuma.
    In circostanze normali il tuo corpo perde ogni giorno circa 2- 3 litri di acquaDurante l’attività fisica la perdita di liquidi aumenta, fino a raddoppiare nei momenti di massimo sforzo.
    Se non reintegri l’acqua che perdi, puoi soffrire conseguenze di varia intensità:

    • Disidratazione lieve: mal di testa, senso di fatica, sensazione di sonno, letargia
    • Disidratazione grave: sete estrema, assenza di urine, respirazione rapida, confusione, pelle fredda.

    Lo stato di idratazione influisce anche sulla tua prestazione atletica, in modo piuttosto rapido:

    • Una disidratazione dell’1% fa aumentare la temperatura corporea
    • Una disidratazione del 2% riduce visibilmente la performance atletica.

    Sport e idratazione: cosa e quanto bere?

    Sembra banale, ma la prima cosa che devi fare è bere… acqua!

    Bere semplice acqua, infatti, ti aiuta a rimanere idratato. Se però la fatica aumenta, la sola acqua può non bastare e diventa utile un prodotto reidratante specifico.

    Cosa dovrebbe contenere un buon reidratante?

    • Sali minerali, importanti per reintegrare quelli persi con l’attività fisica.
    • Un’adeguata dose di carboidrati, fonte di energia importante in particolare quando l’attività è più intensa

    Meglio evitare il “fai da te”! È utile chiedere al farmacista il prodotto più adatto e seguire una integrazione consapevole assieme a un corretto comportamento alimentare.

    Un’adeguata gestione degli allenamenti e dell’idratazione contribuirà a migliorare la tua performance!

  • DIFENDERE IL NOSTRO AMICO A QUATTRO ZAMPE DALLE INSIDIE DEL CALDO

    È in arrivo l’estate, periodo caldo durante il quale possiamo condividere più tempo con il nostro amico a quattro zampe.
    Aria aperta, giornate lunghe, bagni, sole, rinfrancano spirito e corpo ma in talune situazioni possono nascondere qualche insidia.

    Sicuramente il cane, per sua natura, è il più esposto a questi rischi. Il colpo di sole e il colpo di calore, come nel genere umano, colpiscono più frequentemente cani anziani e cuccioli, in sovrappeso e/o affetti da malattie cardio circolatorie. Il sistema di termoregolazione interno si inceppa e la temperatura media del cane (38,5 – 39 °C) può innalzarsi velocemente anche fino ai 41-43°c con grave compromissione della salute generale.

    Attenzione dunque ad esporli a temperature ed umidità relative elevate, magari con scarsa ventila

    zione. Le modalità di trasporto devono essere attentamente pianificate, cercando di guidare il più dolcemente p

    ossibile in maniera da ridurre lo stress. Se si presentano i sintomi della cinetosi (agitazione, affanno, ipersalivazione e vomito) è bene chiedere al veterinario la prescrizione di un farmaco efficace. Una sosta in più sarà gradita da chi guida, dai passeggeri e dal nostro fedele amico.

    Il mantello di pelo, che spesso riteniamo un optional inutile nelle caldi estati, assolve ad una funzione termica fondamentale: filtrare i raggi solari e isolare la cute dal surriscaldamento esterno. Mantenerlo in perfetta forma (privo di parassiti e corpi estranei, folto e lucido utilizzando prodotti preventivi ad azione antiparassitaria, integratori con biotina specifici per il manto) è un gesto d’amore nei confronti dei nostri animali.

    La corretta idratazione deve essere sempre garantita con sufficienti scorte idriche: la ciotola preferita e un piccolo asciugamano per degli impacchi refrigeranti.
    Come il troppo caldo anche l’eccessivo uso dell’aria condizionata può causare spiacevoli inconvenienti ed è bene per questo farne un uso moderato.

    Tutte queste considerazioni valgono anche per gli altri animali domestici, magari meno girovaghi dei nostri cani e l’accudimento va modulato in base alle esigenze soggettive.

    Fonti: http://www.salute.gov.it

  • CONSULENZA NUTRIZIONALE

    CONSULENZA NUTRIZIONALE PERSONALIZZATA

    • Bioimpedenziometria: analisi della composizione corporea: calcolo della massa magra (muscolare) massa grassa, fabbisogno calorico e calcolo del grasso viscerale.
    • Programmi dietetici personalizzati, basati sull’associazione degli alimenti per soggetti sani e in presenza di patologie:
    1. per sovrappeso e ovesità
    2. antinfiammatorie
    3. per adulti e bambini
    4. per adolescenti
    5. per donne in gravidanza ed allattamento
    6. colon irritabile o per problemi intestinali derivanti da intolleranze o allergie alimentari.

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    NATASCIA MARIGO

    Titoli ed esperienze
    La mia attività nasce dall`esigenza di far stare bene gli altri non solo con il proprio corpo dimagrendo, ma soprattutto migliorando il loro livello di benessere psico-fisico. La dieta vista non esclusivamente per dimagrire, ma come un grande aiuto per stare meglio con se stessi, aumentando la possibilità di vivere sani più a lungo.
    Tutto ciò si raggiunge evitando i cibi che creano i picchi glicemici, di conseguenza si riduce l’acidità e l’infiammazione nel corpo, si eliminano i liquidi in eccesso e ci si disintossica.
    Sono iscritta all’albo dei dietisti. Ho effettuato un tirocinio ospedaliero nel centro diabetologico dell’ospedale di Dolo (VE), sono preparata e formata per elaborare diete sia in soggetti sani che in presenza di patologie.
    Sono specializzata nell’elaborazione di diete antinfiammatorie e diete chetogeniche normoproteiche. Ho conseguito la prima e seconda certificazione della dieta a zona.
    Collaboro da anni con le Farmacie nelle quali organizzo giornate dedicate alla consulenza dietetica e ai relativi controlli dei pazienti che intraprendono un programma dietetico personalizzato.

    BENESSERE PSICOFISICO

    Per me la dieta è uno strumento atto ad alzare il benessere psicofisico del paziente, dove la semplicità è il filo conduttore per raggiungerlo. Il rapporto che si crea con il paziente assume un’importanza fondamentale per il buon esito della mia attività lavorativa. Poter seguire ciascuno, passo dopo passo, lungo il proprio percorso di cambiamento è ciò che fa la differenza.

  • FISIOTERAPISTA

    FISIOTERAPISTA IN FARMACIA

    L’idea fondamentale consiste nel fornire al cliente, attraverso un luogo cosi familiare e professionale come la farmacia, un posto dove poter incontrare un fisioterapista e eseguire trattamenti senza doversi spostare lontano dalla prorpia abitazione.

    CHI È IL FISIOTERAPISTA IN FARMACIA

    Il fisioterapista è il professionista sanitario laureato in fisioterapia che attua gli interventi diretti alla prevenzione, alla valutazione funzionale, alla cura e alla riabilitazione delle patologie o disfunzioni nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali.

    COSA FA IL FISIOTERAPISTA IN FARMACIA

    Il fisioterapista in farmacia offre attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle attività motorie, psico motorie e cognitive viscerali utilizzando terapie manuali, massoterapiche ed occupazionali. Inoltre può definire programmi prestazionali per gli aspetti di sua competenza volti alla prevenzione, individuazione e superamento del bisogno riabilitativo, verificando la rispondenza della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale.

    QUANDO CI SI PUÒ RIVOLGERE AL SERVIZIO DI CONSULTAZIONE

    Ci si rivolge al fisioterapista a scopo riabilitativo non solo dopo un trauma come ad esempio un frattura, ma anche per problemi articolari e posturali che alla lunga possono portare a dolori in altre zone del corpo.

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    Stefano Dalla vecchia

    TITOLO DI STUDIO

    Laurea in Fisioterapia, presso l’Università degli studi di Verona

    Master di I° Livello in Fisioterapia Applicata allo Sport, presso l’Università degli studi di Siena

    LAVORA COME

    Dal 2010 collabora con numerose società sportive dell’alto vicentino per la valutazione, trattamento e riatletizzazione degli sportivi.

    Dal 2015 è socio del G.I.S. Sport (Gruppo Interesse Specialistico Sportivo) associato all’ A.I.FI (Associazione Italiana Fisioterapisti), del quale dal 2018 entra a farne parte come collaboratore.

    Quest’ultima esperienza professionale lo ha portato a prestare i suoi servizi anche in ambito internazionale come fisioterapista per la squadra dei Southern Kings Rugby Team (Sud Africa) e la stessa nazionale SudAfricana, Australiana e della Nuova Zelanda.

  • CONSULENZA PSICOLOGICA

    EMOZIONI: NEMICHE AMICHE

    Perché esistono le emozioni? A che cosa servono? Perché ci fanno star male?

    Solitamente distinguiamo le emozioni tra belle e brutte, ma questa è un’abitudine che rischia di trarci in inganno, infatti è più corretto definire le emozioni come PIACEVOLI O SPIACEVOLI. La cosa però veramente importante da sapere è che TUTTE LE EMOZIONI SONO UTILI perché funzionali a comunicarci qualcosa di noi e della situazione che stiamo vivendo. Le emozioni ci rendono completi integrando tutte le nostre diverse parti della nostra personalità.

    Ciascuno di noi è un fiore che ha bisogno di tutti i suoi petali, quindi di ciascuna emozione, per dirsi completo. Felicità, gioia, entusiasmo sono facili da accettare e da accogliere, ma come reagiamo quando invece proviamo rabbia, delusione, tristezza, paura? Cosa ci accade quando una situazione o un pensiero ci fa star male? Siamo in grado di impiegare al meglio l’emozione che proviamo per crescere con lei o ne rifuggiamo o addirittura la scacciamo in malo modo?

    “Emozionarsi”, soprattutto quando l’emozione è spiacevole, a volte fa paura e questo genera ulteriore rabbia o addirittura sensi di colpa come se ci si dovesse vergognare di ciò che viviamo. Spesso quindi siamo portati a distogliere lo sguardo da ciò che sentiamo o addirittura spegnere quelle emozioni che creano sofferenza.

    Le emozioni spiacevoli sono utili perché sono un CAMPANELLO D’ALLARME che ci segnala che c’è qualcosa che non va a cui dare attenzione. È necessario ASCOLTARE COSA LE NOSTRE EMOZIONI VOGLIONO DIRCI. Evitando di ascoltare le nostre emozioni celiamo a noi stessi una parte di noi.

    Ogni emozione è utile se impiegata bene. La rabbia se usata come uno strumento per sentirci completi, ci fornisce quell’energia utile per agire, mettendo in moto il nostro corpo e la nostra emotività e compiere delle azioni, ci permette di essere efficaci nel proteggere i nostri bisogni e desideri. Si parla quindi di assertività quando usiamo la rabbia efficacemente e non in maniera sterile o distruttiva per noi o per gli altri.

    La paura invece ci aiuta ad affrontare correttamente i pericoli, la tristezza ci permette di avere cura delle nostre fragilità e di accogliere la nostra umanità.

    Se non permettiamo a ciascun petalo di esprimersi non ci diamo la possibilità di essere persone complete.

    Le emozioni bloccate, inoltre, dovranno comunque trovare altre strade per manifestarsi e lo faranno a questo punto in modo meno consapevole. Cresceranno quindi dentro di noi in modo incontrollato le radici delle emozioni inascoltate, rubando nutrimento alle altre radici.  Questo genererà sofferenze incomprensibili e i sintomi più vari, da quelli psicosomatici, all’ansia, alla depressione ecc.

    È quindi importante permettersi di entrare in contatto con ciascuna emozione e con quelle parti di noi che ad un primo impatto potrebbero farci più paura o farci sentire confusi o persi. Questo ci permetterà di sentirci efficaci nel costruire la nostra personalità e felicità, accogliendo quindi tutte le richieste e i bisogni che arrivano da dentro noi stessi.

    Articolo a cura della Dott.ssa Silvia Ceccato psicologa che offre uno spazio di ascolto ed orientamento in farmacia per chiunque si trovi in situazioni di difficoltà o che desideri avere risposte adeguate a problematiche di natura psicologica o relazionale.

    La psicologa sarà presente in farmacia indicativamente il pomeriggio del lunedì e del mercoledì dalle 16:30 alle 19:00 su appuntamento. La consulenza si struttura in un primo incontro gratuito.

  • SERVIZIO INFERMIERISTICO

    Il Servizio infermieristico della Farmacia Madonna dell’aiuto consente a quanti hanno bisogno di accedere a cure infermieristiche, in un ambiente confortevole, di affidarsi a personale qualificato e costantemente aggiornato, per i seguenti servizi:
    • medicazioni e bendaggi, semplici e complessi
    • rimozione punti di sutura
    • monitoraggio della pressione arteriosa
    • lavaggi auricolari
    • Iniezioni sottocute e intramuscolo
    Per la somministrazione delle terapie bisogna presentarsi con i farmaci e la prescrizione medica correlata.

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  • ZECCHE: COME DIFENDERSI

    Le zecche sono artropodi, la stessa famiglia di ragni, acari e scorpioni, e si tratta di parassiti ester­ni, delle dimensioni che variano da qualche millimetro a circa 1 centimetro secondo la specie e lo stadio di sviluppo.

    Il corpo, tondeggiante e il capo, non distinguibile dal corpo, è munito di un apparato boccale (rostro) in grado di penetrare la cute e succhi­are il sangue. Le zone maggiormente a rischio per la possibilità di punture di zecche sono gli ambienti boschivi e ricchi di cespugli. Anche il sottobo­sco ed i prati incolti, i sentieri poco battuti, in cui è maggiore la possibilità di presenza di fauna selvatica, sono da considerare a rischio. Le zecche non saltano e non volano sulle loro vittime, ma si appostano all’estremità delle piante aspettando il passaggio di un animale o di un uomo. Grazie all’anidride carbonica emesse e al calore dell’organismo, questi acari av­vertono la presenza di un eventuale ospite e vi si insediano conficcando il loro rostro (apparato boccale) nel­la cute e cominciando a succhiarne il sangue. Il morso è generalmente indolore perché emettono una sos­tanza contenente principi anestetici. Generalmente rimangono attaccate all’ospite per un periodo che varia tra i 2 e i 7 giorni e poi si lasciano cadere spontaneamente. La probabilità del­la trasmissione di agenti patogeni per mezzo della puntura di zecche dipen­dono strettamente dalla durata della permanenza di queste sull’ospite e sono, in generale, basse se la zecca rimane attaccata per meno di 36-48 ore.

    Malattie trasmesse dalle zecche

    Le zecche sono in grado di trasmettere all’uomo numerose e differenti patolo­gie: la borreliosi di Lyme, la beffre Q, la babesiosi, l’encefalite virale, ecc.. . Con l’inizio della bella stagione le zec­che abbandonano lo stato di letargo invernale e si avviano alla ricerca di un ospite da parassitare. Nei mesi pri­maverili ed estivi, che vanno da aprile a ottobre, è quindi più frequente ca­dere vittima del cosiddetto “morso da zecca”. Il morso della zecca non è di per sé pericoloso per l’uomo, i rischi sanitari dipendono invece dalla pos­sibilità di contrarre infezioni trasmesse da questi animali in qualità di vettori.

    Cosa fare

    • Indossare indumenti di colore chiaro, per rendere evidente la presenza di zecche, resistenti agli strappi e con maniche e pantalo­ni lunghi; questi ultimi dovrebbero essere infilati nelle calze per evi­tare la possibile penetrazione dei parassiti tra gamba e calza.
    • Indossare calzature chiuse e alte sulle caviglie.
    • Applicare repellenti a base di DEET e gli insetticidi a base di base di permetrina, anche spruzzan­doli sui vestiti. Usare con cautela i prodotti repellenti, soprattutto nei bambini, per la possibilità di effet­ti indesiderati: il prodotto repel­lente non va inalato o ingerito, o portato a contatto con gli occhi, non va applicato su cute irritata o escoriata; va applicato soltanto sulle parti scoperte.
    • A casa, procedere ad un’accura­ta ispezione di tutto il corpo, con l’aiuto di un’altra persona per le zone difficilmente ispezionabili, senza trascurare il cuoio capel­luto, per verificare la presenza di zecche e procedere alla loro im­mediata rimozione.
    • Afferrare saldamente la zecca con una pinzetta il più possibile aderente alla cute, e tirarla deci­samente, ma senza strappi, con una delicata rotazione antioraria per evitarne la rottura.
    • Proteggere mani e piedi con guanti o un fazzoletto durante l’o­perazione, per evitare la possibili­tà di infezione attraverso piccole lesioni della pelle.
    • Se il rostro della zecca rimane all’interno della pelle, estrarlo con l’aiuto di un ago sterile.
    • Applicare disinfettanti e antibiotici sulla parte soltanto dopo l’estra­zione della zecca, evitando quelli che colorano la pelle (tintura di iodio, mercurocromo) perché potrebbero mascherare segni di infezione.
    • Dopo la rimozione della zecca dovrebbe seguire un periodo di osservazione della durata di 30-40 giorni per individuare la comparsa di eventuali segni e sintomi di in­fezione.
    • Rivolgersi al proprio medico cu­rante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, de­bolezza, dolore alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

    Cosa non fare

    Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trieli­na, ammoniaca, olio o grassi, né og­getti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materia­le infetto.

    Come difendere i nostri amici a quat­tro zampe

    • Controllare regolarmente gli ani­mali da compagnia e domestici e trattarli con presidi antizecche
    • Tenere costantemente sotto controllo le cucce degli animali domestici e di compagnia trat­tandole, periodicamente, con prodotti insetticidi.

    Esclusione di responsabilità: la presente è fornita unicamente a titolo informativo e non intende dare diagnosi o indicazioni di cura con riferimento a una qualsivoglia condizione patologica. In caso di sintomi o preoccupazioni, rivolgetevi al vostro medico di fiducia.

  • UTILIZZO DEI REPELLENTI ANTIZANZARA

    Con l’arrivo della bella stagione si ripropone ogni anno il problema delle zanzare.

    Per difendersi è possibile ricorrere a diverse formulazioni di repellenti, a base di sostanze chimiche o di estratti vegetali: lozioni, creme, spray, roll-on, salviette e braccialetti che offrono una protezione più o meno efficace a seconda della concentrazione del principio attivo.

    Quando si utilizza un repellente è importante seguire attentamente le istruzioni d’uso riportate sulla confezione, tenendo conto di alcune semplici precauzioni:

    • applicare solo sulla pelle esposta e/o sui vestiti secondo le modalità indicate in etichetta. Non applicare i repellenti sulla pelle sotto i vestiti;
    • non usare su pelle irritata o lesa ed evitare il contatto con occhi e mucose;
    • quando si utilizzano formulazioni in spray, non spruzzare direttamente sul viso ma applicarle con le mani;
    • l’applicazione eccessiva non dà una protezione migliore o più duratura: quando la protezione non è più necessaria, lavare la pelle con acqua e sapone;
    • verificare in etichetta se è consigliato l’utilizzo sui bambini e da quale età;
    • non applicare mai il repellente sulle mani dei bimbi onde evitare qualsiasi contatto con occhi e bocca;
    • se si necessita sia della protezione solare che di un repellente, è consigliato applicare prima il solare e poi l’antizanzare a distanza di almeno 30 minuti. Va tenuto presente che la protezione solare necessita di essere applicata molto più spesso nel corso della giornata;
    • leggere sempre per quali insetti è stato testato il prodotto;
    • se si presentano segni di allergia, sospendere immediatamente l’uso e contattare il medico, informandolo sul tipo di prodotto usato.

    Fonti: CCM- Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle malattie
    http://www.salute.gov.it